La ragazza d’autunno, recensione della Russia postbellica di Bagalov

Il 9 gennaio arriva nelle sale italiane La ragazza d’autunno, secondo lungometraggio di Kantemir Bagalov, uno scorcio della Russia reduce dal secondo conflitto mondiale raccontato attraverso il rapporto morboso di due donne diverse nell’aspetto e nell’anima.

Un volto pallido, smunto, imperlato dal sudore freddo dello shock provocato da un trauma intenso e indimenticabile. Un suono ovattato, quasi assente, che lascia spazio solamente a un flebile rantolo e a delle voci lontane, estranee, che tentano di risvegliare da un torpore disorientato l’inerme proprietaria di quel viso in primo piano. Un primo piano da cui la macchina da presa si discosta a poco a poco, per scoprire con un movimento lento una scena d’altri tempi: una lavanderia del dopoguerra illuminata dalla luce fioca di alcune lampade attaccate al basso soffitto, da cui pendono stracci e lembi di biancheria sudicia.

A svettare in questo scenario anacronisticamente fiammingo troviamo l’altissima Iya (Viktoria Miroshnichenko), la protagonista de La ragazza d’autunno, il nuovo film di Kantemir Bagalov che, dopo l’acclamato Tesnota, racconta uno scorcio della sua Russia distrutta dal secondo conflitto mondiale, e lo fa attraverso lo sguardo perduto di questa giovane reduce dall’incredibile altezza, caratteristica che la fa ribattezzare da chi la incontra “La Spilungona” (titolo originario del lungometraggio). Iya lavora come infermiera in un ospedale e si occupa del piccolo Pashka, in attesa che la madre del bambino, l’amica Masha (Vasilisa Perelygina), torni dal fronte. Quando quest’ultima, di ritorno a Leningrado, scopre la morte prematura del figlio decide di rimpiazzare il piccolo a tutti i costi.

La ragazza d'autunno - Viktoria Miroshnichenko è Iya
La ragazza d’autunno – Viktoria Miroshnichenko è Iya

Iya e Masha

Ed è proprio intorno al rapporto morboso, e a tratti tossico, delle due donne che il regista ventottenne costruisce una cruda panoramica sulla Russia postbellica, annientata e ferita, un Paese che sguazza suo malgrado nella fame e nella povertà, contrapponendo le personalità delle due protagoniste mostrandole come le due facce della stessa medaglia. Da un lato la sottomessa e timorosa Iya, soggiogata dalle atrocità della guerra e dal temperamento dell’amica, e dall’altro la volitiva e intraprendente Masha, pronta a tutto pur di non soccombere e di ottenere ciò che desidera ardentemente. Diverse anche nell’aspetto: androgina, diafana, slanciata e quasi asessuata la prima; sensuale, minuta, mora e voluttuosa la seconda, le due ragazze affrontano questa nuova fase della vita segnata dalle macerie fisiche e psichiche lasciate dalla guerra con reazioni opposte, soprattutto nel rapporto con la controparte maschile, utilizzata per quasi l’interezza della storia come mezzo per un fine.

La cruda brillantezza del colore verde

A fare da cornice alla dicotomia formata da Iya e Masha, interpretate egregiamente da Viktoria Miroshnichenko e Vasilisa Perelygina (premiate al Festival di Torino come migliori attrici), troviamo la bellissima fotografia di Ksenia Sereda, cruda e vivida che racconta attraverso la forza brillante del verde – imperante per tutta la durata del film negli ambienti e nell’abbigliamento – e dei colori caldi autunnali la sopravvivenza di due anime legate da un destino spietato e beffardo. Da menzionare inoltre il lavoro meticoloso dello scenografo Sergei Ivanov, che all’interno dei pochi spazi adibiti allo svolgimento della storia: l’ospedale e il piccolo appartamento delle giovani, riesce a inglobare il realismo e la durezza di un momento storico devastante.

La ragazza d'autunno - Viktoria Miroshnichenko e Vasilisa Perelygina in una scena
La ragazza d’autunno – Viktoria Miroshnichenko e Vasilisa Perelygina in una scena

Tempi narrativi a tratti faticosi

Ciò che forse a volte stanca e rende faticosa questa seconda opera di Bagalov, è l’eccessiva lentezza narrativa che dilatando, in modo a tratti estenuante, i tempi della messa in scena, cerca di dare voce allo straniamento doloroso di una delle più grandi tragedie mai subìte dall’umanità.

La ragazza d’autunno è un film scritto e diretto da Kantemir Balagov, con Viktoria Miroshnichenko, Vasilisa Perelygina, Andrey Bykov, Igor Shirokov, Konstantin Balakirev, da giovedì 9 gennaio al cinema, distribuito da Movies Inspired.

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