La matematica dell’amore, recensione: Angelillo-La Ginestra tra riso e poesia

La matematica dell'amore, recensione: Angelillo-La Ginestra tra riso e poesia

La matematica dell’amore (Radice di 2) è una pièce dedicata al rapporto tra due persone comuni: Tom e Gerri si lasciano e si ritrovano nel corso della loro vita, ma i personaggi interpretati da Edy Angelillo e Michele La Ginestra hanno il cuore necessario per divertire e al tempo stesso commuovere.

Una storia d’amore lunga 60 anni

La matematica dell’amore (Radice di 2) racconta la storia di Tommaso-Tom (Michele La Ginestra) e Geraldina-Gerri (Edy Angelillo) nell’arco di tutta una vita. Attraverso numerosi flash black, lo spettatore riesce a conoscere i due protagonisti sin dalla loro infanzia, quand’erano dei bambini che giocavano insieme nel cortile di casa. La loro storia è caratterizzata dal perdersi e dal ritrovarsi, a distanza di anni: si perdono da bambini e si ritrovano adolescenti, si allontanano nuovamente e si rincontrano adulti, si separano nuovamente e si ritrovano alla soglia della pensione. Il racconto proposto allo spettatore è fatto di ricordi, emozioni, giochi, difficoltà ma anche voglia di sorridere. Alla fine per Tom e Gerri saranno passati 60 anni e nel mezzo non sarà mancato né l’amore né la poesia né tanto meno la matematica.

Coppia che vince non si cambia

La matematica dell’amore si basa essenzialmente su due elementi portanti. Prima di tutto i suoi due ottimi protagonisti, affiatati e dotati del giusto piglio comico. Edy Angelillo e Michele La Ginestra – sempre insieme in ogni edizione della pièce – posseggono una versatilità che permette loro di far ridere ma anche di toccare corde ben più serie e, sul finale, quasi drammatiche. Le loro interpretazioni si dimostrano ricche di colore: oltre ad attraversare le diverse stagioni della vita, i due attori passano da un registro all’altro permettendo allo spettatore di ridere, piangere e riflettere insieme a loro.

La matematica dell'amore: Tom e Gerri giocano nel cortile, da bambini
Tom (Michele La Ginestra) e Gerri (Edy Angelillo) giocano nel cortile, da bambini

Dialoghi brillanti e vivaci

Il secondo elemento chiave di questa pièce teatrale che va in scena da circa un decennio è il suo testo brillante. I dialoghi tra i due personaggi sono serrati, carichi di ironia ma anche equipaggiati del giusto peso emotivo. Lo spettatore, anche volendo, non ha il tempo di annoiarsi in compagnia di Tom e Gerri, così umani eppure a modo loro unici. Interpretazione e testo non sono supportati da nessun altro agente esterno: non c’è nessun altro personaggio, la scenografia è monocolore e ridotta ai minimi termini. Una scelta probabilmente voluta per mettere giustamente in risalto ogni singolo gesto, ogni singolo botta e risposta.

Rette parallele o rette perpendicolari

Le tematiche affrontate da La matematica dell’amore sono molte e vanno dall’amicizia all’amore, dalla famiglia alla vita di coppia, dalla malattia all’invecchiamento. Tutto ciò passa per la matematica: Tom la odia e non fa altro che cercare spunti, partendo dalla quotidianità, per dimostrare che si tratta di una materia completamente inutile. Nella sua vita con Gerri, inoltre, non mancano metafore che partono proprio dalla stessa matematica: loro due, in fondo, sono come due rette. Resta da capire se siano parallele -ovvero destinate a non incontrarsi mai – oppure perpendicolari – destinate ad incrociarsi sempre.

La matematica dell'amore: Tom (Michele La Ginestra) e Gerri (Edy Angelillo) si ritrovano da adulti, dopo anni di separazione
Tom e Gerri si ritrovano da adulti, dopo anni di separazione

La matematica dell’amore (Radice di 2) va in scena al Teatro 7 dal 3 dicembre al 6 gennaio 2020 (compresa la doppia rappresentazione di Capodanno). La regia è affidata a Enrico Maria Lamanna. Il testo è di Adriano Bennicelli e ha vinto la II edizione del Premio di scrittura teatrale Diego Fabbri, oltre al Premio nazionale di drammaturgia Oltreparola 2008.

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