La lotta al terrore, recensione: uno spettacolo che poteva osare di più

Lotta al terrore

La lotta al terrore, uno spettacolo diretto da Luca Ricci racconta la vicenda di un gruppo di burocrati comunali alle prese con un attentato terroristico avvenuto all’interno di un supermercato.

Semplice burocrazia, o solo paura?

L’attacco terroristico all’interno di un supermercato genera paura tra la folla e anche dentro un edificio comunale dove una segretaria, un vice sindaco e un impiegato fanno a gara a chi può scaricarsi prima le proprie responsabilità di fronte a un’emergenza del genere. Questione di burocrazia? O solo paura di perdere la vita? Lo spettacolo di Luca Ricci racconta come, in un momento di panico nessuno sa reagire, ma tutti pensano a salvarsi la propria vita, scaricando sugli altri le responsabilità. In assenza del sindaco, i tre impiegati comunali cercano la soluzione migliore per riportare la normalità e per fare ciò qualcuno deve pur uscire da quella stanza…ma tra leggi, firme, burocrazie e paura non sarà facile trovare una soluzione.

Il vero nemico è lo stereotipo

Tra il panico creato da falsi allarmi e l’inefficienza del direttivo, non mancano i diverbi scatenati da idee contrastanti. L’impiegato, convinto dei propri principi, non fa altro che ribadire quanto sia sbagliato accettare tutti con benevolenza, attingendo al discorso sulla religione. La segretaria, nonostante abbia una visione più aperta sulla realtà, si scontra con l’impiegato in modo quasi infantile. Solo il vice sindaco, in contatto con le forze dell’ordine, prova a decidere sul da farsi, ma tutti i piani vanno in fumo davanti a una presa di posizione che comporta il rischio di uscire dalla stanza e affrontare la situazione. E così inizia uno scarica barile di responsabilità.

La lotta al terrore
La lotta al terrore – Gabriele Paolocà, Simone Faloppa e Gioia Salvatori

Buone le interpretazione, ma silenzi troppo lunghi

La lotta al terrore è stato interpretata da Simone Faloppa (vicesindaco), Gabriele Paolocà (impiegato comunale) e Gioia Salvatori (segretaria). Nei rispettivi ruoli ogni attore ha saputo delineare il proprio personaggio, anche con piccoli movimenti o espressioni, in modo da rendere evidente anche ciò che non si esplicitava. La disposizione del pubblico ha reso possibile osservare la scena da più punti di vista e, quindi, cogliere anche delle istantanee impressioni. In alcuni momenti, però, le lunghe pause di silenzio hanno dato vita a scene vuote e tediose.

Una scenografia essenziale

A fare da cornice alla vicenda è una scenografia essenziale che rende da subito chiara l’idea: un tavolo sul quale è appoggiato un telefono, delle sedie e due piante grasse poste in un angolo danno l’impressione di incompletezza. Come d’altronde lo è tutto lo spettacolo, in cui il tentativo di far emergere gli stereotipi è stato apprezzato, ma non è bastato a rendere il tutto più scorrevole.

La lotta al terrore
La lotta al terrore

La lotta al terrore sarà in scena al Teatro India fino a domenica 21. Orari spettacolo: sabato 10 ore 21.30, 21 gennaio ore 19.00. Una produzione CapoTrave con il sostegno della Regione Toscana, MIBACT, residenza creativa e Teatro dell’Orologio.

Voto

 

 

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui