La Llorona – Le lacrime del male: la recensione del deludente sesto horror dell’universo di The Conjuring

Con La Llorona – Le lacrime del male siamo giunti al sesto film appartenente all’universo di The Conjuring. Ma è ormai evidente come la forza iniziale della saga si sia nel frattempo esaurita e si tenti di supplire alla poca sostanza con una serie di facili escamotage da film horror di serie B.

Il problema dell’horror moderno

Signori, abbiamo un problema. Qui non si riesce più ad aver paura per bene. Ad eccezione, infatti, di poche isole felici – vedi Scappa – Get Out e Noi di Jordan Peele, così come gli helzapoppin’ ipercitazionisti di Rob Zombie – che il più delle volte non hanno neanche come obiettivo primario quello di spaventare stricto sensu, il cinema horror di area mainstream si è trasformato ormai da qualche anno in una sorta di generatore automatico di varianti di quei fenomeni paranormali che avevano già ampiamente espresso tutto il loro potenziale perturbante verso la metà degli anni ottanta. Parliamo, ovviamente, di case infestate e di possessioni di bambini, suore, bambole o affini.

The Conjuring e il suo universo condiviso

Se nel 2013 James Wan era riuscito, con The Conjuring, nel compito niente affatto facile di rinverdire quelle istanze riconnettendole idealmente a quei paradigmatici anni settanta che, densi di inquietudini post-sessantottine, aveva dato loro forma e sostanza, la progenie di spin-off legati a quello stesso universo hanno via via perso sia di smalto che di valore metatestuale. Basti pensare che il solo legame esistente tra questo La Llorona – Le lacrime del male e The Conjuring è un personaggio ultrasecondario che, a un certo punto della storia, ricorda di aver maneggiato – uscendone tra l’altro indenne – Annabelle, la letale bambola d’epoca già protagonista di due film omonimi.

La Llorona - Linda Cardellini
Il personaggio interpretato da Linda Cardellini alle prese con i primi segnali della presenza de Lla Llorona

La leggenda della Llorona

Qui alla regia troviamo l’esordiente Michael Chaves, già autore dell’ottimo corto The Maiden e presto dietro la macchina da presa per The Conjuring 3, per una storia che trae spunto da una vecchia leggenda del folcore messicano. Una sorta di versione latina di Medea che, in preda a un raptus di gelosia, uccide i propri figli annegandoli in un fiume per poi togliersi a sua volta la vita e vagare sulla terra in cerca di bambini da rapire per ritrovare i suoi figli perduti. Lo spirito della Llorona si accanisce su povere madri sole e disperate, e il suo nome viene utilizzato spesso per spaventare i bambini con la minaccia di essere portati via dalla Llorona se non si ubbidisce.

La trama

Negli anni ’70 a Los Angeles, la Llorona si aggira nella notte alla ricerca di bambini. Anna-Tate Garcia (Linda Cardellini) è un’assistente sociale costretta a crescere da sola due bambini in quanto vedova. La donna cerca di aiutare una madre sospettata di aver compiuto violenze sui figli, ma non prende sul serio l’inquietante avvertimento di quest’ultima e presto sarà proprio lei, insieme ai suoi bambini, ad essere risucchiata in uno spaventoso regno soprannaturale. L’unica speranza di sopravvivere all’ira mortale della Llorona potrebbe essere un curadero, l’ex prete Rafael Olvera (Raymond Cruz), esperto di riti sciamanici per sconfiggere il male.

La Llorona - Cast
Un’altra scena del film La Llorona – Le lacrime del male

Un horror senza particolari guizzi

Nulla di nuovo sotto il sole insomma. Se si esclude un incipit, di poco sopra la media, che declina l’idealtipico “uomo nero” in salsa mariachi e l’indubbia perizia tecnica di Chaves, La Llorona – Le lacrime del male inanella una serie di stereotipi fin troppo derivativi e scivola via senza colpo ferire, puntando tutto sulle esplosioni di suono – l’escamotage indubbiamente più abusato nel genere – e sugli improvvisi stacchi di camera sul volto trasfigurato dello spirito malvagio al centro della storia. Un po’ poco per giustificare anche quei due o tre salti sulla sedia che pure uno si aspetterebbe da un film horror senza particolari guizzi.

In conclusione

A questo si aggiunga poi la presenza di dialoghi che, in più di un’occasione, sfiorano il ridicolo involontario – “la vostra piscina adesso è piena di acqua santa” dice a un certo punto il “guaritore” interpretato da Raymond Cruz, che i più ricorderanno nei panni del folle narcotrafficante Tuco Salamanca in Breaking Bad – e il quadro è completo. Resta giusto da lodare il minutaggio contenuto (un’ora e mezzo scarsa) che riduce al minimo i possibili danni e la presenza, mai meno che gradita, di Linda Cardellini. Vedremo, a questo punto, se il prossimo Annabelle 3 e il già citato The Conjuring 3 saranno in grado di rivitalizzare un brand che, al momento, appare in forte debito d’ossigeno.

La Llorona – Le lacrime del male, diretto da Michael Chaves e interpretato da Linda Cardellini, Raymond Cruz, Patricia Velasquez e Sean Patrick Thomas, sarà nelle sale da mercoledì 17 aprile, distribuito da Warner Bros Italia.

Voto

 

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