Venezia 75: Emma Stone e il cast raccontano La favorita di Lanthimos

La Favorita, Emma Stone e il resto del cast raccontano il film

La Favorita, film diretto da Yorgos Lanthimos in concorso a Venezia 75, racconta della regina Anna d’Inghilterra e della rivalità delle sue due cortigiane. Il regista greco ha scelto questa storia per il fascino delle sue tre incredibili protagoniste.

Il regista greco Yorgos Lanthimos presenta La Favorita, film che gira attorno a tre figure femminili forti realmente esistite e dei giochi di potere nell’Inghilterra del 700′. Protagoniste la star di La La Land Emma Stone e l’attrice britannica Olivia Colman. Ecco cosa hanno raccontato durante la conferenza stampa.

Yorgos cosa ti ha attratto inizialmente della storia e cosa ti ha spinto ad accettare di fare questo film?

Yorgos Lanthimos: Quando mi sono imbattuto nella sceneggiatura originale sono rimasto affascinato da queste tre figure femminili e dal fatto che sono ispirate a persone reali, ho deciso di approfondire la storia creando così tre personaggi femminili molto complessi, qualcosa che si vede raramente al cinema. Non avevo mai fatto film in costume e cimentarsi con questo genere crea una certa distanza, che ti permette di vedere molte cose più chiaramente, motivo per cui sono stato entusiasta di farlo. Abbiamo lavorato per nove anni su questo film, siamo passati attraverso molte deviazioni e variazioni, ma già sapevo che volevo focalizzare l’attenzione su queste tre donne straordinarie e attraverso loro trasmettere vari temi da esplorare.

Emma in questo film interpreti una donna poco loquace che comunica molto attraverso le espressioni facciali, come ti sei sentita nell’interpretare questo tipo di ruolo?

Emma Stone: Ho amato molto questo personaggio, all’inizio delle riprese non avevo capito subito il tipo di ruolo, poi via via che giravamo ho capito che ci sarebbero stati tanti silenzi e tanti sguardi e questo mi è piaciuto molto. Se potessi girare un film senza mai parlare sarei felice, forse molte persone sarebbero felici (ride).

Potete parlarci del coinvolgimento politico e sessuale di queste donne? E poi la regina Anna è completamente fuori di testa o è sostanzialmente una persona capricciosa e infantile?

Olivia Colman: È stata una gioia interpretare la regina Anna, è una donna che percepisce tutto, decisamente capricciosa e infantile. Non ha molta fiducia in sé e non sa se le persone che la circondano la amano veramente, una donna con tanto tempo libero e tanto potere in mano. E poi…ah il coinvolgimento sessuale (ride). Politica e sessualità sono correlati tra loro. Abbiamo provato per tre settimane, sciogliendoci e perdendo la vergogna e le inibizioni una verso l’altra e questo ci ha aiutato durante le riprese, quando ormai c’era una buona intesa e ci conoscevamo meglio. Eravamo diventate molto amiche, per cui eravamo a nostro agio nel fare sesso, e poi, lasciatemelo dire: fare sesso con Emma Stone è stato veramente divertente (ride, ndr alludendo alla scena d’amore con la Stone).

A Venezia 75, conferenza stampa con Emma Stone e il cast de La Favorita
A Venezia 75, conferenza stampa con Emma Stone e il cast de La Favorita

Emma Stone: Anche per me è stato bello (ride). Le prove di tre settimane prima di arrivare sul set sono state davvero utili, abbiamo fatto delle cose folli che ci hanno permesso di comportarci in modo naturale e realistico. Il personaggio di Abigail mi è piaciuto molto, è una donna che lotta per la sopravvivenza, è una sopravvissuta sopraffatta dagli eventi. Tra l’altro è stata una vera e propria sfida per me che sono l’unica americana in un cast tutto inglese, ho dovuto studiare per avere l’accento giusto senza sfigurare. Inoltre penso che i costumi fossero splendidi, ma anche indossare i corsetti è stata una sfida (ride).

In questo film di donne fatto di amori, intrighi e politica, come hai collegato la guerra storica con la guerra personale dei personaggi? In fondo parliamo di una regina esistita veramente, e qualsiasi decisione avrebbe avuto delle conseguenze sulla politica e sulla guerra.

Yorgos Lanthimos: Fin dall’inizio volevamo focalizzare la storia su queste tre donne e qualsiasi cosa sappiamo sulla politica, sulla guerra, o sulle decisioni di potere l’abbiamo imparata attraverso i loro occhi. Per me la cosa più importante è stata capire e osservare come le decisioni, le opinioni, o persino gli specifici umori di quella precisa giornata di alcune personalità potenti, potessero influenzare e determinare la vita di milioni di persone. Credo che sia una visione universale e senza tempo, per noi è stato abbastanza facile collegare gli avvenimenti con quello che volevamo mostrare nel film.

Emma credi che ci sia una analogia tra la rivalità a corte e la rivalità a Hollywood?

Emma Stone: Assolutamente c’è uno spirito competitivo a Hollywood come quello che esiste in questo film, come in tutti i settori comunque. Sai, sto iniziando a pensare adesso a questa analogia, non ci avevo mai pensato prima di questa domanda, quindi non ho una riposta interessante, ma…sì (fa una smorfia buffa).

Olivia due regine in un anno?

Olivia Colman: Le due regine che interpreto in questa annata sono molto diverse. Ho appena iniziato le riprese di The Crown e sto amando ogni singolo momento, spero di non deludere i fan della serie, Elisabetta e Anna sono due donne molto diverse, Elisabetta però non ha imparato nulla da Anna.

Yorgos come mai l’utilizzo costante del grandangolo nei tuoi film? Forse per rappresentare una visione distorta della realtà?

Yorgos Lanthimos: Non so perché uso così tanto il grandangolo nei miei film, il modo in cui si gira è sempre molto istintivo e personale, si sente quando le cose sono giuste sul set ma non c’è una spiegazione. Sto sperimentando sempre più questo strumento, soprattutto nei miei ultimi film, per dimostrare, in questo caso, la contraddizione tra delle figure solitarie immerse e degli ambienti molto vasti.

Questa domanda forse te l’hanno fatta molte volte a diverse conferenze, perdonami ma te lo chiedo di nuovo, torneresti a girare un film in Grecia e potresti dirmi quali differenze riscontri tra la il lavorare in Grecia e negli altri paesi?

Yorgos Lanthimos: Questa domanda la ritrovo in ogni festival e la risposta cambia di festival in festival (ride). Allora, è bello girare in Grecia, tornerei molto volentieri a fare un film, ma devo dire che più lavoro fuori dalla Grecia, più mi sento greco. Là si lavora in modo diverso, c’è un’altra mentalità, una generosità, le persone ci davano da mangiare, ci prestavano le loro case, macchine. È molto distante dalla realizzazione di un film in costume in Inghilterra, per esempio, lì c’è un ambiente più strutturato e organizzato, ma forse manca quella spontaneità e generosità.

Tre personaggi femminili che interagiscono tra loro con equivalente importanza, dove non è chiaro chi sia buono o cattivo, vittima o carnefice, lontani dai soliti ruoli e i luoghi comuni come mai questa scelta, sono un riflesso del movimento Me too?

Yorgos Lanthimos: Abbiamo cominciato a lavorare a questo film molti anni fa, quando ancora il movimento Me too  non era ancora nato. Volevamo appunto focalizzarci su questi tre personaggi femminili e descriverli come semplici esseri umani. Molto spesso, a causa del solito sguardo maschile, le donne nei film ricoprono ruoli di fidanzate, oggetti di desiderio, casalinghe. Noi abbiamo voluto dare il nostro contributo per dimostrare al mondo che le donne, come queste tre protagoniste, sono delle persone forti, con le loro storie e particolarità, come qualsiasi altro essere umano.

Yorgos so che non ti piace dare spiegazioni delle analogie dei tuoi film, ma potresti chiarire la presenza dei conigli, forse c’è un’allegoria tra uomini e animali?

Yorgos Lanthimos: Non so bene perché i conigli, non c’è un motivo particolare. Uomini e animali…non abbiamo una relazione molto chiara con gli animali: siamo amici, li amiamo, ci amano, ma ci uccidono e noi li uccidiamo per mangiarli è un rapporto veramente strano.

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