Kina e Yuk – Alla scoperta del mondo, recensione: tra documentario e finzione, con uno sguardo all’ecologia

Kina e Yuk - Alla scoperta del mondo
Kina e Yuk - Alla scoperta del mondo

La recensione di Kina e Yuk – Alla scoperta del mondo, un film di Guillaume Maidatchevsky tra finzione e documentario che strizza l’occhio alla causa ambientalista, con Benedetta Rossi nel ruolo della narratrice

Kina e Yuk

Kina e Yuk sono una coppia di volpi polari che vivono serenamente fra i banchi di ghiaccio del Canada, in attesa dei loro primi cuccioli. La temperatura, però, è eccezionalmente mite e il cibo scarseggia, emergenza che costringe Yuk ad avventurarsi sempre più lontano da casa per cacciare. All’improvviso un terribile suono causato dallo scioglimento dei ghiacci sconvolge il maestoso panorama e separa le due volpi, ognuna isolata su un pezzo di ghiaccio. I due animali dovranno affrontare innumerevoli pericoli ed esplorare nuovi territori per ritrovarsi in tempo per la nascita dei loro piccoli.

Due volpi artiche soffici e giocherellone

Kina e Yuk – Alla scoperta del mondo intenerisce già dalla presentazione dei suoi particolarissimi protagonisti: due volpi artiche giocherellone, innnamorate e dotate di un manto soffice tutto da invidiare. Se a ciò si aggiunge l’idea di “coppia che sta per metter su famiglia”, ostacolata da un destino avverso, il cuore dello spettatore non può che essere già conquistato e mosso a compassione. Ma le volpi artiche non sono le uniche specie animali osservate dalla macchina da presa: a loro si aggiungono orsi polari, martore, lepri artiche, ermellini e predatori quali la volpe rossa e i lupi artici, per un “cast” che più d’eccezione non si può.

Kina e Yuk - Alla scoperta del mondo
Kina e Yuk – Alla scoperta del mondo

Ecologia e riscaldamento globale

A spezzare il perfetto equilibrio della loro quotidinaità ci pensano purtroppo le temperature anomale che si registrano in Canada e che sconvolgono la flora e la fauna locali. La storia strizza così immediatamante l’occhio alla causa ecologista e al riscaldamento globale, ponendo l’attenzione sulle inevitabili conseguenze di questo preoccupante fenomeno. Kina e Yuk si trovano ad affrontare sfide insidiose, le quali vengono puntualmente scandite dalla musica e da espedienti che richiamano – ed omaggiano – il genere western.

Intensi primi piani e ampie panoramiche

Guillaume Maidatchevsky torna a parlare di natura e animali (senza mai cadere nell’antropomorfismo) dopo Ailo – Un’avventura tra i ghiacci e Vita da gatti. I tre titoli danno una cifra ben precisa dello stile del cineasta, che utilizza un linguaggio visivo in cui si alternano intensi primi piani e ampie panoramiche: “Il campo lungo è paesaggio, l’inquadratura stretta è l’emozione. Se voglio far sentire al pubblico l’inquietudine dell’animale, filmo le orecchie che si drizzano. Se voglio trasmettere la paura, riprendo una zampa che si solleva”, ha dichiarato il regista.

Tra documentario e finzione

A metà tra documentario e finzione, il film si avvale del contributo di Benedetta Rossi come voce narrante. La blogger e conduttrice affronta la sfida con la sua simpatia, puntando sulla genuinità più che sulla maestosità espositiva. A venire meno è un po’ di pathos, sostituito tuttavia da un buon coinvolgimento emotivo. Ciò non rappresenta per forza un limite. Al contrario, rispecchia l’informalità di un progetto che non dispiace ma nemmeno eccelle.

Se di recente erano stati proposti titoli quali La quercia e i suoi abitanti con il medesimo intento di raccontare la natura più selvaggia (in quel caso non era stato nemmeno necessario ricorrere ad un narratore), stavolta l’asticella si abbassa e mostra alcune lacune estetiche e drammaturgiche che ne limitano la piacevolezza complessiva pur non compromettendo del tutto il risultato finale. Un plus: i panorami del Grande Nord canadese e, più precisamente, dei territori dello Yukon, sono da mozzare il fiato.

TITOLO Kina e Yuk – Alla scoperta del mondo
REGIA Guillaume Maidatchevsky
ATTORI Benedetta Rossi (voce narrante)
USCITA 7 marzo 2024
DISTRIBUZIONE Adler Entertainment

 

VOTO:

3 stelle

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