La nostra recensione di Keeper – L’eletta, diretto da Oz Perkins: l’oscurità del sangue e il peso del destino nell’ultimo incubo d’autore
Dopo l’impatto devastante avuto sul genere horror con il recente successo di Longlegs, il regista Oz Perkins consolida la sua posizione di assoluto rilievo nel panorama del cinema di genere contemporaneo con Keeper – L’eletta, un’opera che abbandona le venature procedimentali per immergersi completamente in una dimensione onirica e profondamente disturbante: la pellicola, distribuita nelle sale italiane da Be Water Film, segue il viaggio di Liz, interpretata da una straordinaria Tatiana Maslany, e del suo compagno Malcolm Westbridge, a cui presta il volto un altrettanto convincente Rossif Sutherland.

Una trama coinvolgente poco a poco
Quello che viene presentato nelle prime battute come un tranquillo weekend di fuga dalla routine urbana verso una baita immersa nel cuore di una foresta millenaria si trasforma con una lentezza inesorabile in un calvario psicologico e ancestrale: Perkins costruisce un’architettura della tensione che non si fonda sulla quantità di sangue versato o su facili espedienti visivi, ma sulla qualità dell’inquietudine che trasuda da ogni inquadratura, portando i protagonisti a confrontarsi con una presenza invisibile eppure onnipresente che sembra rivendicare un antico diritto di proprietà sulle loro esistenze.

L’isolamento come specchio dell’anima: la foresta di Perkins
L’approccio stilistico di Perkins si conferma unico nel suo genere, prediligendo una composizione dell’immagine quasi pittorica che trasforma il paesaggio naturale in una proiezione degli abissi interiori dei personaggi: la baita isolata non è solo un luogo fisico o un topos del genere horror, ma diventa una trappola metafisica dove il tempo sembra dilatarsi e le leggi della logica iniziano a sgretolarsi sotto i colpi di visioni raccapriccianti che mettono a dura prova la sanità mentale dei protagonisti.
Il regista lavora magistralmente per sottrazione, lasciando che il terrore emerga dai silenzi e dai dettagli apparentemente insignificanti, come un riflesso distorto in uno specchio o un rumore soffocato che interrompe bruscamente la quiete innaturale dei boschi: in questo contesto, la figura di Liz emerge come il fulcro di un’eredità mostruosa che affonda le sue radici in segreti di famiglia mai confessati, legati al ruolo inquietante di “eletta” che la donna è chiamata a ricoprire contro la sua stessa volontà.
La foresta circostante smette quindi di essere un semplice sfondo naturale per diventare un organismo senziente e maligno, un testimone muto che osserva la lenta ma inarrestabile disintegrazione del legame affettivo tra la protagonista e Malcolm, il quale si ritrova a sua volta vittima di una manipolazione psicologica che mette in crisi ogni sua residua percezione del reale.

Dramma psicologico ed echi folk-horror: l’eredità mostruosa
La sceneggiatura di Keeper – L’eletta intreccia abilmente i canoni del folk-horror più oscuro con le dinamiche del dramma da camera, esplorando la tematica del destino ineluttabile come una vera e propria condanna biologica dalla quale è impossibile sottrarsi: Perkins in Keeper suggerisce con cinismo che non esiste una vera fuga dal passato, poiché le ombre dei padri finiscono sempre per reclamare il tributo dai propri figli, specialmente quando questi tentano di costruirsi una felicità basata sull’oblio o sulla negazione del trauma.
Il film beneficia della partecipazione di interpreti caratteristi come Birkett Turton nel ruolo di Darren e della giovane Eden Weiss in quello di Minka, figure che arricchiscono il mosaico di un passato frammentato dove i ricordi d’infanzia di Teen Malcolm (Glen Gordon) e Teen Darren (Logan Pierce) giocano un ruolo fondamentale per decriptare il mistero che avvolge la proprietà.
La tensione raggiunge livelli di guardia insostenibili grazie anche all’inquietante presenza di creature liminali come il misterioso Baghead, interpretato con fisicità disturbante da Cassandra Ebner e Tess Degenstein, simboli grafici di un orrore che non ha bisogno di spiegazioni razionali per risultare profondamente traumatico per lo spettatore, il quale si ritrova immerso in un’atmosfera dove il confine tra il sogno e la veglia si fa sempre più sottile e pericoloso.

Un finale che interroga la nostra capacità di resistere
Nella seconda metà della pellicola, la narrazione subisce un’accelerazione sensoriale che mette alla prova la resistenza nervosa del pubblico, evitando però con cura di scivolare nelle soluzioni banali del cinema horror commerciale: Oz Perkins mantiene un controllo assoluto sul ritmo narrativo, conducendoci verso una conclusione che non offre rassicurazioni catartiche, ma che anzi spalanca nuove voragini di dubbio sulla natura ciclica e inarrestabile del male.
La prova di Tatiana Maslany raggiunge qui il suo apice drammatico, capace di incarnare una disperazione che diventa forza reazionaria in un mondo che sembra volerla schiacciare sotto il peso della tradizione e del sangue: il cast di supporto, che vede tra gli altri Dolores Drake nei panni della enigmatica Mrs. McCallum e Erin Boyes in quelli di Julia, contribuisce a creare un’atmosfera corale di diffidenza e pericolo costante che avvolge anche figure come Maggie, Francis o Louise, interpretate rispettivamente da Tess Degenstein, Gina Vultaggio e Claire Friesen.
Keeper – L’eletta non è solo un horror sulla paura viscerale di ciò che si nasconde nel buio della notte, ma una riflessione potente sulla qualità della nostra democrazia affettiva e sulla capacità, o l’impossibilità, di spezzare catene che risalgono a tempi immemori: un’opera che conferma Perkins come un autore capace di decifrare l’inquietudine di un presente che sembra aver smarrito la bussola del dialogo per rifugiarsi nel fanatismo dell’antico e del rito.
| TITOLO | Keeper – L’eletta |
| REGIA | Oz Perkins |
| CAST | Tatiana Maslany, Rossif Sutherland, Birkett Turton, Eden Weiss, Cassandra Ebner, Tess Degenstein, Erin Boyes, Gina Vultaggio, Claire Friesen, Christin Park, Glen Gordon, Logan Pierce, Dolores Drake, Evelyn Burke, Ella Wejr |
| USCITA | 12 Marzo 2026 |
| DISTRIBUZIONE | Be Water Film |
Tre stelle e mezza

























