Karenina & I, recensione: una Mauseth di talento in un film che non emoziona

Karenina & I

Karenina & I, nelle sale da questa sera, è il docu-film di Tommaso Mottola che segue il viaggio fisico ed interiore che ha condotto l’attrice Gørild Mauseth per interpretare Anna Karenina. Ma degli 86 minuti di pellicola ciò che rimane è soltanto la bravura della protagonista e la sua capacità d’immedesimazione.

Quando il mestiere d’attrice diventa una vocazione

Karenina & I è una trasposizione cinematografica in grado di raccontare senza eccezioni di sorta la preparazione attoriale. L’attrice norvegese Gørild Mauseth è il perno e la chiave di lettura di una pellicola interamente dedicata al personaggio di Anna Karenina, protagonista dell’omonimo romanzo di Lev Tolstoj. La Mauseth diventa all’interno del film il focus principale: sebbene il fulcro della narrazione parrebbe essere la Karenina, nella realtà lo spettatore viene fin da subito ammaliato dalla bravura e dalla pacata dolcezza dell’attrice.

Karenina & I racconta dell’interminabile viaggio in treno intrapreso dalla Mauseth che l’ha condotta dalle coste della Norvegia, sua terra d’origine, fino a Vladivostok, città sede del Teatro in cui la stessa attrice si esibirà per la prima volta all’interno di un cast russo. Le difficoltà che la donna deve superare per riuscire ad interpretare Anna Karenina sono molte, dalla lingua all’interpretazione di uno dei personaggi maggiormente amati e studiati in Russia. Ma ciò che il regista Tommaso Mottola pone fin da subito sotto ai riflettori è l’avvicinamento della Mauseth al personaggio che deve interpretare. Non si tratta soltanto uno studio approfondito, al contrario: è un vero e proprio volersi calare nei panni di quella donna straziata che nel romanzo di Tolstoj è giunta a togliersi la vita.

Un amore ed una vita distrutta che a poco a poco Gørild Mauseth rende propri: il personaggio di Anna Karenina viene ispezionato dall’interno, facendo sì che si mettesse in moto una vera e proprio fusione tra le due donne e, talvolta, rendendo difficile la scissione di una dall’altra. Una pellicola che narra l’abilità dell’attrice di adattarsi al personaggio da interpretare e di costruirci attorno un mondo di sensazioni e pensieri che confondo lo spettatore e lo conducono verso un’identificazione con la protagonista di Tolstoj.

Un frame dal film Karenina & I
Un frame dal film Karenina & I

Anna Karenina e le somiglianze con la vita del suo autore

Un aspetto che viene più volte sottolineato nel film è la somiglianza tra la vita di Lev Tolstoj e quella di Anna Karenina. Entrambi, infatti, ad un certo punto scelgono di abbandonare la propria famiglia, di lasciarsi tutto alle spalle per cercare forse se stessi o forse una migliore dimensione altrove. Ma, incredibilmente, entrambi si ritrovano in una stazione ferroviaria, ed entrambi muoiono lì. Una coincidenza che non può essere definita tale e che per tutta la durata della pellicola viene rimarcata, quasi a voler sottolineare ancora una volta come la durezza della vita di Anna Karenina non fosse poi così dissimile dalle difficoltà vissute dallo scrittore.

Gørild Mauseth, dal canto suo, prova di tanto in tanto una sensazione di straniamento: è come se anche lei, talvolta, si ritrovasse a guardare la propria vita dall’esterno. È una sensazione che l’accomuna ad Anna Karenina e che la mette in collegamento con quest’ultima. Interpretarla, per l’attrice ha significato molto più che immedesimarsi nel personaggio: le ha dato modo di avvicinarsi alla propria terra ed ai propri cari, dando ancora più valore al legame con il marito ed il piccolo figlio. Stare a contatto con la vita di colei che ha abbandonato ogni suo avere ed affetto per amore, le ha restituito la capacità di discernere la propria fortuna familiare.

Gørild Mauseth in Karenina & I
Gørild Mauseth in Karenina & I

Un documentario che pretende di essere un film 

Karenina & I non lascia che la durata della pellicola scorra velocemente, anzi. Si tratta di un viaggio reale, infinito, scomodo per coloro i quali l’hanno percorso e per chi osserva dall’esterno il film. Ogni stazione, ogni tappa sembra ripercorrere le stesse mosse, sembra quasi voler dare vita ad un personaggio irreale. Ciò che stona è l’indagine vera e propria che la Mauseth cerca di portare a termine per tutta la durata del tragitto: fa domande ad altri passeggeri, si informa, chiede di lei e ne parla come fosse una persona realmente esistente.

Una forzatura narrativa che tende ad appesantire il racconto e che poco si confà all’idea iniziale di una vera e propria introspezione letteraria. Il viaggio che porta l’attrice dalla Norvegia a Vladivostok appare interminabile e non dona il giusto equilibrio ad un documentario che intende presentarsi come un vero e proprio film. La sua natura documentale traspare in ogni momento e lascia ben poco spazio alla narrazione del racconto di Tolstoj: l’unico elemento che colpisce lo spettatore è la capacità della Mauseth di vestire i panni della Karenina con una naturalezza ed una bravura che avvicinano il pubblico al mondo della recitazione e del teatro. Un’immedesimazione totale che sa stupire, ma che non risulta adatta alla storia su cui si basa la pellicola.

Karenina & I, diretto da Tommaso Mottola, con Gørild Mauseth, Liam Neeson, Sonia Bergamasco, Fekla Tolstoy, Valentin Zaporozhets, Evgeny Veigel, Vladislav Yaskin, Kristina Babchenko, Denis Nedelko e Yana Myalk uscirà nelle sale il 19 marzo 2019, distribuito da Orto Polare.

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