Io c’è, recensione: Edoardo Leo e Margherita Buy, credere per evadere (le tasse)

Io c'è
il regista di "Io c'è" Alessandro Aronadio (foto di Anna Camerlingo)

Io c’è di Alessandro Aronadio con Edoardo Leo, Margherita Buy, Giuseppe Battiston, e con Massimiliano Bruno e Giulia Michelini: una commedia divertente sul bisogno di credere in qualcosa a tutti i costi, e di farlo credere, pur di non pagare le tasse.

Qui potete vedere il trailer e le prime immagini del film, il secondo diretto da Alessandro Aronadio dopo il precedente Orecchie (2017), di cui il regista ricorda un dialogo di Padre Giancarlo su due signore che si inginocchiano di fronte a una macchia di muffa scambiandola per l’immagine della Madonna, che alla fine il prete decide di benedire lo stesso per migliorare la loro vita. Tutto il film è incentrato sul bisogno da parte degli uomini di credere in qualcosa per avere una vita migliore.

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Edoardo Leo (foto di Anna Camerlingo)

La sinossi

Massimo Alberti (Edoardo Leo) è il proprietario del B&B “Miracolo Italiano” che eredita dal padre e, quando le spese aumentano e i clienti diminuiscono si chiede “ma che devo pagare le tasse?” come il classico italiano medio che lo ritiene intollerabile e non concepisce che lo deve fare per il bene comune. A questo punto decide di trasformare il B&B in un luogo di culto dove ospitare i turisti in cambio di una donazione, un modo per evadere le tasse. Per farlo decide di fondare una sua religione. Le religioni sono come le favole per i bambini, servono a farci addormentare sereni, ecco quindi che nasce lo “Ionismo”, la fede che mette l’uomo e il suo Io al centro dell’universo. Per portare a termine la sua “missione” si fa aiutare dalla sorella commercialista Adriana (Margherita Buy) e dallo scrittore e ideologo Marco (Giuseppe Battiston).

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Giuseppe Battiston e Margherita Buy (foto di Anna Camerlingo)

La critica delle religioni

Aronadio è dichiaratamente ateo e il film potrebbe essere letto come un’aspra e graffiante critica delle religioni e di tutti i movimenti che finiscono per essere simili alle sette (tipo Scientology), in realtà il regista decide di “sospendere l’incredulità” e quindi anche il giudizio di fronte all’inverosimile, come fa uno spettatore (o un bambino) di fronte a una bella storia che gli viene raccontata, non importa che sia vera o falsa, l’importante è crederci. Il film quindi si rifugia nell’ironia ed evita intelligentemente qualsiasi accusa di intolleranza religiosa o iconoclastia, anche se comunque non rinuncia a mettere in guardia dai pericoli dei “nuovi santi” e santoni contemporanei che oggi vanno tanto di moda.

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Massimiliano Bruno e Giuseppe Battiston (foto di Anna Camerlingo)

Il ruolo degli attori

Il protagonista del film è decisamente Edoardo Leo, ormai lanciatissimo dopo “Perfetti sconosciuti” e la trilogia “Smetto quando voglio”, che ha contribuito a scrivere il soggetto e la sceneggiatura di “Io c’è” con Alessandro Aronadio, Renato Sannio e Valerio Cilio. Leo prima si butta a capofitto nella sua nuova impresa, poi quando si accorge di aver creato dei “mostri” cerca di tirarsi indietro e vuole distruggere tutto, ma forse ormai è troppo tardi. Misurato ed elegante il ruolo di Margherita Buy, inizialmente defilata e poi complice del fratello, mentre centrale è la figura di Giuseppe Battiston, perfetto per interpretare uno scrittore fallito senza lettori che s’improvvisa ideologo di successo. Di contorno gli altri personaggi come Teodoro (Massimiliano Bruno) e Teresa (la bella e brava Giulia Michelini), che però risulterà fondamentale nel finale quando deve decidere se operarsi o meno, caricando gli inventori dello “Ionismo” di una enorme responsabilità etica e morale.

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Gli adepti dello “Ionismo” (foto di Anna Camerlingo)

Le musiche del film

Le musiche originali del film sono di Santi Pulvirenti, storico chitarrista di Carmen Consoli, che negli ultimi anni ha realizzato diverse colonne sonore tra cui “La mafia uccide solo d’estate” di Pif (con cui è stato candidato al David di Donatello per la migliore canzone originale) e anche il precedente “Orecchie” di Alessandro Aronadio. Nel finale c’è anche la bellissima “Ritornerai” di Bruno Lauzi per cercare di dare un senso a tutto il film.

Io c’è, diretto da Alessandro Aronadio, con Edoardo Leo, Margherita Buy, Giuseppe Battiston, Massimiliano Bruno, Giulia Michelini è nelle sale italiane dal 29 marzo 2018, distribuito da Vision Distribution.

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