Indiana Jones e il quadrante del destino, recensione: Harrison Ford chiude con sentimento la storica saga

Indiana Jones e il quadrante del destino - Harrison Ford
Indiana Jones e il quadrante del destino - Harrison Ford

La recensione di Indiana Jones e il quadrante del destino: Harrison Ford torna a vestire i panni del celebre archeologo nell’avventura che chiude la storica saga

Antikythera, il Quadrante di Archimede

È il 1969 e Indiana Jones (Harrison Ford) è pronto per andare in pensione dopo aver insegnato per più di dieci anni all’Hunter College di New York. La sua normalità viene sconvolta dopo la visita a sorpresa della figlioccia che non vedeva da anni, Helena Shaw (Phoebe Waller-Bridge), che è alla ricerca di un raro manufatto che suo padre aveva affidato a Indy anni prima: il famigerato Quadrante di Archimede, un marchingegno che  si presume abbia il potere di individuare fenditure nel tempo. Affermata truffatrice, Helena ruba il Quadrante e fugge subito dal Paese per vendere il reperto al miglior offerente. Costretto a seguirla, Indy rispolvera il cappello e il giubbotto di pelle per un’ultima avventura. Nel frattempo, la vecchia nemesi di Indy, Jürgen Voller (Mads Mikkelsen), un ex nazista che ora lavora come fisico nel programma spaziale statunitense, ha altre idee per il Quadrante, un piano terrificante che potrebbe cambiare il corso della storia del mondo.

Indiana Jones e il Quadrante del Destino - Harrison Ford
Indiana Jones e il quadrante del destino – Harrison Ford

L’ultima avventura di Indiana Jones

L’archeologo più celebre e celebrato del cinema torna per la sua ultima avventura sul grande schermo. Indiana Jones il quadrante del destino (qui la conferenza stampa di Cannes 2023) mostra un Indy invecchiato, provato nel corpo e nello spirito, ma mai domo. Così, quando si presenta davanti a lui l’occasione per una nuova stimolante missione, non potrà certo tirarsi indietro. La pellicola diretta da James Mangold vede la presenza di Steven Spielberg e George Lucas come produttori esecutivi, garanzia di rispetto per un personaggio che ha a dir poco fatto la storia.

Indiana Jones e il quadrante del destino - Mads Mikkelsen
Indiana Jones e il Quadrante del Destino – Mads Mikkelsen

Da Spielberg a Mangold, passaggio di consegne

In effetti la sceneggiatura, pur senza eccellere in innovazione e colpi di scena, non delude e riesce a tenere sempre alta l’attenzione del pubblico tra inseguimenti e duelli ma soprattutto codici misteriosi da decifrare e tombe da profanare. Spielberg in persona ha dato la sua benedizione a Mangold: “Era un regista che condivideva le mie stesse sensibilità  riguardo al montaggio, al ritmo, allo sviluppo dei personaggi e all’equilibrio tra le varie scene. Quindi ho pensato: se non sarò io a dirigere un altro film di Indiana Jones, dovrebbe essere James Mangold a farlo”, ha dichiarato.

Indiana Jones e il quadrante del destino - Phoebe Waller-Bridge
Indiana Jones e il quadrante del destino – Phoebe Waller-Bridge

L’ultimo giro di campo

Ad accompagnare Indy dall’America al Marocco, approdando poi in Grecia e infine in Sicilia, c’è una figlioccia tutt’altro che devota, interpretata con brio ed energia dalla Phoebe Waller-Bridge resa popolare da Flea Bag. A lei l’onore di fare da spalla all’intramontabile Indy, ringiovanito grazie alla CGI solamente nei primissimi minuti del film. Per il resto Harrison Ford abbraccia i suoi splendidi 80 anni e prende per mano il personaggio per l’ultimo giro di campo. L’intenzione è quella di celebrare la saga di Indiana Jones ma senza compiacerla. Non c’è né fama né gloria ad accoglierlo, semmai nuove sfide e il bilancio di tutta una vita. Indy sente il peso degli anni, delle volte in cui è stato avvelenato, delle (9) volte in cui gli hanno sparato, di tutte le cadute e le conseguenti risalite. Insomma, un personaggio molto umano che si trova sul cosiddetto viale del tramonto. Il tutto senza futili pietismi, semmai con la curiosità e l’amore per la storia che l’hanno sempre contraddistinto.

Non solo Harrison Ford

Oltre all’insostituibile Harrison Ford e a Phoebe Waller-Bridge, nel cast c’è spazio anche per Antonio Banderas, sebbene solamente per un piccolo ruolo. Spicca poi Mads Mikkelsen, ancora una volta impeccabile nei panni del cattivo glaciale, spietato e manipolatore. James Marigold abbraccia il progetto con lo spirito giusto, dando importanza alla dinamicità degli inevitabili scontri tra buoni e cattivi, non facendo mancare i simboli cult del personaggio – cappello e frustino in primis – e senza aver paura di scomodare avvenimenti storici quali la parata per l’allunaggio del 1969 o l’assedio di Siracusa del 212 a. C. (anche se qui la CGI mostra qualche sbavatura). La sceneggiatura ricalca lo stile delle precedenti avventure di Indy senza osare più di tanto ma anche senza provocare imperdonabili delusioni nei fan della saga.

Indiana Jones e il quadrante del destino - Antonio Banderas
Indiana Jones e il quadrante del destino – Antonio Banderas

Film tiepido, Harrison Ford pieno di sentimento

Sicuramente Indiana Jones e i quadranti del destino ha più frecce nel proprio arco rispetto al deludente Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo e riesce a chiudere più degnamente un’era iniziata nel 1981 con I predatori dell’arca perduta. Da allora è cambiato molto, è cambiato persino il modo di fare cinema e di andare al cinema. Inutile dire che serve sempre di più per sorprendere il pubblico e per diventare una pietra miliare della settima arte. Probabilmente quest’ultimo punto non verrà segnato dalla pellicola e una fetta di pubblico resterà “tiepido” di fronte ad una storia gradevole ma forse un po’ frenata. Chi non resta – né lascia – tiepidi è però sempre lui: l’inossidabile Harrison Ford, che saluta Indy con tutto il sentimento di cui è capace. Mezza stella è tutta sua.

Indiana Jones il quadrante del tempo, distribuito da Walt Disney Studios Motion Pictures, arriva in sala il 28 giugno 2023. Diretto da James Mangold, il cast è formato da Harrison Ford, Phoebe Waller-Bridge, Mads Mikkelsen, Antonio Banderas, Karen Allen, John Rhys-Davies, Shaunette Renée Wilson, Thomas Kretschmann, Toby Jones, Boyd Holbrook, Olivier Richters ed Ethann Isidore.

VOTO:
4 stelle

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