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Il suono di una caduta, recensione: Premio della Giuria a Cannes 2025, un film affascinante ed ambizioso

Il suono di una caduta - Hanna Heckt (foto Wonder Pictures)
Il suono di una caduta - Hanna Heckt (foto Wonder Pictures)

La nostra recensione de Il suono di una caduta, film di Mascha Schiliski e vincitore del Premio della Giuria a Cannes 2025: una storia di quattro donne provenienti da epoche diverse

Ambientato in una fattoria nel nord della Germania, Il suono di una caduta racconta le vite intrecciate di quattro donne appartenenti ad epoche diverse. Presentato al Festival di Cannes 2025 e vincitore del Premio della Giuria, il film di Mascha Schiliski si distingue per uno stile ambizioso e sperimentale, con continui salti temporali e scelte visive audaci. La narrazione intreccia passato e presente fino a sovrapporli, creando un effetto quasi spettrale. Temi centrali sono la morte, il lutto, la malattia e la sessualità, affrontata anche nei suoi aspetti più controversi. L’opera privilegia l’analisi psicologica rispetto all’azione, risultando a tratti frammentaria e complessa da seguire. È un film intenso e profondo, affascinante ma non adatto a tutti.

Il suono di una caduta - Lena Urzendowsky (foto Wonder Pictures)
Il suono di una caduta – Lena Urzendowsky (foto Wonder Pictures)

La fattoria

In una fattoria nel nord della Germania, la vita di quattro donne appartenenti ad epoche differenti si intreccia nonostante la lontananza temporale. La piccola Alma (Hanna Heckt) vive durante il periodo della Grande Guerra, Erika (Lea Drinda) nel secondo dopoguerra, Angelika (Lena Urzendowsky) negli anni Ottanta e infine Lenka (Laeni Geiseler) nell’epoca contemporanea. Passato e presente si sfiorano di continuo e, nonostante le giovani vivano vite differenti, le ansie, le insicurezze e le paure da loro provate in determinati contesti sembrano essere quasi le stesse. La fattoria cambia nel tempo, ma le donne che la abitano sembrano essere profondamente connesse.

Il suono di una caduta - Lena Urzendowsky (foto Wonder Pictures)
Il suono di una caduta – Lena Urzendowsky (foto Wonder Pictures)

Spettri

Il suono di una caduta, film diretto da Mascha Schiliski, è stato presentato in anteprima al Festival di Cannes 2025, dove ha vinto il Premio della Giuria. La pellicola, opera seconda della regista, è estremamente ambiziosa e mette molta carne al fuoco. Nel passare da un’epoca all’altra, Schiliski sperimenta moltissimo, attraverso inquadrature che cambiano di continuo e una telecamera che improvvisamente si muove in maniera quasi brusca e difficile da seguire. Si aggiungono poi giochi ottici particolari ed immagini sfocate, che in alcuni momenti rendono le protagoniste simili a figure spettrali.

In un certo senso, le quattro giovani possono essere interpretate come fantasmi che abitano quella fattoria, un luogo che le lega indissolubilmente. Questo perché determinati problemi, in questo caso legati all’esistenza di una donna, ma più in generale propri di ogni individuo, si ripresentano sempre, indipendentemente dall’epoca storica. La morte, ad esempio, è un tema che, in un modo o nell’altro, attraversa tutte e quattro le storie della pellicola. Il lutto, il suicidio e la malattia sono elementi quasi ridondanti, che riaffiorano di continuo nel corso della narrazione.

Un’altra costante altrettanto importante è la sessualità e la sua scoperta, soprattutto in giovane età. Nel film è affrontata anche da un punto di vista particolare, morboso e a tratti incestuoso. La sofferenza, la difficoltà e, in alcuni casi, la vergogna delle protagoniste traspaiono con grande forza attraverso lo schermo, grazie ad interpretazioni eccellenti.

Il suono di una caduta - Hanna Heckt (foto Wonder Pictures)
Il suono di una caduta – Hanna Heckt (foto Wonder Pictures)

Particolare attenzione

Il suono di una caduta è un film che richiede molta attenzione: dura due ore e mezza ed è meglio non cedere alle distrazioni. Sembra essere molto più interessato all’analisi psicologica delle sue protagoniste e questo, per quanto interessante, rappresenta anche il suo limite. In alcuni momenti è frammentario e dispersivo: si potrebbe provare una certa difficoltà nel comprendere quale sia il punto di vista dominante e su quale delle quattro protagoniste sia il momento di concentrarsi.

Le linee temporali si intrecciano così tanto che, in una singola scena, convivono personaggi appartenenti ad epoche diverse, come se stessero vivendo nello stesso momento. Per quanto affascinante e misteriosa, questa tecnica potrebbe confondere profondamente lo spettatore. Al contrario, chi ama un po’ di virtuosismo cinematografico apprezzerà profondamente quest’opera.

Il suono di una caduta - Filip Schnack (foto Wonder Pictures)
Il suono di una caduta – Filip Schnack (foto Wonder Pictures)

Società patriarcale

A livello di trama, non accade nulla di particolare: il fulcro di tutto sono le quattro protagoniste e le loro esperienze personali. Noi spettatori entriamo nella loro intimità, in un mondo purtroppo ancora dominato da una cultura profondamente patriarcale che, nonostante negli anni si sia in parte attenuata, fatto che possiamo vedere chiaramente nel film, resta ancora molto radicata.

Il suono di una caduta è un film che stranisce e colpisce nel profondo, che va guardato con grande attenzione ma che potrebbe non essere adatto a tutti.

TITOLO Il suono di una caduta
REGIA Mascha Schilinski
ATTORI Lena Urzendowsky, Luise Heyer, Filip Schnack, Susanne Wuest, Lea Drinda, Konstantin Lindhorst, Lucas Prisor, Martin Rother
USCITA 26 febbraio 2026
DISTRIBUZIONE I Wonder Pictures

 

Tre stelle

VOTO:

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