Il piccolo Yeti, recensione: soggetto già visto ma emozioni nuove

Il piccolo Yeti, recensione

Il piccolo Yeti ricorda molti altri film d’animazione, sia nei personaggi che nella trama, eppure riesce ad andare oltre: il risultato è una storia di sogni e amicizia che emoziona tutta la famiglia.

Yi, Everest e il viaggio verso casa

Yi (che nella versione originale ha la voce di Chloe Bennet) è una ragazzina solitaria ma volenterosa: si procura un lavoretto dopo l’altro per mettere da parte il danaro necessario a finanziare il viaggio attraverso la Cina che da tempo sogna di fare. In realtà avrebbe dovuto fare quell’affascinante traversata con suo padre, ma lui non c’è più e quindi non potrà essere al suo fianco. La morte del genitore ha reso Yi intollerante verso la sua stessa casa: nulla è più come prima e lei fa fatica ad andare d’accordo con la mamma e con la nonna dentro quelle quattro mura. Piuttosto, preferisce starsene sul tetto dove si è ritagliata un piccolo spazio tutto per sé. Proprio lì, una sera, la bambina si imbatte in un cucciolo di Yeti. Lui è ferito e spaventato, ma soprattutto ha bisogno di essere nascosto da un collezionista senza scrupoli che vuole catturarlo. Yi decide di chiamarlo Everest e di riportarlo a casa, sugli splendi monti dell’Himalaya. Così, accompagnata dai suoi amici più cari Jin e Peng, Yi viaggerà attraverso paesaggi naturali incantevoli, supportata dalla musica del suo violino e dalle incredibili magie di Everest.

L’amico che tutti i bambini vorrebbero

Everest è un cucciolo dolce e affettuoso, pronto a prendere le difese del proprio umano nonché a seguirlo ovunque con fiducia. Questo sembra il ritratto del classico animale domestico, compagno di giochi e di vita. Peccato che ne Il piccolo Yeti il cucciolo in questione sia, appunto, un enorme Yeti bianco. Il suo aspetto potrebbe persino spaventare, ma solamente finché l’animale non mostra il suo tenero sorriso (che ricorda lo Sdentato di Dragon Trainer). Come sempre accade, però, i più piccoli sanno guardare oltre le apparenze per arrivare direttamente al cuore di ogni creatura. Yi, infatti, capisce subito che l’anima di questo pelosone è dolce e autentica, piena di buoni sentimenti. Ciò lo rende un personaggio emozionante, l’amico che tutti i bambini vorrebbero avere, e segna un punto a favore del lavoro della regista e sceneggiatrice Jill Culton (in collaborazione con Todd Wilderman).

Il piccolo Yeti: Yi ed Everest nel poster finale del film d'animazione, una co-produzione DreamWorks Animation e Pearl Studio
Yi ed Everest nel poster finale del film d’animazione, una co-produzione DreamWorks Animation e Pearl Studio

Idee già viste ma emozioni nuove

Il film d’animazione DreamWorks attinge all’antica leggenda dello Yeti condendo la sua storia di elementi fanciulleschi. Non manca la magia, il desiderio di rincorrere i sogni e di superare i propri limiti, l’amicizia e la famiglia. Non mancano nemmeno alcuni richiami alla cinematografia più classica: una strana creatura da riportare a casa può ricordare quanto meno E.T. l’extra-terrestre, mentre il rapporto tra Yi ed Everest rimanda a Monsters & Co. (alla quale la stessa Culton ha lavorato). Eppure il senso di ‘già visto’ viene surclassato dalle emozioni che scaturiscono dalle immagini. In fondo Il piccolo Yeti rappresenta una versione sognatrice del classico road movie. I giovani protagonisti hanno una meta lontana da raggiungere e alcuni conflitti da lasciarsi alle spalle. Ovviamente i due elementi si andranno ad incrociare e la lunga avventura offrirà loro un’opportunità unica: guardare la propria vita con occhi diversi, riuscendo a capire quali sono gli affetti più veri da tenere ben stretti.

Colonna sonora che colpisce

Oltre ad un’animazione di livello, capace di rendere giustizia ad una natura affascinante ed esotica come l’Estremo Oriente, la pellicola vanta una colonna sonora di grande impatto emotivo. Se Fix You dei Coldplay rappresenta la ciliegina sulla torta, le avventure di Yi & Co. vengono accompagnate da una serie di motivi musicali destinati a conquistare il pubblico. Le note – tra cui quelle prodotte dal violino della protagonista, oggetto che racchiude in sé più di un significato – rappresentano davvero un elemento narrativo di spicco, capaci di farsi notare dai più piccoli ma soprattutto dai più grandi. Così, bilanciando ironia e buoni sentimenti, Il piccolo Yeti riesce ad offrire buone vibrazioni che non diventano mai melense.

Il piccolo Yeti esce nelle sale italiane il 3 ottobre 2019 distribuito dalla Universal Pictures.

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui