Il ladro di giorni, recensione: road movie dalla narrazione debole

Il ladro di giorni, recensione: road movie dalla narrazione debole

Riccardo Scamarcio è il protagonista de Il ladro di giorni accanto al piccolo Augusto Zazzaro: il road movie diretto da Guido Lombardi, tuttavia, viene penalizzato da una narrazione troppo debole e lacunosa.

Il ladro di giorni

Salvo (Augusto Zazzaro) aveva solo 5 anni quando suo padre Vincenzo (Riccardo Scamarcio) è stato arrestato davanti ai suoi occhi. Sembrava una normale giornata da trascorrere in spiaggia ma la sua vita è cambiata all’improvviso. A distanza di 7 anni, dopo aver subìto anche la morte della mamma, il piccolo vive con gli zii e il cuginetto. La sua nuova famiglia cerca di dargli un’esistenza tranquilla nel torinese finché suo padre non compare reclamando la sua compagnia per 4 giorni. Il motivo apparente è il desiderio di trascorrere del tempo con lui. In realtà, però, Vincenzo deve trasportare un carico importante fino a Bari e vuole portare con sé Salvo per tutelarsi: “Un bambino è meglio di una pistola”, afferma. Ma stare insieme al figlio si rivelerà più travolgente del previsto, in un percorso di redenzione che gli farà comprendere quanto tempo ha perso con lui. E chi in passato l’ha tradito facendolo (giustamente) arrestare diventerà per questo “Il ladro di giorni”.

Padre e figlio: come ritrovarsi?

Riccardo Scamarcio possiede le caratteristiche fisiche del bad boy, una tipologia di personaggio in cui già si è cimentato nel corso della sua carriera. Ne Il ladro di giorni l’attore si trova a vestire dei panni complessi, dovendo immedesimarsi in un uomo diviso tra difetti e fragilità. Una sfida ambiziosa, in cui l’attore risulta convincente seppur non entusiasmante. Da apprezzare tuttavia il percorso di maturazione intrapreso come padre. Vincenzo conosce pochissimo Salvo e conosce ancora meno la differenza tra giusto e sbagliato. All’inizio non è pronto a sacrificarsi per suo figlio ma questo status è destinato a cambiare fotogramma dopo fotogramma.

Il ladro di giorni: Vincenzo (Riccardo Scamarcio) insieme ad uno dei suoi vecchi complici (Massimo Popolizio)
Vincenzo (Riccardo Scamarcio) insieme ad uno dei suoi vecchi complici (Massimo Popolizio)

Un’idea interessante

Accanto a Scamarcio c’è il giovanissimo Zazzaro, alle primissime esperienze sul set. Il piccolo viene sottoposto a numerosi traumi: un papà in carcere, una mamma defunta, degli zii che lo hanno cresciuto ma che è costretto a lasciare, un viaggio del quale non sa niente e che lo spaventa da morire. Il pubblico è naturalmente portato a tifare per lui, nella speranza che il destino gli riservi abbracci e sincerità d’animo che gli sono stati negati. Le cicatrici di quei traumi sono evidenti: come si può diventare uomini quando venuta a mancare del tutto una figura paterna? Zazzaro è bravo a far emergere questi sentimenti con la purezza che solo i bambini posseggono.

Idea buona, narrazione lacunosa

Alla luce di queste osservazioni (e considerando anche un finale particolarmente controverso, che ovviamente non verrà spoilerato), Il ladro di giorni appare un film crudo e beffardo per quanto non appaia banale. Al contrario, l’idea iniziale è buona, ricca di potenziali stimoli. Non a caso il soggetto, firmato da Guido Lombardi, nel 2007 ha vinto il Premio Solinas Storie per il cinema. Allo spettatore viene lasciato il compito di trarre le proprie conclusioni e di giudicare un rapporto padre figlio che è stato messo a dura prova dalla vita e dagli uomini. I peccati dei genitori ricadono sui figli e la pellicola dimostra che, in molti casi, invertire la rotta non è così facile. Peccato però che la sceneggiatura tenda a perdersi e che le lacune narrative diventino sempre più ingombranti: proprio come il pacco da consegnare, rimandato all’infinito. O come la ricerca dei colpevoli del passato, che non riescono mai a fornire spiegazioni realmente convincenti.

Il ladro di giorni, dopo essere stato presentato alla 14ª Festa del cinema di Roma, esce nelle sale il 30 gennaio 2020 distribuito da Vision Distribution. Nel cast anche Massimo Popolizio, Giorgio CarecciaVanessa Scalera.

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