Il film Born Bone Born durante L’isola del Giappone, giornata del Festival L’isola del Cinema

L'isola del Cinema

La XXVª edizione del Festival L’isola del Cinema, sezione Isola Mondo, presenta L’isola del Giappone, una giornata interamente dedicata alla cultura giapponese, con la proiezione del film Born Bone Born.

All’arena Groupama, a P.za San Bartolomeo all’Isola, giovedì 4 luglio si terrà l’undicesima edizione per il tanto atteso appuntamento con l’estate giapponese durante la giornata L’isola del Giappone per il Festival L’isola del Cinema, sezione Isola Mondo, sinergia tra Ambasciata del Giappone, Istituto Giapponese di Cultura e Ente Nazionale del Turismo Giapponese (JNTO). Il film che sarà proiettato in anteprima italiana, Born Bone Born (Senkotsu, 2018) di Toshiyuki Teruya, ambientato in una remota isola di Okinawa, offre l’opportunità per un focus sugli splendidi paesaggi e la peculiare civiltà dell’arcipelago delle Ryukyu. Oltre a filmati, materiale e informazioni turistiche presso lo stand curato da JNTO, in programma una dimostrazione di karate nello stile di Okinawa, culla della disciplina. Sarà possibile, inoltre, cimentarsi nella calligrafia ed entrare a pieno titolo nella nuova era di bellezza e armonia, Reiwa, scrivendone i caratteri, indossare uno yukata, tradizionale kimono leggero, e immergersi nell’atmosfera di un festival estivo giapponese.

Trama del film

L’occasione dell’anniversario della morte della matriarca Emiko e della cerimonia del senkotsu (lavaggio rituale delle ossa) fa ritrovare sull’isola la scombinata famiglia Shinjo: il vecchio padre Nobutsuna, sua figlia Yuko, single ma in avanzato stato di gravidanza, e il primogenito Tsuyoshi, irritabile e talvolta duro nei giudizi. E una volta che il rituale inizia, il film entra in un territorio inesplorato e commovente, sicuramente insolito, ma universalmente umano dove la vita passa di padre in figlio come un dono.

L'isola del Cinema - Born Bone Born 2
Una scena del film Born Bone Born

Approfondimento sul film

Una famiglia che ritrova l’unità grazie alla cerimonia rituale del lavaggio delle ossa della
matriarca, deceduta 4 anni prima. Questo il tema centrale del film che mantiene i toni della
commedia fino alle scene finali ma che offre anche momenti forti e drammatici, e di profondo rispetto per l’universo del sacro e per gli antenati. Cremare i morti, seppellirli con riti funebri a seconda di luoghi e credenze religiose è pratica universalmente diffusa nel mondo e non dovrebbe sorprendere che si possa pensare a un film che tratti anche di questo argomento, come del resto ci ha insegnato Yojiro Takita con Departures.

Ma se Departures inizia con una vena umoristica innescata da un malinteso nella
lettura di un annuncio di lavoro, per assumere toni più seri e profondi man mano che ci si addentra nelle dinamiche dei rapporti familiari e del difficile dialogo padre-figlio, in un crescendo di emozioni e commozione, in Born Bone Born i toni della commedia permangono fino alle battute finali, intercalati da alcuni momenti di grande turbamento e scene dolorose di disarmante schiettezza, senza filtri, come schietta è la realtà della vita (e della morte).

Toshiyuki Teruya, regista e sceneggiatore del film, conosciuto in primis come attore comico del Duo Garage Sale col nome d’arte Gori, e anche come doppiatore e musicista  okinawaiano, ammette in un’intervista al mensile Tokyo Weekender che neanche lui era a conoscenza della cerimonia del senkotsu praticata nel villaggio di Aguni; il rito si compie a distanza di 4 anni dalla morte dei defunti, di fronte a un corpo semi-mummificato o ridotto a sole ossa che i familiari provvedono a lavare in segno di rispetto e di gratitudine per il dono della vita ricevuto, oltre che per dare un ultimo saluto al congiunto.

L'isola del Cinema - Departures
Una scena del film Departures

Nell’intervista Teruya racconta che, alla richiesta di girare un film sul remoto villaggio di
Aguni aveva cominciato a scrivere una sceneggiatura su un marito infedele che cercava di
nascondere alla moglie un tradimento in una comunità che conta meno di 800 persone; e che, nel compiere ricerche nell’area destinata all’ambientazione del film, è venuto a conoscenza della cerimonia del senkotsu, ne è rimasto affascinato e ha deciso di modificare il suo progetto iniziale per arrivare alla stesura di Born Bone Born. «Può sembrare un rito che incute paura o disgusto ma in realtà ho capito che si tratta di mostrare apprezzamento agli antenati, in particolare ai genitori che ti hanno traghettato in questo mondo. E’ una cosa bella» dichiara il regista a Tokyo Weekender. In Giappone la pratica di cremare i morti è diffusa con percentuali che sfiorano quasi il 100%. Considerata in passato una barbara usanza buddhista, venne proibita nel 1873 ma solo due anni dopo, vista la carenza di spazio e i problemi sanitari, venne riabilitata; in poco tempo le cremazioni superarono le sepolture, ma in alcune zone del Giappone si sono conservate le pratiche funebri tradizionali.

Uno di questi luoghi in cui si sono cristallizzati riti atavici è la regione di Okinawa, in passato conosciuta come Regno delle Ryukyu, una delle zone più spirituali del Giappone, dove il culto degli antenati riveste un’importanza particolare. Molto probabilmente originaria proprio di questa area, la pratica del senkotsu fu avversata nella seconda metà del XX secolo. in quanto considerata antiquata e antigenica, e poi abbandonata del tutto nella capitale Naha e in molte zone circostanti, ma è incredibilmente sopravvissuta in remote aree della regione, tra cui il villaggio di Aguni dove, sebbene la cremazione sia divenuta la prassi, non mancano genitori che chiedono ai figli di essere sepolti (anziché cremati) per poi poter procedere al rito del lavaggio delle ossa, sebbene non sia certo una scelta facile da portare a termine per i familiari che, talvolta, si dice cercano conforto nell’alcool per trovare la forza di affrontare quel doloroso e crudo momento.

L'isola del Cinema - Departures
Una scena del film Departures

Il film Born Bone Born inizia con il funerale di Emiko. Quattro anni dopo la sua famiglia e i parenti più stretti si riuniscono per la cerimonia del senkotsu. Il padre Nobutsuna (Eiji Okuda), incapace di sopravvivere al dolore dopo la perdita della moglie, riversa il dispiacere nell’alcool e sembra quasi incapace ormai di provvedere a se stesso; suo figlio Tsuyoshi (Michitaka Tsutsui) cerca di tenere nascosti i suoi problemi coniugali per salvare le apparenze, mentre la figlia Yuko, ancora single, si presenta al cospetto dei familiari quasi al termine di una gravidanza che ha generato scandalo e pettegolezzi nella piccola comunità degli abitanti di Aguni. E sebbene l’atmosfera fin qui descritta potrebbe sembrare deprimente, il film scorre con il ritmo di una commedia per precisa volontà del regista che, consapevole di trattare un argomento un po’ scabroso, ha voluto realizzare un dramma
familiare comico sulla fine di una vita e l’inizio di un’altra, da cui il titolo inglese Born Bone Born.

«Essendo un comico, credo di riuscire meglio a dirigere film non troppo seri» ha commentato Teruya, il cui intento è stato quello di realizzare un lungometraggio meditativo e divertente, alternando lacrime e risate. Dopo la premiere all’Okinawa International Movie Festival nell’aprile 2018, Born Bone Born è stato presentato fuori concorso alla 40esima edizione del Moscow International Film Festival e sarà presentato in prima visione italiana il 4 luglio a Roma nell’ambito della XXVª edizione dell’Isola del Cinema, sezione Isola Mondo. L’appuntamento con il Giappone all’Isola Tiberina non sarà solo all’insegna del cinema, ma anche della cultura e delle arti marziali, e, in linea con il tema del venticinquennale del festival, focalizzato su turismo e territorio.

L'isola del Cinema - Tipica festa giapponese
Una tipica festa giapponese

Focus su Okinawa

Grazie alla partecipazione dell’Ente Nazionale del Turismo Giapponese (JNTO), uno speciale
focus sarà dedicato alle isole di Okinawa, in cui è ambientato il film in programma. Situate a sudovest delle isole principali che compongono l’arcipelago giapponese, hanno mantenuto intatte la loro ricca cultura e le loro tradizioni millenarie anche dopo l’annessione al resto del Giappone, avvenuta alla fine dell’Ottocento. Non lontano dal centro di Naha, capoluogo della regione e sede del principale aeroporto, è possibile ammirare l’imponente castello di
Shuri, simbolo dell’allora glorioso Regno delle Ryukyu. I principali gusuku, vestigia delle antiche fortezze, sono stati inclusi nel Patrimonio UNESCO nel 2000.

Tra i pilastri della cultura di Okinawa vi sono lo Eisa, danza tradizionale legata al culto degli antenati accompagnata dal suono di tamburi, il Karate, disciplina marziale tra le più praticate al mondo, e il Kusuimun, una cucina sana a base di alimenti locali che si dice costituisca il segreto della longevità dei suoi abitanti. Le isole, immerse in un clima subtropicale e accarezzate dalla calda corrente Kuroshio proveniente dalle Filippine, riservano ai visitatori un clima piacevole durante tutto il corso dell’anno. La natura
selvaggia e incontaminata e l’incontro di acque cristalline con sabbie bianchissime compongono un mandala di colori e sensazioni che sanno di infinito.

Una scena del film Born Bone Born con le isole Okinawa sullo sfondo

Da non perdere è anche l’arcipelago delle Yaeyama, ultimo e remoto lembo meridionale di
Giappone nonché paradiso per gli amanti delle immersioni, del kayak e, in generale, degli sport all’aria aperta. I viaggiatori alla ricerca di veri e propri luoghi dell’anima troveranno ciò che cercano sull’isola di Agunishima, dove bar e ristoranti cedono il passo a una natura primordiale.

Karate

Il karate, nato come tecnica di difesa, è volto a proteggere sé stessi da pericoli e
violenza. Costituisce fondamentalmente una tecnica di combattimento che permette di difendersi con il solo uso di gambe e braccia, senza l’utilizzo di armi, avvalendosi di tecniche quali pugni, colpi inferti con il palmo della mano o con il gomito, calci con i piedi o con le ginocchia. Alla base della disciplina vi è il principio secondo si debba ricorrere a tali tecniche solo in caso di attacco, mentre viene fortemente scoraggiata l’attitudine ad attaccare di propria iniziativa. Il karate-dō si prefigge una formazione ed educazione che possano giovare ad uno sviluppo amichevole e pacifico del territorio ed è questo il termine con il quale il karate è identificato nelle scuole e in altre istituzioni pubbliche.

L'isola del Cinema - tipia danza Elsa giapponese
La tipica tradizionale danza giapponese Elsa legata al culto degli antenati

Ad Okinawa, culla del karate e considerata la sua mecca a livello internazionale, viene tramandato fin dall’antichità come arte marziale dei saggi. Diffuso in tutto il mondo, il karate trae infatti origine dalla fusione di arti marziali tradizionali delle isole di Okinawa e dell’antica Cina. Praticato esclusivamente a mani nude, da qui il significato dei due caratteri da cui è composto il termine, è adatto ad adulti e bambini e si concentra sulla costante ricerca dello sviluppo armonico del corpo umano, senza tralasciare varie tecniche di autodifesa. Durante l’evento potrete assistere a una dimostrazione a cura dei maestri di karate.

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