La recensione de Il faraone, il selvaggio e la principessa, nuovo film d’animazione di Michel Ocelot presentato ad Alice nella Città: tre storie di ribellione, alla scoperta di mondi lontani
Il faraone, il selvaggio e la principessa
Un gruppo di persone in pausa chiede a gran voce alla narratrice (Aïssa Maïga) di raccontare una storia. Lei accetta di buon grado e ne racconta tre, per un viaggio che porta alla scoperta di mondi lontani e sconosciuti.
La prima è quella di Tanwekaman che, dal Kush di tremila anni fa, parte alla conquista pacifica dell’Egitto, per diventare faraone e poter sposare la bella principessa Nasalsa, soddisfacendo così la richiesta impossibile di sua madre.
La seconda è quella del figlio di un severo sovrano nella Francia del Medioevo, che libera un prigioniero e per questo viene condannato a morte. Tuttavia, graziato dai suoi carnefici proprio come Biancaneve, vive come un selvaggio nella foresta, rubando ai ricchi per dare ai poveri.
La terza, infine, è quella di un principe spodestato che, nella Turchia del diciottesimo secolo, impara a friggere frittelle e proprio con quelle arriva al cuore della principessa delle rose, la quale alla nobiltà preferisce di gran lunga l’avventura.

Tre tradizioni diverse
Michel Ocelot attinge a tre tradizioni diverse – un’epopea ambientata nell’antico Egitto, una leggenda medievale della Francia Centrale e una fantasia orientale del VXIII Secolo – per la sua nuova fatica cinematografica. Il faraone, il selvaggio e la principessa, presentato ad Alice nella Città 2022, è il primo film prodotto con il contributo del Museo del Louvre. Notevoli le vetrine che hanno accolto il lungometraggio: oltre alla Festa del Cinema di Roma, la pellicola è stata mostrata al Festival del cinema europeo di Siviglia 2022 in concorso per il Giraldillo d’oro, mentre nel 2023 ha ricevuto la candidatura al Premio Lumière per il miglior film d’animazione.

Ottima estetica, a scapito del ritmo
Il faraone, il selvaggio e la principessa arriva dopo il delizioso Dililì a Parigi (qui la nostra recensione), con il quale condivide l’impronta estetica: insomma, l’animazione nasce dalla “medesima penna” – la stessa che ha creato Kirikou – e si vede. Tuttavia se il brillante predecessore spiccava in brio e vitalità nonostante la serietà delle tematiche trattate, purtroppo le tre storie narrate da questa nuova pellicola faticano un po’ di più a scorrere nonostante un rigore formale che è impossibile non apprezzare.
Lo studio di Ocelot è innegabile: nella prima storia i personaggi rispecchiano lo stile dei dipinti murali dell’Antico Egitto, nella seconda si sfrutta l’eleganza delle silhouette nere dei personaggi così perfettamente integrati nella trama, infine nel terzo ci si immerge in un’esplosione di dettagli vivaci e coloratissimi.

Ribellione verso un’autorità ingiusta
I tre racconti risultano ben legati l’uno all’altro sebbene abbiano pochi punti in comune. Il fil rouge, se così si può definire, è rappresentato dalla presenza di un’unica narratrice e, tematicamente parlando, dalla ribellione dei protagonisti nei confronti di un’autorità ingiusta. “Io esorto le persone a essere libere, a rifiutare di piegarsi o di obbedire a delle regole sbagliate […]. I bambini e gli adulti si aspettano che io li sorprenda e li convinca, e per farlo punto sulla verità e sulla sincerità”, ha dichiarato Ocelot. Un’ambizione importante per una pellicola che ha un cuore raffinato, con qualche difetto ma pur sempre impeccabile nel suo rigore.
| TITOLO | Il faraone, il selvaggio e la principessa |
| REGIA | Michel Ocelot |
| ATTORI | Serge Bagdassarian, Oscar Lesage, Aïssa Maïga, Bruno Paviot, Patrick Rocca, Didier Sandre, Michel Elias, Annie Mercier |
| USCITA | 14 dicembre 2023 |
| DISTRIBUZIONE | Movies Inspired |
3 stelle e mezza

























