Il berretto a sonagli di Luigi Pirandello in scena al Teatro Ghione

Il berretto a sonagli - Gianfranco Jannuzzo
Gianfranco Jannuzzo

In scena dal 30 ottobre all’11 novembre presso il Teatro Ghione il testo pirandelliano Il berretto a sonagli, con Gianfranco Jannuzzo nei panni del protagonista Ciampa, per la regia di Francesco Bellomo.

Il Teatro Ghione presenta, da martedì 30 ottobre a domenica 11 novembre, Gianfranco Jannuzzo in Il berretto a sonagli di Luigi Pirandello, regia Francesco Bellomo. Il berretto a sonagli prende spunto da due novelle: Certi obblighi e La verità. In entrambi i casi si narra di un marito che, nonostante sia a conoscenza dell’adulterio della moglie, lo accetta con rassegnazione, ponendo come unica condizione la salvaguardia dell’onorabilità. La società costringe gli individui ad apparire rispettabili, obbedendo a precisi codici di comportamento; in realtà tutto è permesso purché si salvino le apparenze. La vicenda trascende, nel suo giuoco beffardo, la realtà dell’ambiente, ma non si sarebbe potuta realizzare al di fuori di quella. Ciampa, scrivano in una cittadina siciliana, è inserito in una società piccolo-borghese, condizionata dai “galantuomini”, ma non esclusa da un rapporto attivo, anche se subalterno, con la classe superiore. La morale sessuale è pur sempre sofisticata, ma acquisisce, nel caso di Ciampa, il decoro convenzionale e ipocrita del codice borghese del perbenismo, un codice sul quale la beffarda rivalsa del subalterno gioca una sua partita arguta e teorizza il sistema pratico, socio-morale delle “tre corde”: la seria, la civile e la pazza.

l recupero del copione originale consente di evidenziare la spontaneità della vis comica pirandelliana. Inoltre il reinserimento di alcune scene tagliate permette di identificare meglio e la tematica dell’opera e i caratteri dei personaggi. Per dare maggiore impatto emotivo si è anche aggiunto un prologo in flashback all’inizio dello spettacolo, dove gli amanti clandestini vengono colti in flagranza di reato ed arrestati, scena che non esisteva e di cui si sentirà il racconto durante la commedia. L’ambientazione, collocata nell’immediato dopoguerra, permette di recuperare certe situazioni tipiche del mondo siciliano ed particolare agrigentino di quel tempo. Le musiche di Mario D’Alessandro ci riportano a quelle sonorità forti e terragne che hanno caratterizzato la produzione cinematografica dei film di ispirazione siciliana degli anni ’50.

Per ulteriori informazioni vi rimandiamo al sito ufficiale del teatro.

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