IFF12: Michael Inside, recensione di uno scioccante dramma carcerario

Michael Inside - locandina

Michael Inside, di Frank Berry, presentato alla 12ª edizione dell’Irish Film Festa, rappresenta un evento drammatico che segna per sempre la vita del protagonista, senza lasciare speranza, dando però al film un messaggio poco chiaro.

Un buon punto di partenza

Il film Michael Inside, di Frank Berry, presentato alla 12ª edizione dell’Irish Film Festa, pone al centro della storia l’adolescente Michael McCrea (Dafhyd Flynn), un diciottenne ancora molto ingenuo, che vive con il nonno Francis (Lalor Roddy) in un quartiere residenziale di Dublino. La sua vita cambia drammaticamente quando, fattosi convincere a nascondere un sacchetto di droga per il fratello maggiore di un amico, viene scoperto e condannato a tre mesi di prigione. Tra la paura e l’adrenalina che si intrecciano tra loro e condizionano le scelta e i pensieri di Michael, lui cresce, capendo alcune cose di stesso e compiendo azioni che segneranno la sua vita per sempre.

Chiuso in e da se stesso

Michael Inside, film dall’atmosfera claustrofobica e cupa, che va dalle luci, agli ambienti, dagli abiti, allo sguardo dei protagonisti, rappresenta un momento fondamentale nella vita dell’appena maggiorenne Michael: un errore che diventa determinante per tutta la sua esistenza. Il regista Frank Berry sembra da un certo punto di vista voler sottolineare quanto può contare un singolo istante nella vita di qualcuno, come accade appunto in quella di Michael. Il protagonista, così come chi gli sta intorno, rimarranno, forse per sempre, con un dubbio: come sarebbero andate le cose se Michael avesse preso una decisione diversa?

Un pessimismo quasi cosmico

Frank Berry sembra però rispondere a questa domanda nel corso del film. In particolare dalla parte finale della storia traspare l’impossibilità di cambiare le cose, come la sensazione del non poter tornare indietro. Probabilmente qualsiasi scelta, presto o tardi, avrebbe portato Michael su quella strada come se il suo destino fosse già segnato. Michael Inside è un film con una visione indubbiamente pessimistica, per certi versi crudo, con picchi di alta tensione e colpi di scena, e che tenta marginalmente di far intravedere le cause che portano Michael, e giovani come lui, ad essere arrestati.

Un’ottima tecnica

Una luce scura e spenta, così come le vie di Dublino, e l’atmosfera di chiusura, monotonia, di una vita uguale a se stessa ogni giorno, situazione che forse porta lo stesso Michael a compiere delle azioni ingenuamente, senza pensare alle conseguenze. Una regia piuttosto chiara e lineare, con un’attenzione agli sguardi dei protagonisti e un’interpretazione di Lalor Roddy davvero straordinaria. Michael Inside, titolo fortemente simbolico, nel complesso sembra avere degli intenti non del tutto chiari e un messaggio estremamente negativo: mostra una situazione di cui si è fin troppo consapevoli, che dà un’idea di già visto. Come ad esempio lo stile di vita all’interno della prigione dove, è indubbio, che viga la legge del più forte. Originale forse il finale, per certi versi inaspettato, che non lascia speranze, ma solo una grande amarezza.

Trailer.

Michael Inside, diretto da Frank Berry, con Dafhyd Flynn, Lalor Roddy, Moe Dunford, Hazel Doupe, è stato presentato alla 12ª edizione dell’Irish Film Festa ed è uscito in Irlanda il 6 aprile 2018 distribuito da Wildcard Distribution.

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