I bambini di rue Sant-Maur 209, recensione: Memorie di terrore e solidarietà di un palazzo parigino

I bambini di rue Sant-Maur 209, l’intenso docufilm di Ruth Zylberman, che racconta con delicatezza le memorie di alcuni rifugiate ebrei, attraverso i ricordi dolci e amari racchiusi tra le mura di un edificio di Parigi.

Una dimora sicura

Si apre con una madre che teneramente racconta una favola al proprio figlio, I bambini di rue Sant-Maur 209 (Les enfants du 209 rue Saint-Maur, Paris X°), documentario sull’olocausto della regista Ruth Zylberman. La storia narrata dalla donna è quella dei tre porcellini che devono costruirsi una dimora sicura e possente, per poter scongiurare gli attacchi del lupo cattivo, una casa solida e capace di resistere alla guerra, alla morte e alla distruzione, come lo stabile al civico 209 del X° Arrondissement parigino. La Zylberman ci introduce pian piano all’interno del cortile di quel palazzo dal portone azzurro, che ha conosciuto dolore e paura, ma anche tanta umanità e solidarietà, attraverso un breve piano sequenza in contre-plongée, per raccontarci le memorie di un edificio e soprattutto le memorie di quei bambini, ormai cresciuti, che hanno vissuto l’orrore del Nazismo sulla propria pelle.

Un viaggio nella memoria

Per mezzo di un censimento del 1936, la regista riesce a risalire ad alcuni ex residenti del civico 209, rifugiati ebrei per lo più dell’Europa dell’est, che ci presenta uno a uno con delicatezza e senza mai invadere i loro ricordi più intimi e personali di quel periodo buio e atroce della loro vita. Tramite la ricostruzione della planimetria dello stabile, la Zylberman ci permette di conoscere l’esatta posizione dei vari appartamenti durante gli anni bellici e la collocazione di ogni famiglia residente. Mano a mano ascoltiamo le testimonianze di uomini e donne sfuggiti alla deportazione grazie all’intervento di qualche vicino coraggioso, che ha preferito mettere in pericolo se stesso pur di non diventare complice silente di un disumano genocidio.

I bambini di Rue Sant-Maur 209 - La documentarista Ruth Zylberman mentre ricostruisce la pianta del 209
I bambini di Rue Sant-Maur 209 – La regista Ruth Zylberman mentre ricostruisce la pianta del 209

La notte del Velodrono d’Inverno

Un viaggio a ritroso nella memoria di quegli ex bambini innocenti, che sono dovuti crescere in fretta, ci riporta alla notte del 16 luglio 1942, ovvero al rastrellamento del Velodromo d’Inverno, la più grande retata di ebrei sul suolo francese. I passi pesanti che fanno tremare il pavimento, un suono, un odore, basta davvero poco per far riaffiorare i ricordi di quel momento terribile e angosciante. Poche righe di una lettera ormai consumata dal tempo, ci informa che chi le ha scritte non si è mai più ricongiunto con i destinatari, con i propri cari, a cui attraverso quelle dolci parole, ha cercato d’infondere fiducia e coraggio, sperando un giorno di rivedere i loro volti, ma conoscendo forse inconsciamente la piega del proprio destino.

Un’altra storia tra le pagine dell’olocausto

Lunghe carrellate a precedere, intense inquadrature in soggettiva, particolari di finestre e porte chiuse, veri e propri tecnicismi da cinema di alta qualità, alternati a primi piani documentaristici di volti commossi e toccati dal dolore di una realtà così presente nella mente, ma così lontana da sembrare quasi un altra vita, un brutto incubo da cui finalmente si sono destati. Questi sono i mezzi con cui Ruth Zylberman si approccia a un’altra storia nascosta, inedita, che compone le dolorose pagine dell’olocausto, i mezzi con cui scava nel vissuto di uomini e donne che non sono mai riuscite a dimenticare, e di uomini e donne che hanno perso ogni singola traccia delle proprie radici, restituendo a quest’ultimi la possibilità di ritrovare un profondo legame con il proprio passato. Un docufilm che arriva dritto al cuore, e allo stomaco, che crea un bisogno urgente di riflessione sul nostro presente, che fa commuovere anche i più restii alle lacrime, e che attraverso la reunion finale nel cortile del 209 di Sant-Maur ci lascia sperare nell’inevitabile lato umano che risiede in ognuno di noi.

I bambini di rue Sant-Maur 209 è un film documentario di Ruth Zylberman, al cinema da giovedì 24 gennaio, distribuito da Lab 80 Film.

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