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I am Greta, recensione: il bel documentario sulla giovane attivista oscura il suo messaggio

La recensione di I am Greta, il documentario dedicato a Greta Thunberg: tra primi piani serrati, testimonianze dirette e una ricostruzione meticolosa delle sue gesta, Nathan Grossman si sofferma sul personaggio ma tralascia il messaggio

I am Greta

Agosto 2019, Svezia. Una studentessa di 15 anni affetta da sindrome di Asperger comincia uno sciopero per il clima animata da un quesito cruciale: “Se a voi non interessa il futuro sulla Terra, perché a me dovrebbe interessare la scuola?”. Passa qualche mese e quel gesto simbolico dà vita al movimento giovanile globale Friday for Future. Ma l’ascesa della piccola attivista Greta Thunberg è solo all’inizio e lei ben presto diventa un simbolo internazionale. I suoi discorsi e i suoi gesti hanno un impatto enorme sul mondo intero. Basti pensare al viaggio in barca a vela attraverso l’Oceano Atlantico per recarsi all’ONU (New York) nel 2019, per partecipare al Summit per il clima. Un gesto estremo, volto a veicolare un messaggio universale: siamo tutti obbligati a condurre una vita più sostenibile.

Un elogio alla caparbietà

Attraverso filmati avvincenti ed inediti, il documentario diretto da Nathan Grossman ripercorre le tappe principali dell’ascesa di questa straordinaria ragazzina, sottolineando la sua capacità di farsi notare e l’innegabile caparbietà. Proprio in questo profondo elogio si perde però parte dell’obiettivo finale, ovvero sottolineare ciò che dovrebbero fare gli abitanti della Terra per salvaguardare il pianeta. Tentare di risvegliare qualche coscienza. Gli ideali cedono il passo al “personaggio”, alla sua straordinarietà, a come ha saputo balzare agli onori della cronaca, ai suoi momenti gloriosi e a quelli più bui. Si finisce così con l’empatizzare con la piccola Greta Thunberg, sottovalutando però la causa cui lei stessa tiene così tanto.

2019: Greta Thunberg raggiunge l’ONU a New York attraversando l’Oceano Atlantico in barca a vela

L’indignazione di una generazione

Probabilmente sarebbe stato più utile dedicare maggiore attenzione ai cambiamenti climatici e all’indignazione sottolineata più volte dalla giovane attivista svedese. Il discorso fatto alle Nazioni Unite nel 2019, capace di catalizzare l’attenzione della prestigiosa platea e di rimbalzare da un notiziario all’altro in ogni angolo del globo, esprime senza mezzi termini un sentimento forte: l’indignazione. La Thunberg è indignata per l’atteggiamento superficiale dell’umanità, troppo occupata a “consumare” per rendersi conto del riscaldamento globale o dell’inquinamento. La sua indignazione è quella di un’intera generazione – quella dei giovanissimi – spesso (ingiustamente) accusati di lassismo o menefreghismo.

La forza delle immagini

È lì che si giocava forse la partita più importante ed è sempre lì che si riscontra la pecca più grande di un lavoro ambizioso che poteva diventare una cassa di risonanza molto più potente. Il personaggio dietro al messaggio finisce con l’oscurare il messaggio stesso, anziché veicolarlo con maggior intensità. Resta il fatto che la forza delle immagini, tutte di grande impatto e qualità, rendono I am Greta un documentario ricco, profondamente biografico ma anche estremamente diretto. Greta Thunberg si racconta a 360 gradi attraverso primi piani strettissimi, diari e voice over nei quali confessa ogni suo segreto: dal perché ringrazia la sua sindrome di Asperger al ruolo fondamentale del padre, dall’emotività che a volte prende il sopravvento alla forza con la quale incontra i principali leader politici, raccoglie i rifiuti in un bosco o tiene conferenze in giro per il mondo. Fa quindi piacere assistere alla trasformazione che ha scosso più di una coscienza: da adolescente curiosa… ad attivista indignata.

I am Greta, presentato Fuori Concorso alla 77ª Mostra del Cinema di Venezia, doveva arrivare nelle sale come evento speciale. In seguito alla chiusura dei cinema a causa delle misure per il contenimento dell’emergenza Covid-19, è approdato in anteprima esclusiva su Amazon Prime Video il 3 gennaio 2021. Diretto da Nathan Grossman, il cast del documentario conta la presenza di Greta Thunberg, di suo padre Svante Thunberg e di sua madre Malena Ernman.

VOTO:
3 stelle

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