I 10 migliori dischi italiani del 2019 secondo Spettacolo.eu

Top 10 album 2019

Sta per concludersi il 2019 ed ecco per voi la nostra classifica dei 10 migliori dischi italiani dell’anno, stilata da Eduardo Giometti, tra esordi, consacrazioni e conferme.

Volge al termine il 2019, un anno ricco di proposte musicali ma con un calo rilevante di vendite complessivo rispetto all’anno precedente. A dare una ventata di aria fresca e di ossigeno per le case discografiche sono stati il trap ma soprattutto l’indie, con molti artisti che hanno alzato l’asticella con dischi convincenti, apprezzati da pubblico e critica. Sta tornando il cantautorato o meglio, la nuova generazione cantautorale sta riuscendo a farsi spazio nelle radio e a soppiantare il predominio dei talent show e della voce fine a se stessa, come testimonia il flop sia qualitativo che mediatico dell’ultima edizione di X Factor, appena conclusa.

10 Fast animals and slow kids – Animali notturni

La band perugina realizza un disco dalle sonorità meno rock rispetto ai precedenti lavori ed emoziona in molte tracce. Azzeccatissimo il primo singolo Non potrei mai. Piccola perla nascosta Novecento. Solitudine, egocentrismo, consumazione di un amore, una riflessione sulla propria arte. Questi i temi ricorrenti di un disco che si lascia non solo ascoltare ma ti fa cantare. Il tour estivo scaturito da Animali notturni ha visto numeri inaspettatamente alti e il 2020 prevede già dei live nei club.

9 Levante – Magmamemoria

L’album della consacrazione per la cantautrice siciliana, impreziosito da una toccante collaborazione con Carmen Consoli in Lo stretto necessario. Coraggiosa in Andrà tutto bene, singolo di lancio che elenca le principali problematiche della società di oggi con la speranza finale di superarle. Una delle poche artiste che non si limitano all’amore nelle tematiche. Il 2020 potrebbe vedere il suo esordio all’Ariston. Sarebbe un ulteriore passo in avanti per una delle penne femminili più capaci.

8 Renato Zero – Zero il folle

Un ritorno in grande stile per uno dei cantautori che hanno fatto la storia della musica italiana. Tredici tracce ricche di sonorità nuove, che uniscono elementi biografici e l’osservazione della realtà che ci circonda con la poetica e lo sguardo critico di Renato. C’è molta speranza e incoraggiamento nei confronti delle nuove generazioni e di se stesso che, ormai giunto alla soglia dei 70 anni, guarda con ottimismo al futuro e con retrospezione il passato, accettandolo.

7 Fulminacci – La vita veramente

L’esordio più convincente dell’anno e vincitore con merito della targa Tenco. Classe ’98, ironico e spregiudicato, rinnova il cantautorato della scena romana pur mostrando affinità stilistiche con Silvestri. La titletrack è d’immediato impatto con un ritornello martellante e un testo ispirato. Un gran lavoro anche nei videoclip dei singoli estratti.

6 Eman – Eman

Uno dei talenti maggiori della penisola e il nuovo album lo conferma. Voce in grado di suscitare emozioni, sound radiofonico e testi interessanti, ricchi di riflessioni interiori. Tutte le volte è da brividi con la storia di DJ Fabo raccontata con una carica emotiva e una sensibilità di tutto rispetto. Ha tutte le carte in regola per sfondare. Ne sentirete parlare.

5 Daniele Silvestri – La terra sotto ai piedi

Silvestri sa giocare con le parole e scrive solo quando ne sente la necessità. Capolavoro presentato a Sanremo e tante altre chicche da scovare in questo concept album con tematiche sociali unite a un romanticismo inaspettato. Niente più voli pindarici come nel precedente disco Acrobati ma un ritorno al suolo per difendere un mondo martoriato dagli interessi economici e dalla mancata lungimiranza.

4 Pinguini Tattici Nucleari – Fuori dall’Hype

Il gruppo lombardo fa ballare e riflettere con un progetto originale con testi colmi di riferimenti all’attualità, citazioni cinematografiche e divertenti accostamenti. Impossibile non commuoversi con Freddie e Scatole. Spicca Lake Washington Boulevard dedicata a Kurt Kobain. Il 2020 sarà il loro anno con una probabile partecipazione a Sanremo e soprattutto il primo tour nei palasport.

3 Fabrizio Moro – Figli di nessuno

Fabrizio torna alla rabbia dei suoi primi lavori ma con la lucidità e la maturità del padre. Il cantautore mette in musica il suo passato turbolento, la serenità ritrovata, il rapporto con i figli, il suo bisogno di fede. Esistenzialismo, storia del nostro paese, amore, rimpianti. Questo e molto altro in dieci tracce da ascoltare assolutamente.

2 Willie Peyote – Io degradabile

Il degno erede di Caparezza. Un rapper dal ritmo funky che scrive testi cinici e pungenti. Un omaggio a Mango da brividi. Mostro descrive con crudezza e realismo la situazione politica del nostro paese giocando sulla sua somiglianza con Toninelli e riflettendo sul costante bisogno di trovaare un capo espiatorio sul quale riversare l’incapacità di fare fronte con efficacia ai problemi. Una capacità di scrittura sempre più geniale.

1 Niccolò Fabi – Tradizione e tradimento

Niccolò è in un periodo di ispirazione creativa inaudita. Difficile confermarsi dopo due dischi capolavoro come Ecco e Una somma di piccole cose. Lui ci riesce azzardando pure un cambiamento di sound in alcuni brani ma l’emotività, l’empatia che riesce a creare è unica in Italia. Non serve urlare o il pop radiofonico per conquistare il mercato ed entrare nel cuore delle persone. Serve trovare una propria cifra stilistica, non snaturarsi ma nemmeno creare fotocopie di se stessi. Serve non avere paura di mettersi a nudo per condividere le proprie sofferenze.

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