Gli Hoka Hey tornano con il singolo Ninnananna, ecco cosa ci hanno raccontato

Hoka Hey
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Gli Hoka Hey tornano con il singolo Ninnananna, ecco cosa ci hanno raccontato nella nostra intervista

Ciao ragazzi, piacere di ritrovarvi, Hoka Hey, come va il vostro lavoro? 

E: Grazie di cuore! E’ un grande piacere anche per noi essere di nuovo qui! Il nostro lavoro procede spedito, come un veliero sostenuto dal moto ondoso del mare, proseguiamo la nostra attività artistica con il supporto di “aria ed acqua” in costante movimento da scoprire con gioia!

«Ninnananna», è uno dei brani sorpresa, non ci aspettavamo qualcosa di così dolce ma allo stesso tempo crudo, in qualche modo. Come nasce questo pezzo?

 E: Sono molto legato a «Ninnananna» perché è una creazione delicata e dolcissima scaturita nel dolore, proprio come avviene per ogni nascita! Le contrazioni del parto vengono accolte e sopportate dalla madre che non oppone alcuna resistenza, perché rappresentano il passaggio necessario alla materializzazione di una “nuova vita”, unica e irripetibile, riconosciuta come uno straordinario e preziosissimo dono. Questa, in sintesi, è l’esperienza che ho vissuto personalmente e che ha permesso a «Ninnananna» di venire alla Luce, incarnando l’importante giro di boa vissuto dalla mia coscienza e che, in realtà, mi auguro, possa diventarlo anche per tutti gli ascoltatori.

Come vi siete amalgamati per la costruzione del brano? 

E: L’amalgama è il naturale risultato dell’unione di due elementi differenti: non c’è tecnica o metodo preciso nel realizzarla. Io ho scritto il testo lasciandomi ispirare dal piano delle acque cosmiche, in cui mi sono sentito accolto, abbracciato e amato dal mio Sé Superiore. Lasciando andare ogni sicurezza e rinunciando ad alimentare ogni ulteriore possibile lotta fra i miei innumerevoli ruoli umani, ho scelto di cedere le redini della mia esistenza a quella parte di me molto più vera e saggia che attendeva solo quel momento per mostrarsi in tutta la sua amorevolezza. Le parole di «Ninnananna» sono sgorgate da un fiume emotivo in piena, le cui onde sono state abilmente cavalcate da Marcos che, come sempre, ha avuto la maestria di tradurle in una melodia perfetta, pacificante e delicata.

M: Eravamo su una montagna in Tibet, assieme ad una guida spirituale, che stava meditando richiamando alcune entità superiori. All’improvviso un bagliore dal cielo, indicava le parole ad Emidio e a me la posizione delle mani sulla tastiera della chitarra. Così ci siamo amalgamati per la costruzione di Ninnananna! Questa è la vera versione, che diremo solo a voi! Quella ufficiale è che solitamente siamo separati nelle mansioni tra testo e musica, giustamente. Ad Emidio possono cogliere delle ispirazioni mentre sta facendo altro, non sempre siamo assieme. Io, allo stesso modo, butto giù diverse bozze musicali. Una volta fatto il nostro primo passo però, ci incontriamo e ci lasciamo ai consigli di entrambi: parole e accordi vengono adattati in base ai nostri gusti per  diventare una cosa da Hoka Hey. E’ un processo molto fluido, di quelli che ci pensi solamente se ti viene chiesto, come adesso, e nel momento stesso ti fai la vera domanda: “com’è che ho fatto?”

Avete in programma un disco? 

E: Che dire? Siamo talmente abituati a lavorare su “richiamo” o meglio, seguendo il flusso creativo, quando si palesa, che diventa quasi impossibile garantire risposte certe. Per il momento continuiamo ad offrire “l’esclusività” ai nostri brani che per mezzo delle uscite singole vengono curati, proposti e promossi con cura e attenzione di prim’ordine, esattamente come meritano.

Amore vs Odio, che cosa odiate e amate dell’uno e dell’altro? 

M: Io ed Emidio ci incastriamo molto bene proprio perché non c’è un bianco ed un nero, ma semmai c’è l’accettarsi nei propri pregi/difetti. Lo si fa con sé stessi, perché non farlo anche con chi ti sta a fianco? Emidio vuole dare messaggi di un certo spessore nei nostri testi, ed io condivido, al massimo a volte lo sprono ad arrivare in modo più semplice possibile quando ne parla, perché al contrario si potrebbe creare distanza. E’ spesso più capace di farlo con me quando mi racconta dei nostri testi, che non con le interviste. Si chiama ansia da prestazione. 

E: Marcos riesce sempre a strapparmi larghi sorrisi con queste simpatiche “uscite” che mi permettono di riconoscere l’impeccabilità delle Leggi che insegno e l’urgenza di intensificare ed estendere la loro diffusione! Ma andiamo oltre! La risposta che vorrei offrirvi richiederebbe almeno un centinaio di pagine esplicative, perché credo che, soprattutto il termine “Amore” sia stato talmente inquinato, abbassato di frequenza e boicottato, che ci sarebbe veramente la necessità di portare un po’ di chiarezza in tale direzione. Ma credo di aver colto il senso della vostra domanda, quindi, rispondo dicendo che Marcos è uno splendido collaboratore a cui riconosco eccezionali doti artistiche che rispondono perfettamente alle esigenze musicali dei miei testi. E’ evidente che le nostre personalità umane a volte siano in perfetta sintonia e altre volte stonino completamente. Ma al di là della mera superficie che comunque, mai mi permetterei di giudicare, preferisco dare un senso alle nostre “differenze” come grandi risorse a favore delle nostre creazioni artistiche.

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