Venezia 80, Hit Man, recensione: Richard Linklater trionfa con il suo sicario esistenzialista

Hit Man - Glen_Powell (Photo Credits @Brian Roedel)
Hit Man - Glen_Powell (Photo Credits @Brian Roedel)

Da Venezia la recensione di Hit Man di Richard Linklater, grandissimo ritorno al live action dopo quattro anni per raccontare una storia divertente e intelligente sul senso dell’identità con un meraviglioso Glen Powell. Fuori concorso

Ci aveva lasciati lo scorso anno con quello che era forse il miglior lungometraggio d’animazione del 2022, ma dopo quattro anni dal non memorabile Che fine ha fatto Bernadette? Richard Linklater torna fuori concorso a Venezia con una storia vera, quella di Hit Man. Il lavoro di un maestro all’opera che scrive (insieme al protagonista Glen Powell) e dirige una vera e propria bomba ad orologeria dal ritmo forsennato e dai denti affilatissimi, che ragiona (benissimo) sul senso dell’identità senza mai perdere di vista il fattore intrattenimento. Un gioiello che avrebbe meritato decisamente il concorso.

Le identità di Gary

Gary Johnson (Glen Powell) è un professore di filosofia di New Orleans che, per arrotondare, lavora anche come finto sicario per conto della polizia della città. Dotato di talento nell’assumere sembianze e personalità diverse per catturare i malcapitati che sperano di far fuori i loro nemici, Gary scende in un territorio moralmente dubbio quando si trova attratto da uno di questi potenziali criminali, una giovane e bella donna di nome Madison (Adria Arjona). Mentre Madison si innamora di uno dei personaggi dei sicari di Gary, il misteriosamente sexy Ron, la loro relazione dà il via a una reazione a catena di recitazione, giochi di prestigio, inganni e un’escalation della posta in gioco.

Hit Man - Adria Arjona e Glen_Powell (Photo Credits @Brian Roedel)
Hit Man – Adria Arjona e Glen_Powell (Photo Credits @Brian Roedel)

Quanto si e ci diverte Richard

Dev’essersi divertito un mondo sul set Richard Linklater e, prima ancora, in fase di scrittura, e si vede. Eccome se si vede. Perché, prima ancora di essere un’opera di maestria di montaggio, scrittura e messa in scena, Hit Man è un film divertente, divertentissimo nella sua leggerezza. Che, attenzione, non vuol dire superficiale o vuoto bensì in grado di camminare con estrema sicurezza, restando in equilibrio perfetto, sul crinale tra serio e faceto. Ci riescono solo le storie che sanno perfettamente cosa  raccontare e come raccontarlo, in questo caso la vicenda (vera) di un sicario (finto) costretto a fare i conti con una crisi d’identità per averne assunte troppe.

Quella del regista texano è una macchina perfetta, in grado di dare gas quando deve e di prendersi uno o due momenti di pausa quando è tempo di restare sui personaggi, di approfondirne le psicologie, di donare loro maggiore rotondità e profondità. Perché, nonostante il tono cambi incessantemente da commedia pura a thriller, passando per l’heist movie e perfino il noir e i dialoghi sputino letteralmente fuoco, Hit Man non abbandona mai il focus serioso della narrazione tematica, quella ricerca della propria vera identità da parte di Gary e di Madison, due anime che si ritrovano a completarsi, ad amarsi pure nella più incasinata delle circostanze.

Hit Man - Adria Arjona e Glen_Powell (Photo Credits @Brian Roedel)
Hit Man – Adria Arjona e Glen_Powell (Photo Credits @Brian Roedel)

Tante facce, un solo volto

Gioca anche con la commedia degli equivoci Linklater, cerca di sovvertire continuamente le nostre aspettative, di mettere in dubbio le nostre sicurezze in un lungo inseguimento tra un gatto e un topo in cui il gatto ha tantissime facce, mentre il topo ne ha solo una. E alla fine di quell’inseguimento, quando la maggior parte dei registi avrebbe semplicemente gettato la maschera e ci avrebbe dato una tanto attesa catarsi, lui rimescola di nuovo le carte e con un twist perfetto regala senso all’arco tematico e narrativo in un colpo. Come abbiamo già scritto all’inizio Hit Man è un film in cui ci si ritrova a doversi interrogare sul senso della propria identità, in un mondo in cui tutti hanno tante maschere ma un solo volto.

Non c’è molto altro da poter scrivere su un simile gioiellino senza rischiare di rivelare più del necessario, però è giusto quantomeno accennare ad un cast perfetto, in cui protagonisti e comprimari si esprimono all’unisono nell’orchestra perfettamente messa a punto dal maestro Linklater. La chimica tra Glen Powell e Adria Arjona è semplicemente strabiliante, ma un plauso speciale va anche all’irresistibile Claudette della meravigliosa comica Retta, dai tempi comici perfetti e dalla capacità rara di reggere il pacing invasato dei dialoghi. Tutti però meriterebbero una menzione e il merito è soprattutto di un grande regista, di un grande autore e di un grande uomo di cinema: Richard Linklater. Che i Lumière lo abbiano in gloria.

Hit Man - Adria Arjona e Glen_Powell (Photo Credits @Brian Roedel)
Hit Man – Adria Arjona e Glen_Powell (Photo Credits @Brian Roedel)

Hit Man. Regia di Richard Linklater con Glen Powell, Adria Arjona, Austin Amelio, Retta ed Evan Holtzman, uscirà nelle sale prossimamente distribuito da Bim Distribuzione.

VOTO:

Quattro stelle e mezzo

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