Hereditary, recensione dell’inquietante horror parapsicologico

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Hereditary – Le radici del male, partendo dal dramma familiare, tocca i temi del misticismo e dello spiritismo per portare alla luce la paura viscerale dell’ignoto che arriva però ad assumere una forma fin troppo definita.

L’elaborazione del lutto

In Hereditary – Le radici del male, dopo la morte dell’anziana Ellen i suoi congiunti iniziano a scoprire dei misteriosi e sempre più disturbanti segreti relativi al passato della famiglia, trovandosi costretti ad affrontare un funesto destino che sembrano avere ereditato. Il film segue i quattro membri della famiglia nel dolore del lutto, focalizzandosi in particolare sui personaggi femminili, la piccola Charlie (Milly Shapiro), ragazzina tredicenne con un particolare gusto per il macabro, e la madre e artista di miniature Annie (Toni Collette). La caratterizzazione delle due avviene tramite i loro peculiari modi di esorcizzare la perdita: Charlie costruisce oggetti con materiali di scarto e disegna con uno stile caricaturale, quasi gotico; Annie, invece, riproduce momenti della propria vita sotto forma di miniature, come a volerli analizzare in maniera più distaccata.

Hereditary - Toni Collette
Toni Collette interpreta Annie Graham

Una casa in miniatura

E’ proprio sulle miniature dell’artista che il film si apre, sottolineando da subito la presenza di un’entità, una forza misteriosa che osserva morbosamente la famiglia, e allo stesso tempo dichiarando l’entrata in una dimensione particolare. Il regista Ary Aster, qui al suo primo lungometraggio, andando controcorrente utilizza un stile visivamente pacato per mostrare immagini crude, spinte, inquietanti e disturbanti. E’ questa estetica del macabro e dell’ignoto che riesce a rendere Hereditary un horror per buona parte ambiguo. Lo spiritismo è per lo più rappresentato come suggestione psicologica, quasi mai reso palpabile, sfruttato quindi per alimentare quella paura viscerale ed umana per ciò che non è comprensibile, timore che attanaglia i protagonisti e finisce per coinvolgere lo spettatore stesso.

Comparto sonoro avvolgente

Colpisce la costruzione sonora dell’intero horror che più volte gioca caratterizzando personaggi e ambiente attraverso i suoni per enfatizzare l’immersione all’interno dell’incubo vissuto dalla famiglia Graham. Sfruttando motivi musicali basati su toni bassi e sporadiche toccate d’archi viene così sottolineata la tensione, l’inquietudine delle situazioni e, in generale, quell’atmosfera disturbante che si va ad accumulare con il continuo passare dei minuti. L’ambiente sonoro si fa vivo, avvolge lo spettatore e lo trascina all’interno della casa, rendendo quasi tattile l’ansioso turbamento di ogni personaggio, facendo percepire suoni da tutte le direzioni, accentuando la presenza di un qualcosa di indefinito.

Hereditary - Milly Shapiro, Toni Collette, Gabriel Byrne e Alex Wolff
Milly Shapiro, Toni Collette, Gabriel Byrne e Alex Wolff

L’esasperazione del grottesco rompe l’immersione

Sembra quindi che Hereditary riesca a trasmettere perfettamente il turbamento e l’orrore per l’inspiegabile. Purtroppo è così in parte, perché nel finale il film si fa affrettato, perdendo quel senso di ambiguità, quell’incertezza di star assistendo non tanto a dei fenomeni paranormali, ma a qualcosa di più simile ad una psicosi dovuta al peso della perdita di una persona cara. I momenti grotteschi e visibilmente eccessivi sono disseminati per tutto il film con grande equilibrio, ma nell’atto conclusivo diventano eccessivamente preponderanti (con immagini così macabre da essere del tutto irreali), ottenendo come risultato lo spezzarsi di quella tensione immersiva, e la conseguente fuoriuscita da quella dimensione di terrore viscerale, con l’inspiegabile che diventa fin troppo definito. Tutto il coinvolgimento accumulatosi in quasi due ore di film si dissolve, con il ritorno del pubblico alla consapevolezza di assistere ad una “miniatura” del reale, ad un mondo costruito – quello del film – dove la mano dell’artista diviene fin troppo evidente, non riuscendo più ad agire sul subconscio dello spettatore.

Hereditary – Le radici del male, diretto da Ary Aster con Toni Collette, Gabriel Byrne, Alex Wolff, Milly Shapiro, è uscito nelle sale italiane il 25 luglio 2018, distribuito da Lucky Red.

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1 commento

  1. Peccato che non abbiate saputo riconoscere un film dai contenuti e valori di rara eccezionalità come questo. E che fastidiosa, presuntuosa piccineria quella di ricondurre la considerazione esclusivamente personale a quella de “il pubblico”, come se l’impatto emotivo neppure particolarmente acuto del Valenti fosse il metro universale con cui misurare il sentire del collettivo. Pessima recensione ma soprattutto uno scritto molto deludente, quasi insultate all’intelligenza del lettore.

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