Harakiri, intervista al duo che unisce trap e punk per destabilizzare

Harakiri

Ecco la nostra intervista agli Harakiri, un duo che unisce le sonorità del rap e della trap, a quelle dello scream e del punk, creando un genere difficilmente etichettabile e che si pone l’obiettivo di destabilizzare l’ascoltatore.

Hitan & Ikari, provenienti dalla periferia milanese, formano il gruppo Harakiri. Il duo unisce le sonorità del rap e della trap, a quelle dello scream e del punk, creando un genere difficilmente etichettabile. Nonostante questo dualismo, il gruppo si distacca dai concetti attuali dell’ostentazione di denaro e fama del rap di oggigiorno, ma utilizza tematiche più vicine al death e black metal. Alternativi in tutto e per tutto, entrambi i membri del duo, nascondono i propri volti dietro a delle maschere, volendo dare più importanza alla musica in sè piuttosto che all’immagine. Ecco la nostra intervista.

Come mai avete scelto questo nome d’arte?

Da parte nostra c’è di certo una grande passione per quella che è la cultura orientale. Sapendo quindi che l’harakiri (o seppuku) è un suicidio rituale atto a mantenere integro l’onore del guerriero, non sarà quindi difficile capire come consideriamo la nostra musica: siamo consci che attualmente usare queste sonorità e queste tematiche (in Italia) potrebbe apparire come un suicido musicale, ma allo stesso tempo l’unico mezzo per mantenere intatto quello che consideriamo “onore” nell’ottica artistica.

Il vostro obiettivo è quello di destabilizzare l’ascoltatore con la potenza vocale, la distorsione del suono e testi molti crudi. Non pensate di precludervi in questo modo l’accesso a un pubblico mainstream?

Sicuramente, ne siamo ben consci. Ultimamente per arrivare a un pubblico mainstream (o comunque molto ampio) bisogna banalizzare ogni tipo contenuto: questo non siamo disposti a farlo, anche a costo di rimetterci. Inoltre preferiamo un pubblico che ci scelga consapevolmente piuttosto che quello che ci seguirebbe solo in quanto pubblicizzati o sponsorizzati più di altri.

Invece di trattare temi ricorrenti nel mondo rap come l’ostentazione del denaro e le tante donne avete optato per temi come la morte e il blasfemo. Da cosa è dovuto ciò?

Per quella che è la nostra visione, un’artista dovrebbe trattare temi che considera importanti: noi siamo più interessati a temi come morte, politica, religione e astrattismo. Inoltre troviamo poco stimolante un disco intero basato sull’ostentazione del successo, preferiamo di gran lunga chi tratta argomenti nuovi e più stimolanti. Sinceramente siamo anche poco interessati a conoscere il conto in banca o le conquiste dei nostri “colleghi” rapper.

Raccontateci la genesi produttiva, la creazione dei testi del vostro ep

Tutto parte dalle sensazioni che ci trasmettono le sonorità dei beat creati da DOC (produttore dell’intero EP). Una volta scelto l’argomento, ognuno di noi scrive le proprie barre, ma ci confrontiamo costantemente in modo che il testo sia scritto a quattro mani e in modo che ognuno possa migliorare le lyrics dell’altro. Una volta che il testo è completo, andiamo insieme ad inciderlo in studio, e curiamo tutto (dal mix al master) sotto l’attenta supervisione del fonico e beatmaker Pankees.

Il vostro sound unisce la trap al punk. Quali sono gli artisti che maggiormente avete preso a modello da quel punto di vista?

Troviamo innegabile che il primo sia Scarlxrd con cui abbiamo fissato un nuovo metro di paragone per quello che è questo genere, ma la nostra collaborazione era nell’aria già da un po’, anche perché siamo sempre stati amici (non siamo un gruppo creato a tavolino). Gli artisti che più ci hanno influenzato negli anni sono: Ghostemane, BVDLVD, i Nerorgasmo, i Cripple Bastards, i primi dischi degli Slipknot, i City Morgue, Vashish e comunque tutto l’horrorcore in generale.

Pensate che il vostro progetto sia convogliabile in concerti e avete progettato un tour non appena sarà possibile?

Assolutamente sì, noi diamo il nostro meglio proprio sui palchi. Nella nostra carriera, precedente ad Harakiri, abbiamo calcato palchi in tutta Italia e anche all’estero, con ottimi risultati. Quello che sarebbe stato il primo concerto ufficiale di Harakiri si sarebbe dovuto tenere a Febbraio al Legend 54 di Milano, come show di apertura al gruppo internazionale DOPE D.O.D e Vashish. Purtroppo a causa della pandemia da COVID-19 la serata è saltata, ma abbiamo fiducia che sia soltanto rimandata.
In mancanza di un etichetta, abbiamo intenzione di organizzare diversi live, più o meno underground, non appena sarà concesso farlo.

 

Come mai la scelta della maschera?

Innanzitutto a noi non interessa essere etichettati in base al colore della pelle, il taglio di capelli, la presenza di tatuaggi o le marche che indossiamo: vogliamo essere una pura idea trasmessa in suono. Inoltre il detto dice “dai ad un uomo la maschera e dirà la verità”.

Dateci un motivo, anche insolito, per invogliare i lettori ad ascoltarvi e seguirvi. Grazie

Cari lettori di Spettacolo.eu siamo il gruppo giusto se state cercando qualcosa di insolito, mai sentito, estremamente violento e crudo nei concetti o anche se siete stanchi della solita trap con i soliti contenuti e le solite rime, piuttosto che l’assenza delle stesse.

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