Governance – Il prezzo del potere, recensione del noir con Popolizio e Marchioni

Governance - Massimo Popolizio
Governance - Massimo Popolizio

La recensione di Governance – Il prezzo del potere, opera seconda di Michael Zampino con Vinicio Marchioni e soprattutto la perfetta performance di Massimo Popolizio

In un mondo di squali

Renzo (Massimo Popolizio) è il direttore generale di un grosso gruppo petrolifero, una delle aziende più influenti del Paese. Manipolatore privo di scrupoli, è molto abile nel gestire la sua ampia rete di conoscenze “interessate”. Indagato per corruzione, è costretto ad abbandonare il suo ruolo. A sostituirlo è la giovane e brillante Viviane Parisi (Sarah Denys), la quale promette di accompagnare l’azienda in una necessaria transizione green. Renzo però non si dà per vinto e fa di tutto pur di riprendere il proprio posto. L’ex dirigente è convinto che sia stata proprio la Parisi a tradirlo e per questo è deciso a fargliela pagare. Ad aiutarlo il vecchio amico Michele (Vinicio Marchioni), che gli ha chiesto un favore ed è disposto a sdebitarsi. Ma i due si troveranno ben presto a fare i conti con le conseguenze delle loro azioni – e, non ultima con la loro coscienza – in un susseguirsi di giochi di potere.

Valida opera seconda

Con Governance – Il prezzo del potere il regista italo-francese Michael Zampino si cimenta con successo nella sua opera seconda, a qualche anno di distanza dal debutto con il thriller psicologico L’erede (2011). Stavolta la pellicola si inserisce a pieno titolo nel genere noir, il cui successo è legato prima di tutto alla profonda conoscenza del mondo che vuole descrivere. Zampino infatti ha lavorato per 15 anni in una grande azienda petrolifera ed è evidente che sa di cosa parla. Il cineasta riesce così a condurre i suoi spettatori all’interno di una fitta trama fatta di doppi fini, corruzione e danaro senza mai perdere di vista la necessaria credibilità.

Governance - Massimo Popolizio e Vinicio Marchioni (2)
Massimo Popolizio e Vinicio Marchioni

Massimo Popolizio e Vinicio Marchioni

Aiuta ovviamente anche la presenza di uno degli attori più capaci del panorama italiano. Massimo Popolizio, cattivo per eccellenza, si rende protagonista di una prova magistrale e riesce ad esprimere a pieno la dualità del suo personaggio. Corrotto e arrivista ma anche padre premuroso, si muove da squalo in un oceano popolato da squali. La sua bravura sta nel farsi carico dell’intera pellicola, diventando vero valore aggiunto e riuscendo ad esprimersi anche solo con uno sguardo. Valido anche Vinicio Marchioni, corrotto a metà. Più sempliciotto e timoroso, tenta di imitare il facoltoso amico senza possedere le stesse doti. Il suo personaggio evidenzia i segni lasciati dal male, le macchie che non possono più essere lavate via dalla propria anima.

Indagine lasciata in sospeso

Convince fino in fondo la sceneggiatura scritta a sei mani dal regista insieme a Giampaolo G. Rugo e a Heidrun Schleef. Dispiace che alcuni elementi siano solo accennati: come finirà l’indagine? Cosa ne sarà dell’ispettrice Ricciardi (interpretata da Sonia Barbadoro)? A quale destino sono condannate le vite e le carriere dei due protagonisti? Nonostante i contorni di queste sotto-trame siano solamente accennati, si dimostrano ugualmente sufficienti per far comprendere la complessità del mondo retrostante. La trama resta infatti coinvolgente proprio perché decide di non scendere troppo nel profondo, incuriosendo senza accanirsi. I cattivi restano cattivi fino in fondo e, cosa ancora più gradita, non si cerca il lieto fine ad ogni costo.

Governance – Il prezzo del potere arriva su Amazon Prime Video il 12 aprile 2021. Nel cast anche Claudio Spadaro, Maria Cristina Heller e la giovane Marial Bajma-Riva.

VOTO:
4 stelle

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