
La nostra recensione di Good Boy, film di Jan Komasa con protagonisti Stephen Graham e Anson Boon: una storia provocatoria e disturbante che sfida il pubblico
Tommy è un ragazzo che vive di eccessi, finché una notte viene rapito e si risveglia incatenato nel seminterrato di una casa sconosciuta. A tenerlo prigioniero è una famiglia apparentemente innocua che sostiene di volerlo rieducare e trasformarlo in un bravo ragazzo. La storia gioca costantemente sull’ambiguità morale e sul confine tra giusto e sbagliato ma riflette anche su temi come la perdita, le relazioni umane, la libertà e il controllo. Attraverso un dark humor tagliente e un’atmosfera inquietante, il film pone allo spettatore domande scomode sul rapporto tra sicurezza e libertà.

Famiglia innocua
Tommy è un ragazzo di diciannove anni che vive una vita fatta di serate senza controllo, violenza e droga. Una sera, dopo essere stato in discoteca con i suoi amici, il ragazzo si allontana e, il mattino seguente, si risveglia incatenato nel seminterrato di una casa a lui sconosciuta. Tommy è stato rapito da una famiglia apparentemente innocua che vive quasi del tutto isolata in periferia: si tratta del padre Chris, della moglie Kathryn e del figlio Jonathan.
I padroni di casa hanno un obiettivo ben preciso: rieducare Tommy e fare in modo che diventi un bravo ragazzo. Il protagonista tenterà in tutti i modi di fuggire, anche se per lui sarà inevitabile non rimanere coinvolto nelle dinamiche di quella famiglia così disfunzionale che ha deciso di rapirlo.

Provocazione
Good Boy è il nuovo film di Jan Komasa, che è già stato candidato all’Oscar nella categoria Miglior film internazionale per il suo Corpus Christi. In questa nuova opera, il regista polacco sceglie un cast eccellente, composto innanzitutto dal protagonista Anson Boon, poi da un meticoloso e bizzarro Stephen Graham, al cui fianco troviamo una spettrale e inquietante, almeno all’inizio, Andrea Riseborough ed infine, il giovane e dolce Kit Rakusen.
La casa in cui abitano è un elemento centrale: si tratta del luogo in cui si svolge la maggior parte del film. Ogni stanza racconta una storia, ogni dettaglio può fornire un’informazione sui personaggi, soprattutto riguardo al loro passato. All’inizio lo spettatore non può fare a meno di porsi una miriade di domande: la famiglia protagonista è alquanto bizzarra e tentare di capire i loro comportamenti è esattamente ciò che genera maggiore curiosità.
Tuttavia, il regista è bravissimo, ed è chiaro che si diverta, a provocare il pubblico. Per poter apprezzare pienamente questo film bisogna accettare che si tratta di una metafora e che il confine tra giusto e sbagliato potrebbe risultare alquanto ambiguo. Chris e Kathryn tentano di rieducare Tommy attraverso metodi che potrebbero apparire discutibili ma, per quanto assurdo possa sembrare, il ragazzo, in un certo senso, anche per poter sopravvivere, si adatta a loro e alle loro abitudini. Dopo un po’ di tempo, il protagonista inizia realmente a interrogarsi sulle ragioni dei suoi comportamenti e a rivalutare alcune sue scelte di vita.

Disagio
Good Boy si concentra poi sulla perdita e sui suoi effetti, sulle relazioni umane ma soprattutto, ed è qui che risiede il fulcro centrale dell’intera pellicola, sulla libertà e sul controllo esercitato da coloro che hanno in mano il vero potere. Il rapporto che Tommy instaura con Chris, Kathryn e Jonathan potrebbe, in alcuni momenti, persino apparire idilliaco, seppur con qualche elemento che disturba la scena. Questo perché il film, oltre ad essere provocatorio, crea anche un forte disagio, che potrebbe derivare dal fatto che, in fondo, Tommy rappresenta un po’ tutti noi esseri umani, soprattutto nel periodo storico in cui viviamo.
È meglio essere prigionieri ma accuditi? Oppure è meglio vivere liberamente ma senza alcun tipo di controllo e senza la sicurezza di qualcuno che si prenda cura di noi? Komasa fa emergere queste domande nella sua pellicola, facendo uso di un dark humor sprezzante e tagliente, che si adatta benissimo all’atmosfera un po’ cupa e inquietante della storia.
Good Boy è un film disturbante ma incredibilmente affascinante, capace di mettere lo spettatore di fronte delle domande scomode, senza offrirgli risposte semplici.
| TITOLO | Good Boy |
| REGIA | Jan Komasa |
| ATTORI | Stephen Graham, Andrea Riseborough, Anson Boon, Kit Rakusen |
| USCITA | 06 marzo 2026 |
| DISTRIBUZIONE | FilmClub Distribuzione – Minerva Pictures |
Quattro stelle
























