Gomorra 4, recensione finale: la migliore delle stagioni possibili?

gomorra-4-salvatore esposito e ivana lotito

Gli ultimi due episodi di Gomorra 4 chiudono una delle migliori stagioni della serie, con la fine annunciata di una tregua nella quale nessuno aveva mai creduto fino in fondo e l’ennesima morte eccellente.

“Chest’è, Gennà?”

Questa la domanda che, nel teso finale di stagione di Gomorra 4, un’incredula Patrizia fa a Genny. “Chest’è Patrì” risponde lui. E la laconicità con cui lo fa contiene un po’ tutto il senso di una storia nella quale nessuno riesce a sfuggire a un destino già scritto, a chiare lettere, con il sangue. E dire che Genny Savastano (Salvatore Esposito) ce l’aveva messa davvero tutta per riscrivere almeno il suo di destino. E per cambiare vita, o almeno provarci. Ma ha capito quasi subito che smettere i panni del boss di Secondigliano per entrare nel mondo dell’alta finanza è un’impresa più ardua di quanto non sembri. Perché il sangue, oltre a essere randagio (per dirla alla Ellroy), non dimentica. E forse il richiamo della strada è più forte di qualsiasi lusinga che un benessere acquisito dopo anni di attività criminale abbia da offrire.

Un finale nel segno della circolarità

La quarta stagione di Gomorra – La serie si chiude nel segno della circolarità, con Genny recluso in un bunker sotterraneo che, simbolo di una cattività autoinflitta, non può non riportare alla mente l’angusto nascondiglio dal quale suo padre Don Pietro si illudeva di continuare a tirare le fila del suo impero. Il season finale è tutto suo, con un coup de théâtre che, in linea con quanto accaduto alla fine della scorsa stagione, lo vede fare fuori uno dei personaggi cresciuti meglio all’interno dell’intera narrazione. Ed è paradigmatico che sia proprio lui ad uccidere Patrizia. Lui che in passato ha già venduto il padre e ucciso il suo migliore amico, smette di fuggire dai fantasmi del passato per affrontarli nell’unico modo che conosce: con la violenza.

Gomorra 4 - Salvatore Esposito e Cristiana Dell'Anna
Salvatore Esposito e Cristiana Dell’Anna in una delle scene finali di Gomorra 4

Il vero leit motiv di Gomorra 4

Il resto poi – che trucidi uno zio identificato come “il veleno di queste terre” o tradisca Sangue Blu (Arturo Muselli), quest’ultimo il solo personaggio in Gomorra dotato di un codice morale, seppure declinato in senso criminale – è poco più di un dettaglio. Il tutto a conclusione di una stagione che opera scelte assai radicali in termini di storytelling, rinunciando quasi del tutto alla coralità a vantaggio di una divisione sistematica degli episodi, uno per ogni subplot. Ma il leit motiv alla base è uno e soltanto uno: la prigione. Intesa non solo come la casa circondariale che, nel penultimo episodio, sembra rappresentare per Patrizia l’unica via di fuga dalla furia dei Levante, ma come gabbie all’interno delle quali ognuno dei protagonisti, volenti o nolenti, finiscono con il chiudersi.

Le gabbie

È una gabbia quella di Sangue Blu, tradito più o meno da chiunque e costretto a trovare rifugio a Scampia mentre medita vendetta sui fratelli Capaccio. Così come ha tutti i contorni di una prigionia, sebbene dorata, quella di Genny, esule da una battaglia alla quale si è illuso di poter mettere fine ma, allo stesso tempo, incapace di farsi largo nei salotti bene a causa di un curriculum vitae con su scritto “camorra” a caratteri cubitali. Ed è senz’altro una prigione anche il matrimonio tra “Donna” Patrizia (Cristiana Dell’Anna) e Michelangelo, quasi interamente fondato sui silenzi, che pesanocome i mattoni sui quali è costruita la fortuna dei Levante.

Gomorra 4 - Salvatore Esposito e Gianni Parisi
Il teso e inevitabile confronto tra Genny Savastano e suo zio Gerlando Levante

Nessuno spazio per i sogni

Alla fine il personaggio più gattopardiano di Gomorra 4 – quel Don Gerlando per il quale, in un mondo che cambia di continuo, la forza dei Levante è proprio nel non cambiare mai – è in realtà la pietra angolare di una stagione che inizia con una tregua e finisce con l’inizio della peggiore delle guerre. Perché il suo è il volto di una camorra che può anche volare a Londra per comprare holding o sognare di costruire il secondo polo aeroportuale di Napoli, ma, nella sostanza rimane ancorata a un linguaggio fatto di violenza e legami di sangue impossibili da sciogliere che è lo stesso da secoli. E che non permette a nessuno di uscire, né tanto meno di sognare. Perché “la verità – come dice lo stesso Genny a Patrizia nell’episodio 12 – è che, per quelli come noi, i sogni non esistono“.

Gomorra 4, diretta da Francesca Comencini, Claudio Cupellini, Marco D’Amore, Enrico Rosati e Ciro Visco e interpretata da Salvatore Esposito, Cristiana Dell’Anna, Arturo Muselli, Loris De Luna e Ivana Lotito, è disponibile on demand su Sky Atlantic.

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