Gli orologi del diavolo, la recensione della fiction Rai con Fiorello, Grimaudo e Pandolfi

Gli orologi del diavolo - Giuseppe Fiorello (foto Anna Camerlingo)
Gli orologi del diavolo - Giuseppe Fiorello (foto Anna Camerlingo)

La recensione de Gli orologi del diavolo, la fiction Rai con Giuseppe Fiorello, Nicole Grimaudo e Claudia Pandolfi: tra impegno civile, crime e sentimento viene raccontata la vera storia di Gianfranco Franciosi, un meccanico ligure divenuto di fatto il primo infiltrato civile

La vera storia di Gianfranco Franciosi

Marco Merani (Giuseppe Fiorello) è un motorista nautico bravissimo, con un passato nelle gare off-shore e un presente da costruttore di barche alla foce del fiume Magra. Lo sanno tutti che è il migliore e lo sanno anche dei narcotrafficanti a cui farebbero comodo dei gommoni che corrono più delle motovedette dei carabinieri e della polizia. Marco mangia la foglia e chiede a Mario (Fabrizio Ferracane), suo amico poliziotto, come comportarsi. Si ritrova così a indossare i panni di infiltrato speciale, costruendo e guidando barche dedite al traffico di droga, ma soprattutto diventando un punto di riferimento per il giovanissimo Aurelio (Álvaro Cervantes), geniale e astuto boss dell’organizzazione che si affeziona a Marco come a un fratello. La vita di Merani si sdoppia: è costretto a dire bugie ai suoi affetti, ai suoi operai e a invischiarsi in una spirale di continui compromessi. In ballo c’è tutta la sua vita: la moglie Flavia (Nicole Grimaudo), la disillusa Alessia (Claudia Pandolfi) e l’eterna lotta tra bene e male. Ma il meccanico imparerà che per uscire da una simile trappola potrà contare solamente sulle sue forze.

Fiorello – Grimaudo – Pandolfi

Gli orologi del diavolo punta su un trio di protagonisti per così dire “sicuro”, formato da Giuseppe Fiorello, Nicole Grimaudo e Claudia Pandolfi. Abituati alla fiction d’azione, i tre attori si muovono bene tra le trame e sottotrame di una storia a metà appunto tra action e famiglia. È il personaggio interpretato da Giuseppe Fiorello, ovviamente, a innescare la miccia: coinvolto suo malgrado in un’indagine internazionale ben più grande di lui, sono le sue mosse a far scattare anche quelle della moglie Flavia/Nicole Grimaudo. Quest’ultima è chiamata a dare il volto ad una donna comune, molto più mamma e moglie che non eroina, e solo il prosieguo della storia potrà completare il suo profilo.

Gli orologi del diavolo - Nicole Grimaudo (foto Anna Camerlingo)
Gli orologi del diavolo – Nicole Grimaudo (foto Anna Camerlingo)

L’amore, dopo la famiglia

Claudia Pandolfi, invece, interpreta una donna molto più complessa. Madre separata con tre figli e una dolorosa storia d’amore fallita alle spalle, è destinata a rubare il cuore di Marco quando il suo status di infiltrato lo allontanerà da tutto e tutti. L’incontro tra i due accenderà in lei tratti più positivi, ma lo scambio in effetti è destinato ad essere reciproco: Alessia rappresenterà infatti l’unico sostegno per Marco quando anche la moglie Flavia gli volterà le spalle. L’attrice possiede tutte le caratteristiche fisiche per ricoprire questo tipo di ruoli e, in un personaggio che le calza in modo egregio, contribuirà a far emergere la parte più “sentimentale” della storia.

Impegno civile, crime e sentimentale

Gli orologi del diavolo, come dichiarato dal regista Alessandro Angelini, racchiude in sé molte altre sfumature: “Impegno civile, crime e sentimentale nel senso più vasto del termine, quello in cui gli affetti rappresentano il solo approdo sicuro di un’esistenza messa a soqquadro dagli eventi”. Stretta la collaborazione tra la produzione e quel Gianfranco Franciosi passato alla storia come il primo infiltrato civile inserito a scopi investigativi. La fiction desidera rendere giustizia alla sua storia, scritta dal diretto interessato nell’omonimo libro Gli orologi del diavolo: Infiltrato tra i narcos, tradito dallo Stato, cercando di far emergere tutte le innumerevoli difficoltà che gli si sono presentate giorno dopo giorno. In fondo si tratta di una storia che racconta di un uomo comune costantemente sul filo del rasoio, del quale però non si nascondono le fragilità.

Gli orologi del diavolo - Claudia Pandolfi e Edoardo Pagliai (foto Anna Camerlingo)
Gli orologi del diavolo – Claudia Pandolfi e Edoardo Pagliai (foto Anna Camerlingo)

Rapporti umani e risorse tecniche

Se i rapporti umani hanno un ruolo fondamentale nella storia – Marco arriverà a chiedersi persino se sia giusto tradire Aurelio, il capo dell’organizzazione criminale, che sembra essere l’unico a riporre in lui piena fiducia – importante è anche il mare della Liguria, capace di creare un certo senso di “sospensione” tra mondi e persone assai diverse. Infine, occhi puntati sulla simbologia degli oggetti. Su tutti, gli orologi regalati da Aurelio ai suoi collaboratori più fidati. Più che un premio, un vero e proprio patto con il diavolo. Con riprese effettuate in tre nazioni diverse (Italia, Spagna e Francia), Gli orologi del diavolo è un prodotto televisivo destinato ad incontrare il favore del pubblico italiano per tutte le (buone) scelta fatte tanto sul piano artistico quanto su quello tecnico e narrativo.

Gli orologi del diavolo va in onda su Rai1 a partire da lunedì 9 novembre, per poi seguire con la programmazione di martedì 10, lunedì 16 e lunedì 23.

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