Glass, recensione: James Mc Avoy, Bruce Willis e Samuel L. Jackson, insieme nel capitolo finale

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Glass è la fine dell’ambizioso progetto di Shyamalan, per un film che si chiude su se stesso, in una storia ben costruita e congeniata, che tuttavia lascia insoddisfatti.

Isolamento

Glass si sviluppa tre settimane dopo che Kevin Wendell Crumb (James McAvoy) si è guadagnato il soprannome de L’Orda, il vigilante David Dunn (Bruce Willis) aiutato dal figlio Joseph, ormai adulto e sempre al suo fianco nella lotta alla criminalità, si mette sulle sue tracce per salvare quattro cheerleaders che Crumb ha rapito ma dopo un cruento duello vengono catturati dalle autorità locali e mandati in un’istituzione mentale in cui Elijah Price (Samuel L.Jackson), il nemico giurato di David, noto come Mr. Glass, è già detenuto da anni. La dottoressa Ellie Staple (Sarah Paulson), il capo medico dell’istituto psichiatrico, lavora con pazienti che dichiarano di avere poteri speciali. La Staple rivela che le sono stati dati tre giorni per convincere David, Kevin ed Elijah di essere persone normali che semplicemente credono di avere dei superpoteri.

Dolore e Superuomini

In questo film il dolore è la vera unità di misura del racconto, tutti e tre i personaggi sono accomunati da una o più esperienze traumatiche che in qualche modo li hanno cambiati, risvegliando le loro reali capacità, in una storia priva di qualsiasi eroismo convenzionale, che concentra tutto la sua attenzione nel delineare la psiche dei protagonisti, costretti da una dottoressa a ricordare il passato per trovare in esso il trauma originario, l’evento che li ha fatti diventare quello che sono. Gli atti eroici e gli scontri epici non fanno parte di questo film, poiché come già visto precedentemente in Unbreakable e Split, anche il modello del superuomo nietzschiano ha limiti e debolezze con cui è costretto a convivere e lottare e spesso il mondo dei fumetti, dove bene e male sono l’esternazione metafisica di personaggi reali è molto più complesso e siginificativo di una tavola disegnata per intrattenere i bambini.

Glass - James McAvoy, Bruce Willis e Samuel L.Jackson.
Glass – James McAvoy, Bruce Willis e Samuel L.Jackson

Identità e Ricerca

I protagonisti di Glass sono accomunati dal desiderio di trovare un proprio posto nel mondo e dare un significato alle azioni di tutti i giorni, nonostante il caos e il dolore li pervada da dentro. Possiamo identificare in essi l’eterno conflitto tra Luce e Oscurità, L’Orda è una risposta traumatica ad un male in cui la vittima non ha potuto fare altro che subire e quindi per evitare di accettare la verità ha creato 24 personalità diverse che in qualche modo hanno preso il suo posto, reprimendo ogni istanza del suo IO per proteggerlo, in un eterno equilibrio tra bene e male, che scatena in lui la follia omicida e rivela La Bestia che è in lui. David al contrario, ha sempre vissuto reprimendo la sua vera natura, per paura di perdere tutto quello in cui amava fino a che grazie a Mr. Glass non ha trovato la sua vera vocazione, fare del bene e aiutare le persone. Così lo vediamo molti anni dopo con indosso lo stesso impermeabile che combatte criminali, come un vigilante, fuori dai confini della legge, aiutato dal figlio oramai adulto che lo incita ma allo stesso tempo si preoccupa per lui. Mr. Glass al contrario, è un uomo che ha vissuto nel dolore fin da piccolo, data l’estrema fragilità delle sue ossa, in una fragilità che in qualche modo gli ha permesso di sviluppare una mente geniale e perversa, disposto anche ad uccidere per realizzare i suoi scopi.

Qualcosa di più

Glass è un ambizioso progetto che si esaurisce nel tentativo di mostrare qualcosa di diverso, in una prospettiva ambivalente che interseca i modelli tematici del cinema d’azione e del cine-comic per arrivare al thriller psicologico. La storia è ben costruita ed offre spunti di ricerca e interpretazione stimolanti, che trascinano lo spettatore nel contesto della vicenda, coinvolgendolo pienamente grazie ai protagonisti, su cui si regge tutto il film, con una straordinaria interpretazione di James McAvoy che da prova del suo talento ancora una volta, mostrando il livello sempre più alto di preparazione fisica e psicologica che ha richiesto il suo personaggio. Tuttavia lascia soddisfatti solo a metà, per una storia che non offre nulla di nuovo rispetto ai film precedenti, ricalcando gli stessi meccanismi narrativi, nonostante un approccio tecnico che predilige i toni freddi, per esaltare questo senso di immobilità che pervade gli spazi e i personaggi. In sintesi, il capitolo definitivo dell’ambizioso progetto di Shyamalan si chiude a spirale su se stesso, in una retorica convenzionale che non lascia spazio ad altro se non al pensiero di aver voluto vedere qualcosa in più.

https://www.youtube.com/watch?v=H6_jJyD7R2o

Glass è uscito al cinema il 17 gennaio, scritto e diretto da M. Night Shyamalan con James McAvoy, Anya TaylorJoy, Bruce Willis, Samuel
L.Jackson, Spencer Treat Clark, Charlayne Woodard e Sarah Paulson. Distribuito da Buena Vista International Italia, Universal Pictures.

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