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Giuseppe Fiorello racconta Gli orologi del diavolo: «Amo i personaggi che mi somigliano a metà»

Il video dell’incontro stampa con Giuseppe Fiorello, protagonista della nuova serie tv Rai Gli orologi del diavolo, nei panni di un meccanico infiltrato tra i narcos, insieme a Claudia Pandolfi e Nicole Grimaudo

Vi presentiamo il video incontro stampa con Giuseppe Fiorello, che ha presentato la sua nuova e attesissima serie tv Gli orologi del diavolo. L’attore siciliano ha parlato di questo serie che rappresenta un genere insolito per Rai1 (il crime / narcos), del suo personaggio Marco Merani (un meccanico infiltrato tra i narcotrafficanti), delle scelte sbagliate, del resto del cast a cominciare dalle “sue donne” Claudia Pandolfi e Nicole Grimaudo, e della sua prossima regia cinematografica. Gli orologi del diavolo andrà in onda dal 2 novembre in 4 prime serate su Rai1.

Sinossi

Marco Merani è un motorista nautico bravissimo, ha un passato nelle gare off-shore e un presente da costruttore di barche alla foce del fiume Magra. Lo sanno tutti che è il migliore e lo sanno anche dei narcotrafficanti a cui farebbero comodo gommoni che corrono più delle motovedette dei carabinieri e della polizia. Marco mangia la foglia e chiede a Mario, suo amico poliziotto, come deve comportarsi. La polizia in verità sta seguendo questi narcotrafficanti da tempo senza grandi risultati così propone a Marco di collaborare con la giustizia per incastrare i boss di questo cartello spagnolo. “El mecanico”, suo malgrado, si ritrova a indossare i panni di infiltrato speciale costruendo e guidando barche dedite al traffico di droga, diventando un punto di riferimento per il giovanissimo Aurelio, geniale e astuto boss dell’organizzazione che si affeziona a Marco come a un fratello. Un legame pericoloso come l’abbraccio di un serpente. E così la vita di Merani si sdoppia: è costretto a dire bugie ai suoi affetti, ai suoi operai e a invischiarsi in una spirale di continui compromessi.

Marco fa il possibile per spiare i narcotrafficanti e rivelare tutto alla polizia, ma quando durante un’operazione in mare fra Italia e Spagna qualcosa va storto, Marco viene arrestato dalle forze dell’ordine francesi e incarcerato. È certo che la polizia italiana chiarisca la sua posizione e attende fiducioso la liberazione, ma nessuno dall’Italia rivendica la sua copertura. Ora è sotto scacco, il meccanico sa che se parla o dichiara la sua vera identità è un uomo morto e gli rimane una sola scelta: affrontare con coraggio l’inferno delle galere francesi. Marco trascorre otto mesi in prigione, in condizioni durissime e quando torna in Italia la sua reputazione è distrutta, la sua  vita familiare è a pezzi e si sente tradito da chi non l’ha tutelato. Alla sua porta, però, torna a bussare Aurelio. Ha ancora bisogno di lui, del suo fratello italiano, che ha tenuto la bocca chiusa dietro le sbarre e che merita un premio, un ultimo viaggio, un ultimo carico che sistemerà tutto e tutti per sempre. Ma anche la polizia gli chiede un ultimo aiuto, un ultimo sacrificio, poi riceverà tutto il sostegno per ricominciare a vivere. Cosa farà Marco? Il meccanico sa che per uscire da questa trappola potrà contare solo sulle sue forze.

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