La recensione di Girasoli, che riprende la straziante vita dei manicomi: con Gaia Girace e Monica Guerritore, il film è stato presentato al 41º Torino Film Festival
Catrinel Marlon esordisce alla regia con Girasoli, dramma che prova a restituire uno spaccato della durissima realtà dei manicomi. Presentato al 41º Torino Film Festival, la vera ricchezza del film risiede nelle sue tre meravigliose interpreti femminili: Gaia Girace, Monica Guerritore e Mariarosa Mingione.
Nel reparto minorile di un manicomio
Siena, anni ’60. La giovane infermiera Anna (Mariarosa Mingione) prende servizio nel reparto minorile dell’ospedale psichiatrico di Santa Teresa di Lisieux, padiglione 90. Qui conosce e si affeziona alla dolce Lucia (Gaia Girace), quindicenne schizofrenica. Sullo sfondo di una lotta non priva di colpi fra la dottoressa Marie (Monica Guerritore) e il rigido dottor Oreste (Pietro Ragusa) per le nuove cure sperimentali, il rapporto fra Anna e Lucia si infittisce, costringendole a scelte decisive per le rispettive vite. Ad unirle, una comune necessità: quella di non abbassare mai la testa, cercando sempre un nuovo orizzonte da scrutare.

Amore oltre la follia
Catrinel Marlon esordisce alla regia con Girasoli, film drammatico con sfumature sentimentali che prova a restituire la durissima realtà della vita nei manicomi. L’attrice, madrina del 41º Torino Film Festival, ha presentato proprio in quell’occasione il lungometraggio, ispirato alla sua famiglia. La cineasta è cresciuta senza i genitori e con una zia cui affetta da depressione e schizofrenia. Come dichiarato dalla diretta interessata, sono state tali dolorose vicende biografiche ad avvicinarla inevitabilmente al tema della salute mentale.
Il suo sguardo compassionevole si evince da una regia coinvolta che non riesce a rimanere indifferente di fronte a tanta sofferenza. A rendere ancora più inaccettabile lo spaccato mostrato dalla cineasta è ovviamente la presenza dei bambini, anime fragili che vengono spente dalle medicine e da medici che troppo spesso preferivano togliere loro ogni guizzo piuttosto che mettere in discussione protocolli medici più che disumani.
Manicomio sinonimo di carcere
Da notare come anche le sue due protagoniste si ispirino alle vicende personali della regista: “Insieme a Francesca Nozzolillo, una delle mie due co-sceneggiatrici, ho consultato un importante archivio dell’ex manicomio di Siena. Ho trovato una lettera d’amore tra due ragazzine, Lucia e Annina, che risaliva al 1888. Francesca ed io siamo rimaste folgorate, e la nostra storia è partita da lì”, ha dichiarato la Marlon in una recente intervista.
Il manicomio appare quasi un carcere, con sbarre oltre le quali va a perdersi ogni barlume di umanità. Se su questo punto molti lungometraggi prima di Girasoli hanno provato a dire la propria in modo efficace, bisogna constatare con un filo di rammarico che la Marlon preferisce lasciare da parte la ricerca della verità per virare piuttosto sul rapporto che si va ad instaurare tra Anna e Lucia. Questo si situa a metà tra affetto e amore, tra ricerca del proprio posto nel mondo e desiderio di fuggire. Nessuna strada tuttavia centra in pieno il suo obiettivo, dimostrandosi gradevole ma non completamente impattante.

Monica Guerritore, un regalo per lo spettatore
Considerazioni completamente diverse vanno però rivolte a Monica Guerritore, che con la sua presenza fa un grande regalo allo spettatore. Intensa, forte, carica di umanità ma al tempo stesso intransigente, la sua interpretazione tocca un’infinità di colori e sfumature senza sfocarne nemmeno uno. L’attrice riempie la scena con lo sguardo, con la forza del suo personaggio – probabilmente il più moderno della storia – e con il coraggio di chi sà di trovarsi dalla parte giusta. Fa piacere pensare che donne come lei abbiano cambiato il destino di molti pazienti, all’interno delle tristi mura dell’ospedale psichiatrico di Santa Teresa di Lisieux e in molti altri luoghi della Terra.
| TITOLO | Girasoli |
| REGIA | Catrinel Marlon |
| ATTORI | Gaia Girace, Monica Guerritore, Mariarosa Mingione, Pietro Ragusa, Angela Ciaburri |
| USCITA | 23 maggio 2024 |
| DISTRIBUZIONE | Masi Film |
3 stelle

























