Gente di facili costumi, recensione: una commedia esilarante ed autentica

Gente di facili costumi, recensione

Gente di facili costumi è una commedia esilarante ed autentica che si basa su un testo frizzante e due personaggi cui è impossibile non voler bene: interpretati da Paola Tiziana Cruciani e da Pietro Longhi, al pubblico non serve nient’altro per divertirsi.

La prostituta e il professore

Anna (interpretata da Paola Tiziana Cruciani, che qui racconta il suo personaggio nella video intervista che ci ha rilasciato) è una prostituta romana conosciuta col nomignolo di ‘Principessa’. Una sera rientra a casa dopo il ‘lavoro’ e riceve la visita di Ugo (Pietro Longhi) un professore/scrittore particolarmente infuriato. È l’inquilino del piano di sotto e i suoi rumori lo disturbano impedendogli di dormire. Da quel momento in poi tra i due comincia un dialogo ironico ma costruttivo in cui ciascuno riesce a capire il punto di vista dall’altra. E essere di “facili costumi”, in fondo, non sarà poi così male.

Due personaggi che riempiono la sala

Gente di facili costumi è una commedia brillate ed ironica che mostra il meglio della verace ‘romanità’: fondamentale la padronanza del palco di Paola Tiziana Cruciani e Pietro Longhi, bravissimi a divertire il pubblico dalla prima all’ultima battuta. Questa coppia, tanto affiatata quanto esilarante, riesce a catturare completamente l’attenzione della sala senza far sentire la mancanza di altri comprimari. In scena ci sono solo due personaggi (ai quali si aggiunge una voce al telefono) ma ai fini narrativi non manca davvero nulla. Non sorprende che la commedia sia stata scritta ed interpretata da Nino Manfredi, simbolo inequivocabile di un’essenza romana autentica ed esilarante.

Gente di facili costumi: Paola Tiziana Cruciani e Pietro Longhi in scena al Teatro Roma dal 15 al 27 ottobre
Paola Tiziana Cruciani e Pietro Longhi in scena al Teatro Roma dal 15 al 27 ottobre

Un testo prezioso

Gente di facili costumi beneficia prima di tutto di un testo frizzante, in cui si legge l’ironia verace di Nino Manfredi (che ha composto il testo a quattro mani con Nino Marino), ma anche dei giusti tempi comici. Anna è senza filtri e la sua ignoranza viene vista inevitabilmente come sintomo di autenticità: ciò che dice è diretto e diverte proprio per il suo essere disarmante. Tale ironia è condita da un linguaggio colorito che però non disturba affatto. In opposizione c’è la profonda cultura di un professore-scrittore che si nasconde dietro la cultura. Le sue conoscenze sono approfondite e complete, esilaranti se accostate alle affermazioni di Principessa – spesso errate e fuori luogo. Tra i due il fraintendimento è dietro l’angolo ma è proprio questo ad offrire un’analisi (anche serie) della società.

Gli opposti si attraggono

La chiave di lettura di Gente di facili costumi passa attraverso il confronto tra cultura ed emarginazione. Anna è abituata a ricevere insulti ed offese per la professione che ha scelto, ma non se ne cura. Soprattutto, il suo cuore non si è indurito. Ugo, dal canto suo, si sente in fondo un intellettuale fallito e disprezza quel cinema ‘popolare’ che gli permette a malapena di guadagnarsi da vivere. Questi due opposti, due voci che non potrebbero essere più diverse, si fondono e si completano fino a provocare le risate più scroscianti.

Gente di facili costumi: una scena della commedia scritta da Nino Manfredi e Nino Marino
Una scena della commedia scritta da Nino Manfredi e e Nino Marino

Gente di facili costumi va in scena al Teatro Roma dal 15 al 27 ottobre (qui l’elenco di tutti gli spettacoli in cartellone). Tornerà poi la sera del 31 dicembre, per intrattenere il pubblico fino allo scoccare del nuovo anno.

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