Frozen 2 – Il segreto di Arendelle, recensione: secondo atto di un musical incantevole

Frozen 2 – Il segreto di Arendelle, recensione

Frozen 2 – Il segreto di Arendelle arriva a quasi 7 anni di distanza dal primo film e non delude le aspettative: con una sceneggiatura che appare persino più efficace, ricalca in parte il suo predecessore ma completa l’incantevole vicenda della due sorelle Elsa e Anna.

I poteri di Elsa per salvare Arendelle

Elsa ha la capacità di creare il ghiaccio con le mani ma è ormai stata accettata dal suo popolo e cerca di essere una buona regina per i sudditi. Ma da dove provengono quegli immensi poteri? E qual è davvero il suo posto nel mondo? Questi interrogativi tornano a farsi avanti quando la regina di ghiaccio comincia a sentire una voce che la chiama verso la foresta incantata, riaprendo una ferita del suo passato. A quel punto Elsa decide di partire insieme ad Anna, Kristoff, Olaf e Sven per un viaggio verso l’ignoto, oltre i confini del regno. Le risposte che cerca piano piano arriveranno ma metteranno seriamente in pericolo Arendelle. Così, come annuncia Granpapà, se in passato si temeva che i poteri di Elsa fossero troppo grandi per essere accettati dal mondo, ora si dovrà sperare che siano abbastanza forti per salvarlo.

Più che femminismo, l’amore di due sorelle

Frozen 2 – Il segreto di Arendelle parte dall’happy ending del primo film e sviluppa innanzitutto il rapporto tra Elsa e Anna. Queste due protagoniste sono ormai diventate, loro malgrado, i simboli di un femminismo che in effetti non necessita di una controparte maschile. La forza risiede nell’amore fraterno: non c’è la classica principessa che ha bisogno dell’aiuto di un principe. A loro basta poter contare l’una sull’altra. Questo tuttavia non è l’unico tema che i registi Jennifer Lee e Chris Buck hanno voluto inserire nel nuovo film d’animazione Disney. Tra le righe si parla di convivenza tra popolazioni diverse, di rispetto per la natura e dell’importanza del passato. Tutto questo si realizza, ancora una volta, attraverso Elsa e Anna. Così le due eroine appaiono modernissime proprio per la loro attenzione verso una serie di questioni che non appariranno certo nuove al pubblico adulto (né, probabilmente, a quello più giovane).

Una colonna sonora che funziona

Come spiegato dal regista Chris Buck nel corso della conferenza stampa di presentazione, Frozen 2 può essere considerato come il secondo atto di un unico musical. Ecco perché la musica rappresenta un elemento fondamentale. Eguagliare la colonna sonora del film del 2013 non era semplice: basti pensare al brano Let it go, vincitore di un Oscar nel 2014 e vero e proprio tormentone per i più piccoli. La scelta dei musicisti Kristen Anderson-Lopez e Robert Lopez e del compositore Christophe Beck è stata quella di ricalcare lo stile del precedente successo – tratto percepibile anche dai meno esperti – cercando però di rendere stati d’animo diversi, più profondi: “L’arco emotivo della storia è più complesso e intenso rispetto al primo film, dunque volevo fare la stessa cosa con i concetti tematici e la strumentazione della colonna sonora. Mi sono divertito a sperimentare contrasti dinamici estremi, armonie complesse, sonorità intricate piene di colori vibranti e momenti melodici estremamente espressivi”, ha dichiarato lo stesso Beck.

Frozen 2 – Il segreto di Arendelle: Anna ed Elsa non sono le classiche principesse che hanno bisogno dell'aiuto di un principe: a loro basta poter contare l'una sull'altra
Anna ed Elsa non sono le classiche principesse che hanno bisogno dell’aiuto di un principe: a loro basta poter contare l’una sull’altra

Buon lavoro dei doppiatori italiani

Serena Rossi e Serena Autieri tornano con successo a dare voce rispettivamente ad Anna ed Elsa. A completare il cast di doppiatori italiani tornano ancora una volta Enrico Brignano (Olaf), Paolo De Santis (Kristoff) e Massimo Lopez (Granpapà). Il loro lavoro, supervisionato direttamente dalla major americana, è coinvolgente e di qualità. Gli artisti si impegnano sia nel parlato che nel cantato e riescono nell’impresa di creare un legame autentico col pubblico. Rossi e Autieri danno sfoggio delle loro ottime doti canore, ma è il doppiaggio nel suo complesso a funzionare in ogni dettaglio. In effetti non guasta il contributo più divertente di Olaf né quello tra il romantico e l’impacciato di Kristoff. Presente infine l’impronta di Giuliano Sangiorgi (intervistato alla 14ª Festa del cinema di Roma), cui è stato affidato il brano Nell’ignoto che caratterizza i titoli di coda.

Scenari da favola e i quattro elementi della natura

La natura rappresenta una componente importantissima in ‎Frozen 2 sia dal punto di vista narrativo che da quello figurativo. Gli sceneggiatori Disney hanno ammesso di aver pensato ai suggestivi paesaggi della Norvegia, della Finlandia e dell’Islanda. I primi due sono stati considerati più affini ad Anna, il terzo ad Elsa. Nasce così la foresta incantata, la caverna, la spiaggia nera, il mare oscuro e una serie di scenari davvero da favola. La stagione dominante è l’autunno, con tutti i colori che ne conseguono. Raffinata infine la resa dei quattro elementi: zefiro è un vento che si fa vedere o anche solo percepire tra i rami, i giganti di terra sono imponenti e temibili, lo spirito del fuoco brucia violaceo senza distruggere, mentre il cavallo d’acqua è una vera e propria gemma destinata a far restare a bocca aperta i piccoli fan di Elsa.

Frozen 2 – Il segreto di Arendelle esce nelle sale il 27 novembre distribuito da ‎Walt Disney Pictures.

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