Flavio Giurato, continua Le promesse del mondo tour dopo il sold out all’Auditorium di Roma

Flavio Giurato

Flavio Giurato, cantautore romano di culto (nato nel 1949) che Carlo Massarini ha definito “uno dei segreti meglio conservati della musica italiana” è partito lo scorso 12 gennaio con Le promesse del mondo tour dal Teatro Studio dell’Auditorium Parco della Musica di Roma con un incoraggiante sold out che ha premiato un concerto bellissimo ed emozionante.

Per chi ancora non conoscesse questo tesoro nascosto della musica italiana fieramente indipendente, ripercorriamo la discografia di Flavio Giurato, disponibile quasi interamente su Youtube, pubblicata da Entry Edizioni Musicali e Videoproduzioni Digitali, invitandovi a non perdere le prossime date del tour: il 25 gennaio a Milano, il 26 gennaio a Bologna, il 2 febbraio a Genova, il 3 febbraio a Torino, l’8 febbraio a Napoli.

Flavio Giurato
Flavio Giurato in concerto con la sua band

La scaletta del concerto segue quella dell’ultimo disco, dedicato al fenomeno dei migranti: si parte con Soundcheck, cantata in tre lingue (italiano, inglese e napoletano), e l’inizio è un pugno in faccia “Canto per te questo soundcheck, il fulmine brucia questa terra di nessuno, parti viaggia e lascia un vaffanculo”, si nominano il “centro di accoglienza alieni” di Passoscuro e Tor Sapienza. Applausi, parte L’ipocrisia, anche questa alterna l’italiano e il napoletano, “passa ‘o guaglione ‘e colore…è tutta una grande ipocrisia… Parigi brucia”.

Flavio Giurato
La copertina del disco “Le promesse del mondo” (2017)

La formazione prevede sul palco due chitarre (quella acustica di Giurato e quella elettrica di Mattia Candeloro, che ha registrato e missato il disco), il basso di Federico Zanetti e la batteria di Daniele Ciucci Giuliani. Flavio rimane da solo per cantare Digos, ambientata tra le fermate della metro romana (San Giovanni, Re di Roma, Tiburtino) e il Marocco, mentre nella title track Le promesse del mondo (qui sotto il relativo video) è affiancato dalla voce recitante di Guido Celli, che ha prodotto il disco scritto, composto e diretto da Giurato. Il brano racconta gli sbarchi dei migranti sui barconi e le operazioni della Marina Militare italiana sulle varie navi (Centauro, San Pietro e Paolo, Giorgio La Pira) che avvistano, incrociano e abbordano i natanti (“è arrivato chi ha fame…buttalo a mare che non ha pagato…la situazione appare disumana…spacciano i residui della carne umana”).

Snuff Song è tutta cantata in inglese e racconta di soldati e di spose (“ask to the groom, ask to the bride, so they can tell how the soldiers are nice”), alla fine Giurato chiede al pubblico “dove eravate quando ci esibivamo nei posti col cesso a destra della batteria?”, quindi canta Ponte Salario dedicata alla vicenda di Ugo Forno, giovane studente partigiano ucciso dai tedeschi nel 1944 (“e lo piangono a Via Nemorense con tutta la scuola presente non così distante da dove viaggiamo sicuri su Italo e Frecce, dedico questa canzone e sono sincero a tutti quelli in coatta trasferta verso un più stabile ristoro e che stanotte dormono sotto Ponte Salario”). La successiva I Lupi utilizza la metafora dell’Antica Roma per parlare di tolleranza e accoglienza (“nasce la plebe, nasce il Senato…dal puzzo di fogna al cielo stellato…è un dato acquisito, è un fatto accertato, chilometri e chilometri di filo spinato”). In mezzo al cammino è cantata in italiano e spagnolo ed è dedicata a Papa Francesco (“il Papa che ascolta l’amore del gregge e mette Cristo al centro del possibile…al posto del più fragile”). Giurato presenta i musicisti della band, il pubblico chiede a gran voce “Orbetello”, nel frattempo c’è un esilarante siparietto col noto fratello giornalista Luca che seduto in prima fila gli chiede di cantare “Bandiera rossa” (che sarebbe La Giulia Bianca).

Dopo aver fatto quasi tutto il primo disco canta invece la bellissima Centocelle da “Il manuale del cantautore” del 2007, quindi Marco e Monica dal terzo disco “Marco Polo” del 1984 (ultimo della prima trilogia che comprendeva anche “Per futili motivi” e “Il tuffatore”):

La seconda trilogia è invece quella che ha avuto inizio con “Il manuale del cantautore” (2007) ed è proseguita nel 2015 con La scomparsa di Majorana, di cui esegue il brano omonimo dedicato al fisico sparito, per concludersi con l’ultimo “Le promesse del mondo”.

A questo punto è la volta di Mauro (da “Per futili motivi”, ripresa anche nel libro+cd “Il tuffatore” del 2004), a cui segue In caso di cura (sempre da “La scomparsa di Majorana”) dove si tratta della malattia mentale e la casa di cura diventa “casa di tortura” (“per ballare lo so c’è l’elettroshock”), quindi recupera Il rondone dal suo primo disco “Per futili motivi” del 1978. Per chiudere in bellezza due brani dal suo capolavoro “Il tuffatore”, il primo è la Marcia nuziale, dopo di che i musicisti salutano ed escono tutti, quindi rientra da solo per fare Il tuffatore, dal disco omonimo del 1982 (di cui non farà purtroppo la splendida Orbetello per la mancanza del pianoforte, così ci ha detto alla fine del concerto):

Il concerto si chiude con Agua mineral, che è anche l’ultima canzone in scaletta del disco “Le promesse del mondo”, un testo che ricorda certi brani sudamericani di Paolo Conte…

Scaletta del concerto di Roma (Teatro Studio, Auditorium Parco della Musica, 12/1/2018):

  1. Soundcheck
  2. L’ipocrisia
  3. Digos
  4. Le promesse del mondo
  5. Snuff Song
  6. Ponte Salario
  7. I lupi
  8. In mezzo al cammino
  9. Centocelle
  10. Marco e Monica
  11. La scomparsa di Majorana
  12. Mauro
  13. In caso di cura
  14. Il rondone
  15. Marcia nuziale
    bis:
  16. Il tuffatore
  17. Agua mineral
Flavio Giurato
Flavio Giurato (al centro) al termine del concerto

“Le promesse del mondo tour” continua:

25/01 MILANO – Salumeria della Musica

26/01 BOLOGNA –  Teatro San Leonardo

02/02 GENOVA – LaClaque

03/02 TORINO – sPAZIO211

08/03 NAPOLI – Galleria Toledo

Nuove date in arrivo, per informazioni: http://www.panicoconcerti.it/

La pagina Facebook ufficiale di Flavio Giurato.

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