Five Nights at Freddy’s, recensione: è arrivato l’atteso adattamento del celebre videogioco horror

Five Nights at Freddy's - una scena del film
Five Nights at Freddy's - una scena del film

La nostra recensione di Five Nights at Freddy’s, adattamento cinematografico del celebre videogioco horror con Josh Hutcherson, Elizabeth Lail e Matthew Lillard: paura e brividi non pervenuti, in compenso troppa confusione

Five Nights at Freddy’s è stato uno dei videogiochi survival horror indipendenti più venduti, scaricati e celebrati di sempre sin dall’uscita del primo capitolo nel 2014. Era solo questione di tempo prima che Hollywood decidesse di metterci le mani sopra, e ora è finalmente arrivato l’atteso adattamento cinematografico che vede nel cast Josh Hutcherson, Elizabeth Laile il gradito ritorno di Matthew Lillard. La carica ansiogena del videogioco, efficace nella sua semplicità e nella sua esecuzione, si perde però in una storia troppo contorta che tira in ballo persino la pedofilia, cancellando il brivido.

Una pizzeria come tante altre

Mike (Josh Hutcherson) è una guardia giurata che vive con la sorellina Abby (Piper Rubio), e che soffre di continui attacchi di rabbia dopo un tragico evento del passato al quale ha dovuto assistere. Dopo l’ennesimo licenziamento il suo consulente del alvoro Steve (Matthew Lillard) gli suggerisce un posto come guardia notturna al Freddy’s, una storica pizzeria ormai in stato d’abbandono. Preoccupato che Abby cada tra le grinfie della zia Jane (Mary Stuart Masterson) Mike accetta il lavoro, ma nella pizzeria cominciano ad accadere fatti sempre più inquietanti. Decide così di indagare assieme alla poliziotta Vanessa (Elizabeth Lail), ma la verità su Freddy’s è anche più terribile di quanto si pensi.

Five Nights at Freddy's - Josh Hutcherson
Five Nights at Freddy’s – Josh Hutcherson

Il valore della semplicità

Quando Five Nights at Freddy’s uscì in rete l’etere digitale era già pieno di prodotti indipendenti che giocavano di sponda, di rimessa, in cerca di un’idea tanto semplice quanto accattivante. Nel caso di Five Nights il concept alla base era talmente basilare e immediato da attirare anche persone che coi videogiochi non hanno mai avuto un buon rapporto, come il sottoscritto. Si trattava solo di sopravvivere a cinque notti, dalla difficoltà via via più marcata, alla furia dei cinque pupazzi protagonisti del gioco chiudendo o aprendo le porte della stanza di controllo e verificando sui dei monitor i loro spostamenti affinché non ce li ritrovassimo davanti all’improvviso con uno studiato jumpscare.

Chiaramente, nel caso di un lungometraggio, era naturale che questo meccanismo dovesse subire un boost, una variazione di complessità tale da assicurare il giusto grado di tensione per tutti i 100 minuti di durata. Il problema di Five Nights at Freddy’s però è che questa variazione proprio non funziona. Perché il film della semi-esordiente Emma Tammi si dilunga troppo nella backstory del suo protagonista (quantomeno stavolta legata a filo doppio alla narrazione), nei suoi rapporti familiari disfunzionali e in tutti quegli elementi che dovrebbero assicurare un po’ di ciccia diegetica o tematica, ma si dimentica che si tratta pur di sempre di un horror e perde di vista lo spavento, il sussulto, la paura.

Five Nights at Freddy's - Josh Hutcherson e Piper Rubio
Five Nights at Freddy’s – Josh Hutcherson e Piper Rubio

Un horror senza orrore

La sceneggiatura a sei mani di Five Nights at Freddy’s diventa quindi un concentrato di idee che non si amalgamano mai in un prodotto con un’intenzione chiara, e che invece spesso sono derivative e confuse perché troppe. Prima si parlava di semplicità, un valore in questo caso non recepito, dato che la storia butta nel calderone pedofilia, traumi di vario genere, rapporti di sangue fratello/sorella e padre/figlia e tanto altro. Tutto pur di allungare il brodo, di provare ad aggiungere più conflitto, più personaggi da sacrificare (nonostante un body-count piuttosto basso e la quasi totale mancanza di sangue), più eventuali sottotrame da portare avanti in un probabile sequel.

Manca però l’orrore, quello vero, quello viscerale, manca l’horror vacui perché tutto viene spiegato per filo e per segno, come il pubblico dovesse essere in qualche modo sempre rassicurato, manca l’oscurità vera nei personaggi se non grazie ad un colpo di scena finale francamente forzato. Anche le singole interpretazioni ne risentono, ad eccezione di quella di Lillard, perché ne la Lail e né Hutcherson dimostrano di crederci più di tanto regalando il minimo sindacale per intensità e credibilità. E se ad un certo punto della narrazione la palpebra arriva persino a cedere e parte lo sbadiglio, vuol dire che decisamente qualcosa non funzionato.

Five Nights at Freddy's - Elizabeth Lail e Josh Hutcherson
Five Nights at Freddy’s – Elizabeth Lail e Josh Hutcherson

Restituire il marcio

Non proprio tutto di Five Nights at Freddy’s è però probabilmente da buttare, dal momento che l’ottimo lavoro di scenografia e fotografia è capace di dare vita all’immaginario del videogioco; Freddy’s diventa un luogo alla pari dei protagonisti, anzi persino più interessante, perché il suo stato di abbandono, il lerciume che si avverte nei tavoli divelti, nelle sedie incrostate da ruggine e chissà cos’altro, nella muffa alla pareti raccontano molto meglio di certi dialoghi o di certe svolte di trama il disturbante rimando alla pedofilia, alla sua sporcizia, al suo farci sentire profondamente disgustati.

Quello che è certo è che Five Nights at Freddy’s aveva bisogno di un adattamento più genuino nello spirito e nella messa in scena, meno inutilmente contorto e ampolloso, che giocasse in maniera molto più decisa sull’ambiguità dell’identità dei mostri pupazzo, delle loro intenzioni, del loro passato. Invece ci hanno raccontato tutto, troppo, e facendolo si sono dimenticati che fa sempre più paura ciò che non si vede e non si sa rispetto ai mostri che escono allo scoperto.

 

TITOLO Five Nights at Freddy’s
REGIA Emma Tammi
ATTORI Josh Hutcherson, Piper Rubio, Matthew Lillard, Mary Stuart Masterson, Elizabeth Lail
USCITA 2 novembre 2023, in anteprima il 31 ottobre
DISTRIBUZIONE Universal Pictures Italia

 

VOTO:

Due stelle

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