Firestarter, recensione: Zac Efron nel b-movie patinato che adatta Stephen King

Firestarter - Ryan Kiera Armstrong
Firestarter - Ryan Kiera Armstrong

La nostra recensione di Firestarter, patinato b-movie che adatta l’omonimo romanzo di Stephen King su una bambina dai poteri pirocinetici, con Zac Efron e prodotto da Blumhouse

Un fantomatico horror che ha poco (o nulla) di orrorifico. Un b-movie con personaggi dai poteri straordinari che mal si incastra nel panorama cinematografico contemporaneo affollato da supereroi di ogni specie. Un claudicante coming of age che non riesce a mettere perfettamente a fuoco (perdonate la freddura) la sua protagonista. Una storia che sa di già visto. Firestarter di Keith Thomas è l’adattamento del romanzo omonimo del maestro del brivido Stephen King, da cui già nel 1984 è stato tratto Fenomeni paranormali incontrollabili con protagonista una giovanissima Drew Barrymore.

Firestarter - Zac Efron
Firestarter – Zac Efron

Un fuoco di paglia

Charlie (Ryan Kiera Armstrong) ha undici anni e delle eccezionali capacità: quando è attraversata da forti emozioni, dalla rabbia alla paura, è in grado di scatenare violente esplosioni e innescare incendi. Le doti della bambina sono diretta conseguenza delle sperimentazioni governative cui sono stati sottoposti in gioventù i suoi genitori, cui è stato iniettato un un farmaco chiamato Lotto Sei che li ha trasformati in superumani. Andy (Zac Efron) riesce a controllare le menti, mentre Vicky (Sydney Lemmon) ha capacità telecinetiche. Da anni la coppia è in fuga da loschi individui intenzionati a mettere le mani su Charlie.

Firestar- Ryan Kiera Armstrong
Firestar- Ryan Kiera Armstrong

Superpoteri: dono o fardello?

Charlie non sa controllare i suoi poteri. Andy usa le sue capacità psichiche nella sua attività di life coach a costo di uno sforzo tremendo che gli fa sanguinare gli occhi e vorrebbe che sua figlia sopprimesse le sue abilità. Vicky, invece, totalmente in grado di gestire il suo dono, ha scelto di non utilizzarlo e vorrebbe che la figlia fosse addestrata al controllo della sua pirocinesi: solo in questo modo la bambina potrebbe decidere se farne uso o meno. Fondamentale in Firestarter è, dunque, il dilemma circa la natura di dono o maledizione che i superpoteri costituiscono. Peccato che una scrittura frettolosa depotenzia totalmente la  riflessione sul tema. Semplice spunto di trama, mai veramente approfondito, resta persino la peculiare situazione di Charlie, la prima bambina nata da genitori potenziati, accolta quasi come un Messia da alcuni e additata come un mostro da altri personaggi. 

Firestar - Ryan Kiera Armstrong e Zac Efron
Firestar – Ryan Kiera Armstrong e Zac Efron

Un b-movie patinato 

Il grande problema di Firestarter è una pigrizia compositiva che lo rende un film fuori tempo massimo, incapace di aggiungere una qualunque suggestione a un discorso sui “supereroi con superproblemi” che spopola ultimamente tra cinema e tv. La narrazione è piuttosto stanca e poco avvincente e i personaggi mancano di profondità. La stessa messa in scena risulta posticcia anche per l’estetica low budget di Blumhouse. Gli effetti speciali sono poco credibili, le interpretazioni degli attori sopra le righe, la regia sconclusionata e poco efficace e la fotografia fin troppo patinata per una pellicola che si professa horror sin dal materiale promozionale ma che non sfiora neanche il perturbante che sgorga dalle pagine di King, E neppure la colonna sonora di un maestro del genere come John Carpenter può salvare un film che si trascina indolente per tutta la sua durata. 

Firestarter. Regia di Keith Thomas. Con Zac Efron, Ryan Kiera Armstrong, Sydney Lemmon, Michael Greyeyes, Kurtwood Smith, Gloria Reuben, Tina Jung, Lanette Ware, Neven Pajkic, Gavin MacIver-Wright, Danny Waugh e Shannon McDonough. Al cinema dal 12 maggio, distribuito da Universal Pictures.

VOTO:

2 stelle

 

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