Fiore gemello, recensione: una poesia d’amore dal gusto amaro

Fiore gemello - Anastasyia Bogach, Kallil Kone

Fiore gemello, il nuovo film di Laura Luchetti, è nelle sale dal 6 giugno. Una storia d’amore che nasce tra le brutture della vita, ma che sa farsi apprezzare grazie alla poesia silenziosa che recita minuto dopo minuto ai suoi spettatori.

La poesia di un amore clandestino 

Anna (interpretata da Anastasiya Bogach) è la figlia di un trafficante di migranti il quale, per una serie di intricate vicende, si ritrova a dover fare un mestiere che non è assolutamente nelle sue corde e che gli costerà caro. Basim (a cui dà voce e corpo Kallil Kone) è un ragazzo scappato dalla Costa d’Avorio in cerca di una speranza per una vita migliore. È a tutti gli effetti un clandestino e si prodiga come può per trovare un lavoro. La vita dei due ragazzi si incrocia ben presto e si trasforma, come un nodo stretto forte tra due corde già sfibrate. Due destini crudeli che sanno farsi compagnia, che nascono separati, ma crescono insieme. Come un “fiore gemello”, uno di quelli che togliendo il compagno cessa di esistere. Così sono Anna e Basim, lei di poche parole, lui di tante accortezze. Innamorati, sfiduciati, incredibilmente piccoli, ma preparati ad una vita che nessuno vorrebbe essere costretto a vivere.

Anastasiya Bogach e Kallil Kone in Fiore gemello
Anastasiya Bogach e Kallil Kone in Fiore gemello

Una Sardegna nuova 

Fiore gemello (qui la nostra video intervista ai protagonisti) non è solo un ritratto poetico dell’amore che può nascere in una vita difficile, ma è anche una fotografia accurata del lato meno noto della Sardegna. La regista Laura Luchetti ha espressamente voluto ridisegnare uno dei tratti meno noti dell’isola italiana: il suo carattere più arido, selvaggio ed inospitale, capace di rendere difficile ogni via di salvezza. Ma al tempo stesso, una Sardegna che sa accogliere, cullare, nascondere i suoi figli, come una grande mamma che accompagna verso la maturità chiunque la scelga per viverci. La si potrebbe quasi definire il terzo ingombrante protagonista della storia che la Luchetti ha voluto raccontare: i paesaggi sardi, le immense saline, le discese verso il mare, i campi aridi ridisegnano un altro racconto, quello di una natura incontaminata ed in grado di sopperire alle mancanze della vita.

Anastasiya Bogach
Anastasiya Bogach

Immigrazione ed immigrati 

Non cercando di dare giudizi di carattere politico al film, la Luchetti riesce a donare uno spaccato di vita vera alla pellicola, raccontando le avventure di un qualunque ragazzo immigrato che è scappato dalla propria terra per cercare serenità altrove. L’intento iniziale è sempre stato quello di seguire le vicende di tutti quei ragazzi che arrivano in Italia e di cui poi spessissimo si perde ogni traccia. Un modo, questo, per ripercorrere un tratto della vita di alcuni di questi giovani che quotidianamente vagano per le nostre strade senza che noi ce ne rendiamo conto. La vita dello stesso Kallil Kone è incredibilmente simile a quella del suo protagonista, Basim: una vita fatta di sofferenze che, seppur in maniera differente, continuano anche a seguito dello sbarco. Laura Luchetti ha mischiato verità e finzione per dare spazio ad una nuova riflessione sul concetto di “immigrazione clandestina”.

Fiore gemello, diretto da Laura Luchetti, con Anastasiya BogachKallil Kone, Aniello Arena, Mauro Addis, Fausto Verginelli, Alessandro Pani e Giorgio Colangeli è nelle sale dal 6 giugno 2019 distribuito da Fandango.

[yasr_overall_rating]

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui