Finale di partita torna al Teatro Tor Bella Monaca con Mauri e Sturno

Glauco Mauri e Roberto Sturno tornano con Finale di partita dopo il successo del 2017: il 15-16 novembre 2019 al Teatro Tor Bella Monaca, con un testo cardine dell’opera di Samuel Beckett.

Dopo il successo dell’anteprima del 2017 Glauco Mauri e Roberto Sturno tornano al Teatro Tor Bella Monaca con Finale di partita (qui la nostra recensione) di Samuel Beckett, testo cardine e paradigmatico del Novecento. Scritto nel 1956, lo spettacolo andò in scena, in francese, in prima mondiale al Royal Court di Londra nell’aprile del 1957 insieme all’atto unico Atto senza parole, e poi, nello stesso mese e con la stessa Compagnia, a Parigi allo Studio des Champs-Élisées. In Italia fu messo in scena per la prima volta l’anno successivo da Andrea Camilleri.

“Nella vita della nostra Compagnia Samuel Beckett è stato un amato compagno di viaggio –
sottolinea Glauco Mauri – In diverse stagioni teatrali abbiamo interpretato, oltre a un
beckettiano Don Giovanni di Molière, dieci suoi atti unici, anche tra i meno noti. Non abbiamo, per varie difficoltà, mai potuto affrontare Aspettando Godot, ma anni fa con Roberto Sturno decidemmo di portare sulla scena Finale di partita. Abbiamo cominciato a provare con grande entusiasmo… ma poi ci siamo arresi. Ci siamo sentiti immaturi e forse non pronti per affrontare un così poetico, tragico e farsesco aspetto della vita. La tragedia del vivere che diventa farsa – la farsa del vivere che diventa tragedia. Dopo Finale di partita, Beckett ha creato i suoi due ultimi capolavori: L’ultimo nastro di Krapp e Giorni felici dove la disperazione dei due personaggi si vela di una poetica, pudica tenerezza. Quanta umanità. Per me Beckett è questo. Quando nel 1961 interpretai per la prima volta in Italia L’ultimo nastro di Krapp e Atto senza parole alcuni critici mi rimproverarono di aver reso poco beckettiani i due personaggi togliendogli quel tocco di meccanico e geometrico che, secondo loro, era un segno indispensabile del ‘teatro dell’assurdo’ di Beckett. Ma io ho sempre considerato Beckett non uno scrittore del teatro dell’assurdo ma un grande poeta della difficoltà del vivere dell’uomo”.

Glauco Mauri e Roberto Sturno tornano con Finale di partita dopo il successo del 2017
Glauco Mauri e Roberto Sturno tornano con Finale di partita dopo il successo del 2017 ©foto Manuela Giusto

Finale di partita, si svolge in una stanza-rifugio post-atomico, nuda, senza mobili, dove la
luce penetra grigiastra, dove, come in una pseudopartita a scacchi, si muovono i suoi
personaggi: Hamm, cieco e su una sedia a rotelle, i suoi genitori Nagg e Nell, senza gambe e chiusi in due contenitori per la spazzatura, e il suo servitore Clov, che non può sedersi mai. Hamm e Clov per sopravvivere hanno bisogno l’uno dell’altro: solo Clov può dar da mangiare ad Ham, e solo Ham possiede le chiavi della dispensa. Come in molti suoi lavori Beckett, Premio Nobel per la Letteratura del 1969, in Finale di partita parla della condizione umana segnata dalla sofferenza e dall’assurdità dell’essere, dei limiti e delle possibilità della libertà individuale, della solitudine di ciascuno di fronte al mondo: un teatro di personaggi, che si fissano nella memoria, vivi e palpitanti.

Finale di partita va in scena venerdì 15 e sabato 16 alle ore 21; domenica 17 ore 17.30 al Teatro Tor Bella Monaca.

regia Andrea Baracco
con Glauco Mauri e Roberto Sturno
e con Marcella Favilla e Marco Blanchi
scene e costumi Marta Crisolini Malatesta
musiche Giacomo Vezzani
Compagnia Mauri Sturno

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