Fabrizio Moro, recensione dell’emozionante tappa fiorentina del suo Figli di nessuno tour

abrizio Moro tuscany hall

Fabrizio Moro emoziona durante la tappa al Tuscany Hall di Firenze del suo Figli di nessuno Tour. Una scaletta molto ampia e variegata con quasi tutti i brani dell’ultimo disco presenti e alcune chicche degli esordi in versione acustica.

Fabrizio Moro fa tappa al Tuscany Hall di Firenze per una data del suo Figli di nessuno Tour che ha già avuto una folta presenza di pubblico grazie ai live nei palasport e anche ieri sera ha registrato il sold out seppur nella più piccola cornice del teatro toscano. Una scaletta molto ampia di ben 29 canzoni che non ha scontentato nessuno. Il cantautore romano ha alternato i brani dell’ultimo ispirato disco che dal vivo hanno reso ancora meglio rispetto alla versione in studio ai pezzi più famosi del suo repertorio fino ad alcune chicche degli esordi nella mezz’ora in versione acustica in cui si è esibito con l’ausilio del pianista e del saxofonista dotato di un fiato ben allenato e di un grande talento, oltre ad avere avuto il merito di aver impreziosito i già notevoli arrangiamenti delle canzoni di Fabrizio.

Rispetto al tour della scorsa estate si è trattato di un concerto più intimo e meno rock con la profondità dei testi che è potuta emergere meglio. Da sottolineare che Fabrizio si è presentato sul palco provato dall’influenza ma è riuscito comunque a dare tutto sul palco trasmettendo la solita consueta energia che caratterizza le sue esibizioni. Le chicche accennate sopra sono in particolare 21 anni e Sangue delle vene, brani conosciuti dai fan di Fabrizio Moro prima della sua affermazione come giudice di Amici e la sua nuova consacrazione con gli ultimi due Sanremo, prima da solista e poi con l’amico Ermal Meta.

Fabrizio Moro tuscany hall 2
Fabrizio Moro – Tuscany hall

Molte riflessioni sull’esistenza con uno sguardo autobiografico e retrospettivo a un’adolescenza difficile che grazie alla musica è stata superata. Molto romanticismo e introspezione con toccanti dediche d’amore sia alla persona amata che ai figli Libero e Anita, come per esempio in Giocattoli, pezzo commovente sul valore pedagogico e affettivo dei giocattoli visti da un adulto che rimpiange di essere cresciuto e Filo d’erba in cui chiede perdono al figlio di essere stato spesso assente per motivi lavorativi e di non essere riuscito a mantenere la relazione con sua madre perché l’amore e il sentimento nei suoi confronti si è affievolito. L’impianto scenografico è stato minimo e non degno di nota, se non per quanto riguardo Pensa, Non mi sta bene e Non mi avete fatto niente che hanno avuto invece proiettate immagini incisive ed esplicative dei rispettivi brani.

In conclusione Fabrizio Moro dal vivo riesce ad emozionare come pochi ed è riuscito con questo ultimo disco a raggiungere una piena maturazione artistica che lo pone come uno dei principali cantautori del nostro paese. Se volete farvi un regalo, non vi resta che acquistare un biglietto e assistere a un suo concerto.

Fabrizio Moro durante Pace, canzone finale del concerto
Fabrizio Moro durante Pace, canzone finale del concerto

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