La nostra recensione di Eenie Meanie, godibile e trascinante heist comedy con qualche spruzzata thriller diretta dall’esordiente Shawn Simmons con la deliziosa Samara Weaving e Andy Garcia: nulla di memorabile, ma per divertirsi ce n’è d’avanzo
Dall’essere una scream queen al diventare un’eroina action il film è breve, ed Eenie Meanie ci dimostra come Samara Weaving (Finché morte non ci separi, Scream VI) resti un’attrice da tenere d’occhio e sottoutilizzata. L’australiana riesce persino nell’impresa di mettere in secondo piano un istrionico Andy Garcia, qui villain che sembra uscito dritto dritto dagli anni ’90, e si carica totalmente sulle spalle questa heist comedy ibridata con l’action thriller. Un film godibile e trascinante, almeno fino allo strappo netto del pre-finale, che però conclude la propria corsa sui titoli di coda senza trovare mai un guizzo memorabile, restando quindi nei territori medi del cinema di genere.

Una corsa esplosiva
Edie (Samara Weaving) è un’autista esperta nella fuga sin da quando era adolescente, una vera leggenda capace di seminare chiunque e di trasformare ogni inseguimento in un capolavoro di velocità e istinto. Quel talento, però, appartiene al suo losco passato che purtroppo torna a bussare alla sua porta anni dopo. Nonostante abbia chiuso con quel mondo e cerchi di vivere una vita normale, lontana dai motori e dalle ombre della criminalità, la ragazza viene contatta dal suo ex datore di lavoro, Nico (Andy Garcia), che le chiede di rimettersi al volante per un’ultima corsa in cambio della vita del suo ex fidanzato John (Karl Glusman), tanto carismatico quanto inaffidabile.

Divertissement puro
Che Eenie Meanie prenda il proprio nome dalla leggera storpiatura del titolo di una nota filastrocca (l’equivalente anglofono del nostro “Ambarabà ciccì coccò”), dovrebbe probabilmente già farci intuire che l’esordio di Shawn Simmons viaggia nei territori spensierati e cristallini della commedia, seppur contaminata dall’heist movie, dagli stilemi dei film d’inseguimento e da una nota thriller nel finale. Per gran parte dei suoi 100 minuti, infatti, non è altro che una violenta e al contempo esilarante costola di quei film tipici degli anni ’90 che volevano o scimmiottare o sinceramente omaggiare (o magari entrambe le cose) il cinema di Tarantino.
Simmons mantiene l’azione sempre al centro e la storia in continuo movimento, anche quando non tutti i pezzi combaciano oppure quando l’intreccio si fa un po’ troppo derivativo. Dopodiché, con perizia anche più che discreta, si diletta in quello che forse gli interessa davvero e cioè gli inseguimenti ipercinetici e il più possibile autentici di macchine d’epoca in cui sentiamo davvero lo sfrigolio dei pneumatici sull’asfalto, le lamiere che si divelgono, il rombo del motore. Eenie Meanie trova quindi il proprio senso e il proprio baricentro nella sua muscolarità ma non solo, perché la performance magnetica di Samara Weaving gli dona allo stesso tempo una sensualità e una vulnerabilità inattese.
Siamo di fronte quindi a un divertissement purissimo e consapevole di esserlo, il cui scarto quasi feroce nel terzo atto però rischia quasi di compromettere il lavoro fatto fino a quel momento con un tono più serioso e cupo che non sembra appartenergli affatto. Fortunatamente i dialoghi del film, casualmente pieni di insulti, mantengono la storia ancorata a un ambiente criminale abbastanza credibile.

L’importanza del cast
Oltre però alla Weaving e a un Andy Garcia istrionico e divertito, che però recita un po’ troppo col pilota automatico attivato, sono Marshawn Lynch, Karl Glusman e Steve Zahn le altre pedine vincenti del gioco di Simmons. La star della NFL in pensione cresciuta a Oakland, in particolare, conferisce grande carisma al suo ruolo di rivale di Edie nella fuga in auto, mentre Glusman è perfetto nel ruolo del fidanzato svampito e inaffidabile che sembra appena arrivato da un altro pianeta nonostante abbia appena combinato l’ennesimo gran casino. Zahn dona invece abbastanza sincerità al suo ruolo di padre criminale redento, regalandoci peraltro uno dei pochi momenti intimi ed emotivi del film.
A fare da corollario a questa festa selvaggia e sbrindellata ci pensano una colonna sonora che celebra e omaggia anche gli anni ’90 e i primi anni 2000 e un montaggio frenetico che, dal secondo atto in poi, allarga il campo action e fa entrare un po’ di sano politicamente scorretto all’interno dell’inquadratura, nonostante un paio di battute siano al limite del razzismo più che della sua scimmiottatura. Tolti quindi un pre-finale completamente fuori fuoco e fuori contesto e qualche linea dialogica non proprio riuscitissima Eenie Meanie procede spedito al traguardo come la sua protagonista, lontano dalla memorabilità ma abbastanza divertente da valere una corsa.
| TITOLO | Eenie Meanie |
| REGIA | Shawn Simmons |
| ATTORI | Samara Weaving, Karl Glusman, Andy Garcia, Jermaine Fowler, Marshawn Lynch, Randall Park, Steve Zahn, Mike O’Malley, Chris Bauer |
| USCITA | 22 agosto 2025 |
| DISTRIBUZIONE | Walt Disney Italia |
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