È cosa buona e giusta, recensione: La Ginestra fa largo ai giovani

È cosa buona e giusta è la nuova commedia di Michele La Ginestra: il comico romano, con delicatezza e garbo, diverte il suo pubblico e condivide alcuni ricordi intimi avvalendosi del prezioso aiuto di 4 ragazzi del laboratorio del Teatro 7 e 27 allievi dell’Accademia del Sistina.

Metti un pomeriggio all’oratorio

Michele La Ginestra interpreta se stesso nel nuovo spettacolo È cosa buona e giusta. La storia è ambientata in un oratorio, visto come ruolo di aggregazione nel quale far emergere amicizie ma soprattutto i propri desideri e i sogni da avverare nella propria vita. La Ginestra porta la sua testimonianza ai ragazzi, raccontando così degli studi in giurisprudenza fatti più per i genitori che non per se stesso, nonché della volontà di fare l’attore e tutta la gavetta che lo ha condotto sul palco. Tra flashback e divertenti sketch, avvelendosi della presenza di Andrea Perozzi nel ruolo del parroco, La Ginestra intraprende un percorso destinato ad ispirare i più giovani, con un’unica morale di fondo: sorridere sempre di fronte alle sfide di ogni giorno.

Una comicità delicata

Parlando di sogni, aspettative e progresso è impossibile non essere nostalgici. La Ginestra ricorda i tempi in cui si giocava in strada e si gridava ‘macchina’ quando passava un mezzo motorizzato, delle feste tra adolescenti anni ’70-’80 – ben diverse dagli incontri tra le comitive di oggi, dominati da smartphone e social – e di oggetti cult come il motorino califfone. Le parole sono accompagnate dalla musica: Baciami Piccina, How deep is your love, Il gatto e la volpe, Penso positivo e Via sono solo alcune delle canzoni che vengono interpretate dal gruppo di attori, offrendo un piacevolissimo diversivo alla narrazione. Il tutto converte in un invito mai celato: essere curiosi, divertirsi senza lasciarsi abbattere e senza sprecare tempo.

È cosa buona e giusta: il nuovo spettacolo di Michela La Ginestra al teatro Sistina di Roma

Largo ai giovani

La Ginestra offre una bella vetrina a 4 ragazzi del laboratorio del Teatro 7 (Ilaria Nestovito, Alessandro La Ginestra, Andrea Palma, Alessandro Buccarella) e a 27 allievi dell’Accademia del Sistina. Quest’ultima è la scuola di formazione diretta da Massimo Romeo Piparo (già direttore artistico del teatro Sistina di Roma) ed è dedicata a tutti i ragazzi di età compresa tra gli 8 e i 16 anni che desiderano imparare l’arte del musical. È anche per questo che sul palco riescono ad alternarsi momenti di ballo, di canto e di recitazione di ottima qualità. L’interazione sembra studiata nel dettaglio e i ragazzi regalano un’allegria e un entusiasmo capaci di catturare l’attenzione del pubblico dalla prima all’ultima poltrona.

Qualche difetto ma intrattenimento di qualità

Se vi si vuole trovare un difetto, va notato che in È cosa buona e giusta l’impianto narrativo non è sempre così scorrevole. Alcuni passaggi sono più macchinosi di altri, volti ad arrivare ad alcune tematiche più per onorare una scaletta che non per logica. Ciò non impedisce in ogni caso allo spettacolo di essere brillante e assolutamente consigliato. Si tratta di un intrattenimento di qualità che affronta tematiche serie come quelle della famiglia (La Ginestra regala al pubblico un ricordo commovente come quello dell’ultimo sorriso di suo padre fatto prima di morire), del bullismo, del seguire i propri sogni, del godersi la bellezza con tutti e 5 i sensi senza farsi tentare da scorciatoie e compromessi. Le risate arrivano e lo fanno in modo garbato e sensibile, due doti che vanno sicuramente apprezzate e premiate.

È cosa buona e giusta, con la regia di Andrea Palotto, va in scena al teatro Sistina di Roma dal 4 al 20 maggio 2018.

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