La nostra recensione di Drive-Away Dolls, il nuovo film di Ethan Coen (senza il fratello Joel) con Margaret Qualley, Geraldine Viswanathan e i camei di Pedro Pascal e Matt Damon: nuovamente un racconto pulp e scorretto sull’ipocrisia americana, ma più erotico e superficiale
Non li vediamo più assieme dai tempi dello struggente La ballata di Buster Scruggs, ma se Joel ci aveva provato in solitaria con il suo Macbeth ora è il turno di Ethan Coen on questo Drive-Away Dolls. Il minore dei fratelli Coen esordisce quindi nel lungometraggio in solitaria (almeno in quello non documentaristico) con un’opera in linea con lo stile del duo, meno violento in senso grafico rispetto al passato ma più sboccato nella rappresentazione del sesso e dell’omosessualità femminile, e dichiaratamente ancora più politico. Certo, resta una patina di superficialità un po’ troppo invadente.

On the road to Florida
Filadelfia, 1999. Jamie (Margaret Qualley), uno spirito libero e disinibito si lamenta dell’ennesima rottura con la propria ragazza Sukie (Beanie Feldstein), mentre la sua pudica amica Marian (Geraldine Viswanathan)ha un disperato bisogno di rilassarsi. Alla ricerca di un nuovo inizio, le due intraprendono un viaggio verso Tallahassee, in Florida, ma le cose vanno presto male quando incontrano un gruppo di criminali lungo la strada alla ricerca di una strana valigetta che le due ragazze trasportano inconsapevolmente con sé, e il cui contenuto è davvero scottante.

Un divertissement purissimo
Oggi anche i blockbuster o i film “per le masse” tendono a prendersi sempre molto sul serio, a volte con ragione e a altre volte no, e ad essere sempre più fluviali, espansivi, stratificati. Rappresenta quindi una boccata d’aria fresca, anzi freschissima, un lavoro come Drive-Away Dolls, non solo nella sua estrema semplicità diegetica (due ragazze con una valigetta in fuga, ma che non sanno di esserlo, e una banda di criminali che le insegue) ma anche nella durata contenutissima e nella linearità. In fondo Ethan Coen voleva girare un buddy movie al femminile che si contamina con il più classico dei road movie, ma anche mostrare un po’ il dito medio ad una certa America puritana.
Sì, siamo nel 1999 e non nel 2024, ma è innegabile come Coen parli del presente mostrandoci il passato, con l’accortezza però di essere politico senza essere dogmatico e senza ricorrere all’esposizione a tesi. Perché in Drive-Away Dolls si mescolano le pulsioni amorose e sessuali della comunità LGBT ad un femminismo che è latente, mai troppo esplicito e non dichiarato ma che è sempre presente e che regala anche qualche stoccata contro le ossessioni da patriarcato. In fondo l’America che racconta è quella del salto tra Clinton e Bush Jr., un’America prima dell11 settembre e quindi ancora, ci si passi il termine, vergine. Il tutto divertendosi un mondo, ça va sans dire.

Ma anche superficiale, casinista e un po’ intimo
Di certo è inutile aspettarsi una qualche forma di profondità tematica dal Drive-Away Dolls di Ethan Coen, ma non certo perché il regista minnesotiano sia stupido. È solo che non gli va di scavare più di tanto, rifugiandosi piuttosto in un paio di soluzioni visive e narrative interessanti. Lo stesso contenuto della valigetta d’altronde è una dichiarazione d’intenti cazzona (in tutti i sensi), il linguaggio è sboccato come dovrebbe essere, la messa in scena casinista e caotica con un montaggio alternato che ci svela un po’ del passato di Marian e della scoperta della propria omosessualità.
Ecco, in quei brevi flashback si ha la sensazione che si annidi il cuore emotivo e forse anche tematico di questa opera prima. Un semplice buco nello steccato da cui un occhio osserva per la prima volta la nudità, assapora per la prima volta il desiderio, fa i conti con la consapevolezza di sé. Un foro da cui osservare tutte le ipocrisie della società americana, ma non solo di quella, raccontandole e distruggendole in maniera dissacratoria, spietata, senza filtri. Poi, certo, Coen pecca un po’ troppo di superficialità e l’intento satirico si perde nel grottesco, ma Drive-Away Dolls ha abbastanza grazia da arrivare alla linea del traguardo senza troppi scossoni e con una certa fluidità.
Non sarà moltissimo, ma per meno di 90 minuti rimane comunque un’esperienza dannatamente divertente mentre Margaret Qualley e Geraldine Viswanathan hanno chimica da vendere.
| TITOLO | Drive-Away Dolls |
| REGIA | Ethan Coen |
| ATTORI | Margaret Qualley, Beanie Feldstein, Geraldine Viswanathan, Pedro Pascal, Matt Damon, Colman Domingo, Bill Camp |
| USCITA | 7 marzo 2024 |
| DISTRIBUZIONE | Universal Pictures Italia |
Tre stelle

























