Divorzio alla romana, recensione: fantasioso triangolo lui-lei-l’altro

Divorzio alla romana, recensione

Divorzio alla romana è una commedia divertente e frizzante, che rivede il classico triangolo lui-lei-l’altro: e se l’amante fosse solo frutto della fantasia? Quando si è abbastanza vecchi per accontentarsi di ciò che si ha e rinunciare all’amore?

Moglie, marito, amante… e psicofarmaci

Nella commedia ideata da Stefano Reali, Monica (Gabriella Silvestri) è una donna di mezza età che non ha mai superato la morte del padre. Suo marito Mauro (Massimo Giuliani) è attento a farle prendere tutti gli psicofarmaci prescritti dal dott. Acerra (Renato Giordano, che ricopre con successo anche il ruolo di regista) ma non lo è altrettanto sotto il profilo affettivo. Quando un giorno il focoso Fabio (Fabio Avaro) entra in casa con la scusa di leggere il contatore del gas, la loro routine cambia per sempre. Monica e Fabio si buttano in una relazione extraconiugale ma Mauro non ci crede perché pensa che quell’amante esista solamente nella fantasia di sua moglie. Chi avrà ragione? E perché si stanno verificando tutti quei fatti così bizzarri?

Una donna che rifiorisce

Il personaggio di Monica e quello che più si evolve nel corso di Divorzio alla romana. Se all’inizio è depressa, assume quantità industriali di medicine e trascorre le giornate a oziare sul divano col pigiamone, alla fine ritorna la donna forte, risoluta e sicura di sé che probabilmente è sempre stata. Intorno a lei ci sono degli uomini troppo concentrati su se stessi e sui propri interessi per accorgersi delle sue necessità più profonde. Monica però imparerà che nessuno può prendersi gioco di lei e soprattutto che bisogna sempre reclamare il proprio diritto ad essere felici. A qualunque età e in qualsiasi circostanza.

Divorzio alla romana: locandina della commedia con Massimo Giuliani, Gabriella Silvestri e Fabio Avaro
Locandina della commedia con Massimo Giuliani, Gabriella Silvestri e Fabio Avaro

Il cast

Il trio di protagonisti riesce a mettere in scena la commedia creando una piacevolissima sinergia. Certamente gli attori possono contare su una lunga esperienza di palcoscenico e su una solarità innata, completata da quel tocco di romanità che è parte integrante della storia. Le dinamiche che vengono a crearsi lasciano aperte diverse strade e lo spettatore riceverà ogni risposta solamente nelle battute finali. Il colpo di scena arriva puntuale, mettendo a posto ogni tassello e regalando le ultime genuine risate. Da apprezzare anche le incursioni di Renato Giordano e Alessandra Palazzoli – quest’ultima nel ruolo dell’anziana ma premurosa dirimpettaia Elide – a “completare il cerchio”.

Tango come filo conduttore

A legare le varie fasi di Divorzio alla romana, musicalmente parlando, c’è il tango. La scelta ovviamente non è stata casuale: il ballo richiama gelosia, passione, istinto, sensualità. Tutti questi sentimenti così coinvolgenti non vanno interpretati solamente come il desiderio che lega due coniugi o due amanti. Piuttosto, è lo spirito col quale ci si deve approcciare alla vita sia durante la giovinezza che durante la maturità. Il personaggio di Monica impara a farlo ed è per questo che, alla fine, decide semplicemente di ‘buttarsi’. Ad ogni personaggio spetterà una personalissima interpretazione del classico ‘e vissero felici e contenti’, ma nessuno di questi potrà dirsi banale né prevedibile.

Divorzio alla romana apre la stagione 2018/2019 del Teatro Manzoni e va in scena dal 4 al 28 ottobre.

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