Diva!: recensione del docu-film su Valentina Cortese con 8 grandi attrici

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Diva! è il film diretto da Francesco Patierno che rievoca l’icona cinematografica del secondo dopoguerra: Valentina Cortese. Presentato alla 74ª edizione del Festival del Cinema di Venezia, il film è tratto dall’autobiografia dell’attrice Quanti sono i domani passati ed è al cinema dal 7 giugno.

Docu-film

Diva! ha insite tutte le componenti che fanno di un prodotto cinematografico un docufilm. Un soggetto tratto da un libro autobiografico e una costruzione narrativa stabilita sull’alternanza di immagini di repertorio e sequenze originali. Patierno approccia alla personalità non solo artistica di Valentina Cortese attraverso una costruzione speculare portata avanti dalla bravura delle otto attrici impiegate sulla linea dell’onniscienza secondo la quale tutte le Valentina Cortese sono allo stesso tempo protagoniste uniche e narratrici della propria vita. Per un’icona da celebrare altrettanta bravura si ricerca nelle interpreti così che Patierno si affida alle diverse sfumature cromatiche attoriali di Barbora Bobuľová, Anita Caprioli, Carolina Crescentini, Silvia D’Amico, Isabella Ferrari, Anna Foglietta, Carlotta Natoli e Greta Scarano. 

Una vita allo specchio

Ogni attrice chiamata ad interpretare Valentina Cortese si cimenta in un monologo estrapolato dalla biografia Quanti sono i domani passati, innescando un gioco per cui l’essere attrice di Valentina Cortese viene “portato in scena” da altre attrici. C’è poco da interpretare in effetti, se si guarda esclusivamente al piano della narrazione, ma c’è molto lavoro da fare, tecnicamente, sul conferimento di una sostanza a ciò che sono le parole, quindi la forma di quanto viene pronunciato dalle attrici. Alternate a questi monologhi vi sono scene di repertorio della vita di Valentina e della sua immensa carriera cinematografica, per cui non poteva essere trascurato il sodalizio nato con il regista Francois Truffaut.

Effetto Truffaut

L’inizio del documentario è affidato al film, probabilmente, più indicativo per ciò che riguarda il talento frenetico mediante il quale Valentina Cortese riusciva ad approcciare i personaggi in maniera rapida, efficiente e teatralmente efficace: Effetto notte. Grazie a questo contributo lo spettatore riesce a comprendere come il destino di un attore, in particolare di Valentina Cortese, innamorata dell’essere attore, spossi letteralmente gli equilibri di una vita privata e priva di appoggi di figure di riferimento come possono essere, per un giovane che si scopre un talentuoso artista, quelle dei genitori.

Amore a teatro

Non solo cinema e televisione. Il percorso artistico di Valentina Cortese è caratterizzato anche da un’importante parentesi nell’ambito del teatro di prosa. Il documentario insiste molto sulla conoscenza con Giorgio Strehler e sull’interpretazione del personaggio pirandelliano di Ilse, nell’opera I giganti della montagna. Unico personaggio maschile presente nel documentario, la figura del regista triestino viene adoperata per descrivere l’amore tra lui e l’attrice. La declamazione di una lettera scritta da Giorgio in cui veniva evidenziato come, per poter procedere nella relazione, fosse il caso di stabilire e mantenere i giusti compromessi procedendo sull’onda di un equilibrio perennemente in bilico ma resistente alle intemperie emozionali.

Diva! è il film diretto da Francesco Patierno sulla figura di Valentina Cortese tratto dall’autobiografia dell’attrice Quanti sono i domani passati. Nelle sale dal 7 giugno il film è distribuito da Officine UBU.

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