I Dellai a Sanremo tra le Nuove Proposte: «Raccontiamo il disagio ma con leggerezza»

Dellai

I Dellai debuttano al Festival di Sanremo 2021 tra le Nuove Proposte con Io sono Luca e sono il primo caso di gemelli in gara alla kermesse: nell’incontro stampa al quale abbiamo partecipato ci hanno raccontato la genesi del brano, il loro legame e molto altro

I Dellai debuttano al Festival di Sanremo 2021 tra le Nuove Proposte con Io sono Luca. Prima positivi e poi negativi al tampone molecolare, i gemelli romagnoli ci raccontano la loro paura in apertura dell’incontro stampa al quale abbiamo partecipato: «Ci tremavano un pò le gambe, non sapevamo dove sbattere la testa, dopo è stato un immenso sospiro di sollievo ed eravamo contentissimi di poter ufficialmente partire per Sanremo. A causa del Covid se ne è andato nostro nonno ed è giusto dedicare questa nostra partecipazione al Festival».

Presente in conferenza anche la Luca Red Crew, factory che coordina un pull di giovani professionisti, che individua gli artisti più meritevoli e riesce a proporli con un progetto ben delineato: «Sui giovani bisogna lavorare molto di più e portarli a farli conoscere, non hanno le opportunità dei big, hanno molto da dire e voglio che per loro parli la loro musica, a partire da domani sera. I Dellai hanno una stella sulla testa, sono protetti dal nonno che non c’è più, appaiono come dei predestinati»

Federico Mecozzi, polistrumentista al fianco di Ludovico Einaudi, dirigerà l’orchestra domani sera: «Mi sono trovato benissimo a lavorare con loro, sono grato di quest’incontro artistico e umano, è un brano che si presenta estremamente allegro e ne abbiamo bisogno, mi sono divertito ad arricchirlo con l’orchestrazione, vedo in questi ragazzi molto entusiasmo».

Io sono Luca parla di disagio ma con leggerezza e trova nell’amicizia una via d’uscita: «La canzone gira intorno a questo disagio profondo che prova Luca in tutti i momenti, si sente fuori posto all’università, non riesce ad amare ma con gli amici sta bene, ha trovato un posto in cui sentirci a suo agio. Può essere un appiglio per riprendersi dal periodo. Domina l’immagine del castello di carte, per spiccare il volo serve cadere più volte. Durante il periodo di pandemia a Roma l’unico aereo che passava era quello delle medicine, da lì è nato il testo. Speriamo sia il Sanremo della rinascita, magari è solo la maledizione di Bugo».

Il primo caso di gemelli in gara al Festival, l’allegria e la semplicità è la chiave della loro musica e del loro modo di essere: «Ci sono piccoli litigi tra di noi ma si fermano subito, si risolvono entro un certo limite. Essere gemelli ci aiutato a migliorarci, c’è competizione perché scriviamo singolarmente. Puntiamo sull’allegria e sull’essere semplici, la nostra prima esibizione ad Area Sanremo era molto giocosa. Porteremo qualcosa di divertente dal punto di vista coreografico. Dopo la prima prova a un certo punto si è fermata l’orchestra e mi è partito un: “Che succede?” immediato perché l’episodio mi ha ricordato Bugo e Morgan».

Nel testo sono citati Battisti e Dalla: «Siamo cresciuti con la cassetta di Attenti al lupo. Lucio l’abbiamo recuperato di recente grazie a un giradischi regalato da nostra mamma». Abbiamo messo le ali a questo senso di inadeguatezza: «Mi ricordo una chiacchierata con mia mamma, quando esco ho paura. è normale a 24 anni, mi ripeto che tutti abbiamo passato, un rimedio non c’è. Dopo un pò passa da solo e non ci pensi più. Prima di andare sul palco a dicembre ero molto più agitato di oggi e forse mi sto dicendo che l’ansia è passeggera, una tachipirina non c’è. Ognuno deve fare le proprie esperienze».

 

 

 

 

 

 

 

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