David Byrne: la recensione del nuovo album American Utopia

David Byrne

Dopo anni di silenzio, torna David Byrne: l’ex leader del Talking Heads ha pubblicato il nuovo album d’inediti American Utopia.

Sono passati quattordici anni dall’ultimo album solista (Grown Backwards), ma David Byrne non è cambiato affatto: le dieci tracce del nuovo lavoro, American Utopia, dipingono in tante istantanee il mondo artistico ed emotivo che vive all’interno dello stesso autore, raccontando umori, vizi, problemi e momenti sorprendenti degli Stati Uniti di oggi. Prodotto con diversi collaboratori, tra cui Brian Eno, l’album spazia senza affanni tra pop raffinatissimo, new wave, suggestioni esotiche e qualche spruzzata rock qua e là, tutto sotto una chiave di elettronica colta in cui lo zampino di Eno è fin troppo evidente.

“Never for money, always for love”

Una delle caratteristiche chiave del percorso artistico di Byrne è sempre stata l’autenticità: l’artista statunitense non ha mai seguito un’onda precisa, preferendo non adagiarsi al mondo esterno, ma realizzando esclusivamente l’idea musicale in quel momento più vicina al suo io. L’ultimo lavoro non tralascia mai questa concezione, a partire dal singolo d’apertura I Dance Like This, che parte candidamente con piano e voce per mutare ad un’elettronica violenta, in cui non è impossibile riconoscere i Depeche Mode di metà anni ’80; Gasoline And Dirty Sheets è il classico brano imperdibile dal vivo, dove l’elettronica incontra il funk e la world music. Funky, gospel e musica esotica rivivono anche nel brano successivo, Everyday Is A Miracle, dove l’artista ci invita a guardare la vita dagli occhi di un pollo, con frasi spiazzanti come “and God is a very old rooster, and eggs are like Jesus, his son“.

David Byrne - live
David Byrne in concerto

Un ritorno gradito

Everybody’s Coming To My Houseprimo singolo estratto, è forse il momento migliore dell’album, e il contatto più diretto con l’eredità dei Talking Heads: a partire dall’attacco vocale (dove troviamo un cantato dritto e duro), fino alla bella commistione tra i suoni esotici e l’elettronica, dove riusciamo a sentire addirittura un assolo di chitarra. Here, brano di chiusura, sembra essere il bilancio finale dell’album, giocato tra tastiere e percussioni. American Utopia segna il ritorno di uno degli artisti più iconici e geniali degli ultimi quarant’anni: sebbene l’album corra il rischio di sovraesporsi diverse volte a sonorità forzate, il risultato non può che far felici gli appassionati di tutto il mondo e forse, influenzare nuove generazioni di ascoltatori e musicisti.

American Utopia, nuovo album di David Byrne, è uscito il 9 marzo per l’etichetta Nonesuch Records.

Voto

 

 

 

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