Dalila Spagnolo ci racconta il nuovo singolo Forse e il tour primaverile

Dalila Spagnolo
Dalila Spagnolo

Ecco la nostra intervista a Dalila Spagnolo che ci parla del nuovo singolo Forse, del videoclip annesso e del tour che partirà a maggio

Ciao Dalila e complimenti davvero per il brano. Cosa ti ha spinto a scrivere Forse?

Ciao! Effettivamente quando un artista compone avverte una spinta viscerale che non è altro che il bisogno di tradurre il proprio vissuto in qualcosa che esiste, in qualcosa di materiale, di visibile o udibile. Quindi sì, qualcosa di molto potente mi ha spinto a scrivere questo brano. “Forse” è un rischio che mi sono voluta prendere. L’ho scritto pensando di parlare di autosabotaggio, di dipendenza affettiva, di affossamento e poi di risoluzione. Questi sono temi difficili, che non vanno troppo di moda, possono appesantire, ma per quanto mi riguarda vogliono invitare a riflettere. Oggi la musica serve a riflettere? Lo credo ben poco. Per la maggior parte dei casi serve a far ballare e cantare a squarciagola e ad alleggerirci ed io questo lo rispetto. Ma anche per questa volta, come tutte le altre mie volte, ho voluto dar voce agli inquieti ed offrire un’opportunità per risollevarsi, a partire dalla consapevolezza che qualsiasi emozione si stia vivendo non si è davvero soli.

Il videoclip dimostra pure ottime qualità da ballerina, la coreografia mi ha ricordato l’esibizione di Diodato in Fai rumore all’Eurovision di quest’anno. Chi ha realizzato il video e aneddoti sulle riprese?

Da piccola ancora prima di avvicinarmi al canto, mi chiudevo nel salone di casa dei miei nonni e ballavo tanto. Credo che le mie doti di “ballerina” si siano fermate lì. A parte gli scherzi, i danzatori che vedete nel video di “Forse”, loro sì che hanno talento, hanno saputo valorizzare al massimo quella che già di partenza era un’idea molto intensa e profonda. In particolare questo è dovuto a Francesco Basi, che ha diretto i movimenti dei performers e ancor prima a Gabriele Marinò che ha scritto e diretto il videoclip traducendo il mio intento di avvicinarmi il più possibile alle persone in un prodotto che non è fine a se stesso, ma diventa esperienza per l’ascoltatore. Insomma, un super  team di lavoro.

Rispetto all’Ep Fragile che percorso si apre con questo nuovo brano?

Già con “Alberi d’eterno”, il singolo precedente a “Forse”, si è aperta una strada nuova. Non si differenzia solo per il sound, ma il discorso sul potenziale delle fragilità, che è il fulcro di “Fragile”, viene portato ad un livello successivo. La consapevolezza fa un passo avanti creandosi intorno lo spazio per domande nuove, questioni a volte inquiete, altre volte esistenziali, ma pur sempre rivolte alla risoluzione e all’evoluzione del sé. Nel nuovo disco ci sarà occasione di intraprendere diversi viaggi interiori. Non vedo l’ora di pubblicarlo.

Hai presentato il brano in un evento a Lecce, che feedback hai avuto dalla serata?

Sorprendente. Non pubblicavo un singolo da 10 mesi e avevo forte desiderio di uscire con un brano nuovo, ma l’idea di pubblicare un nuovo videoclip avvalendomi delle strategie social, che seppur valide, sono comunque meramente virtuali, non mi gratificava. Volevo incontrare le persone, ma allo stesso tempo non mi visualizzavo dalla parte del palco. Poi, insieme a Gabriele Marinò e a Francesco Biasi, abbiamo capito che i protagonisti sarebbero stati le persone, e che li avremmo attirati con una mostra di corpi viventi, corpi neri che richiamano quello del videoclip. I feedback ricevuti sono stati meravigliosi. Il mio ruolo, quella sera, era di facilitatore, difatti accompagnavo le persone nelle varie esperienze. Mi aspettavo di riscontrare maggiori disagi perché ho chiesto alle persone di sfidarsi, di guardarsi negli occhi tra sconosciuti, di relazionarsi, di parlarsi. Invece, mi ha sorpreso osservare la gente uscir fuori dal proprio guscio. La maggior parte delle persone aveva voglia di incontrarsi, alcuni iniziavano a dialogare all’interno dell’esperienza e continuavano fuori, uscivano da lì sorridendo, con sguardo e viso più sereno. Ho pensato “wow”, non sapevo neanche cosa stessi facendo, finché non ho visto la reazione del pubblico. Quando abbiamo discusso il progetto abbiamo pensato di dare valore e contestualizzare “Forse”, brano che richiede una particolare attenzione, all’interno di un posto accogliente e suggestivo. Abbiamo optato subito per l’ascolto del brano in cuffia con la proiezione del video e poi ci è balenata l’idea di far cascare dal cielo le frasi che le persone mi hanno confidato sui social, risposte a domande specifiche che avevo posto nelle stories per preparare il pubblico al brano. Lo rifaremo presto.

Un tour da maggio 2023, cosa ci anticipi?

Lo spettacolo lascia spazio ai brani di “Fragile” e presenta il secondo progetto discografico. Arricchito da monologhi, testi inediti recitati e danzati, scene suggestive ed un emozionante incontro con il pubblico. Questa volta ho scelto di farmi affiancare da un assoluto paladino dell’espressività corporea: Francesco Biasi, sensibile danzatore e ideatore di molti spettacoli a sfondo sociale. In sestetto completiamo una cornice dal suono fragile e al contempo potente, accompagnando tutti i processi che vengono a crearsi, che si sviluppano e arrivano a compimento durante lo spettacolo.  Il filo conduttore di “Concerto d’autore per Voce e Corpo” è un processo oscillatorio tra il riconoscere e avvertire il peso delle fragilità e delle solitudini ed il desiderio di ri-uscire che l’essere umano matura e utilizza per reinventarsi lungo tutta la vita. 90 minuti di riflessione, contemplazione e risoluzione.

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