Cuban Dancer, il trailer del film presentato ad Alice nella città, per due giorni al cinema

Arriva al cinema per due giorni il docufilm Cuban Dancer, presentato ad Alice nella Città: un talentuoso ballerino 15enne cubano si trasferisce in Florida con la famiglia e deve abituarsi ad un nuovo mondo e una nuova vita

Il film Cuban Dancer, dopo essere stato presentato ad Alice nella città alla Festa del Cinema di Roma e aver vinto premi al Miami International Film Festival e al San Francisco International Film Festival, arriverà nel cinema il 3 e 4 maggio come uscita evento, distribuito da Istituto Luce – Cinecittà.

Prodotto da Indyca con Rai Cinema e diretto da Roberto Salinas, il film è interpretato da Alexis Francisco Valdes Martinez, Alexis (Titico) Valdes Quer, Mayelin Valdes Martinez.

Cuban Dancer 1
Cuban Dancer 1

La storia

Alexis, 15 anni, è un talentuoso studente della Scuola Nazionale di Balletto di Cuba. Passa le sue giornate a provare chassé e entrechat con la sua ragazza e compagna di danza Yelenia. Tuttavia, quando i suoi genitori decidono di trasferirsi in Florida per ricongiungersi alla sorella, il suo felice mondo adolescenziale viene sconvolto. È costretto a lasciare Cuba, i suoi compagni di scuola, i suoi parenti e la sua amata fidanzata. Immerso nella nostalgia per la sua amata Cuba e di fronte ai continui rifiuti ricevuti, Alexis si sente perso e solo. Quando finalmente viene accettato dalla prestigiosa scuola di Harid Ballet, si trova a dover ricominciare tutto da capo. Non conosce la lingua, non ha amici e lo stile di danza studiato a Cuba è completamente diverso da quello che insegnano in America. Tutto questo mentre i suoi genitori stanno facendo ore di straordinario al lavoro ed enormi sacrifici per permettergli di studiare. Alexis sa quindi di dover trovare rapidamente la sua strada nel mondo borghese ed elitario del balletto americano, cercando di rimanere fedele alle sue radici.

Cuban Dancer 2
Cuban Dancer 2

Le parole del regista

Se la danza è il linguaggio segreto dell’anima, la danza cubana svela il sentire di un popolo
in costante dialettica con la propria identità. Essere cubani è vivere un conflitto insanabile:
l’amore viscerale per l’isola e la necessità per molti di abbandonarla. La despedida, l’addio,
è affare quotidiano a Cuba. Della poetica dell’addio si nutre la sua arte. Della speranza del
ritorno e delle disillusioni vive quel corpo cubano che balla rapito dalla stessa estasi i riti
afro‐caraibici, la Salsa e Giselle. Per Alexis l’esperienza dell’addio è arrivata a quindici anni.
Addio al primo amore e a quel metodo cubano di balletto orgogliosamente assunto anche
come guida morale. A poca distanza, in Florida, dove l’educazione artistica e sentimentale
di Alexis è proseguita, si cresce e si danza in maniera diversa.

Il denso e ossidato tessuto urbano dell’Avana è sostituito dal placido ordine delle “gated
communities”, l’indottrinamento della Scuola Nazionale di Balletto dal modello liberale
dell’HARID Conservatory di Boca Raton. Ciononostante, questi mondi apparentemente
antitetici si completano e necessitano l’uno dell’altro. Dalla loro capacità di dialogo
dipende il cammino dell’integrazione di tanti giovani latini, come Alexis, che dagli USA si
aspettano rispetto identitario oltre che opportunità economiche. Per i loro genitori forse è
troppo tardi per sfuggire al ghetto della comunità latina di Miami, a un’integrazione che
spesso ha il sapore dello sfruttamento. Alexis e i suoi compagni, invece, hanno già
abbandonato gli stereotipi e assistono sconcertati al ripresentarsi di dinamiche congelate
fuori dal tempo. Per loro è solo rumore di fondo. Nel salone dove la prova è in corso c’è
soltanto danza.

Cuban Dancer - poster
Cuban Dancer – poster

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