Coronavirus, 30 marzo: record di pazienti dimessi, 1.590. 812 i decessi

Coronavirus, la Protezione Civile ha aggiornato il numero dei morti in Italia, i nuovi contagi e i guariti delle ultime 24 ore: il bollettino del 30 marzo diffuso dal capo Dipartimento Angelo Borrelli insieme al prof. Franco Locatelli, direttore del Consiglio Superiore di Sanità.

Coronavirus (qui tutte le info sull’emergenza): il capo Dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli ha aggiornato il numero dei morti, dei nuovi contagi e dei guariti in Italia. Accanto a lui il prof. Franco Locatelli, direttore del Consiglio Superiore di Sanità. Il bollettino diffuso il 30 marzo nella consueta conferenza stampa conta 1.590 dimessi guariti, per un totale di 14.620. Il numeri di contagi aumenta di 1.648 unità, arrivando così a 75.528 casi attualmente attivi (101.739 in tutto). L’aumento dei casi è pari al 2%, un dato incoraggiante se paragonato al +10% di qualche settimana fa. Di questi 43.752 si trovano in isolamento domiciliare senza sintomi o con sintomi lievi (pari al 58% del totale), 3.981 sono in terapia intensiva e sub-intensiva mentre 27.795 sono ricoverati con dei sintomi. Si registrano infine 812 decessi, per un totale 11.591.

Sono stati trasferiti altri 7 pazienti in terapia intensiva dalla Lombardia in altre regioni grazie al sistema della Cross (Centrale remota per le operazioni di soccorso sanitario), per un totale di 94 individui (54 positivi al Coronavirus e 40 pazienti ordinari) al fine di decongestionare le strutture sanitarie locali. Altri 6 pazienti erano destinati al trasferimento verso la Germania ma la procedura è stata rimandata di 24 ore per effettuare una sanificazione dell’aereo.

Coronavirus: Franco Locatelli, direttore del Consiglio Superiore di Sanità
Franco Locatelli, direttore del Consiglio Superiore di Sanità

Le attività promosse dalla Protezione Civile

Il conto corrente della Protezione Civile ha raggiunto quasi 64 milioni di euro che verranno utilizzati per l’acquisto di dpi destinati al personale sanitario, ventilatori per la terapia intensiva e altri dispositivi medicali. Per questo motivo il commissario per l’emergenza Borrelli ha voluto rivolgere un sentito ringraziamento agli italiani e alle aziende che hanno voluto donare cifre grandi o piccoli, contribuendo comunque alla causa. Nelle prossime 72 ore verrà installato anche un ospedale da campo nelle Marche grazie alla Marina e al Ministero della Difesa, il quale metterà a disposizione 40 posti di medicina ordinaria e 2-3 di terapie intensiva. L’ospedale da campo verrà gestito dal personale della Marina insieme al personale sanitario preso dalla task force di medici ed infermieri/e formato in questi ultimi giorni.

Un’ulteriore attività di cui andare fieri è un moderno laboratorio biologico organizzato presso lo Spallanzani di Roma, il quale rappresenterà una delle poche strutture da poter utilizzare – in sicurezza – per indagare malattie altamente infettive ed aggressive. Il laboratorio, anche quando l’emergenza Coronavirus sarà passata, resterà un’eccellenza a livello europeo ma anche a livello mondiale da utilizzare per la ricerca di cure particolarmente innovative.

Oltre 6.000 denunce: chi vìola l’isolamento

Borrelli ha affermato che nella sola giornata del 29 marzo sono state denunciate oltre 6.000 persone ree di aver violato l’isolamento, tra cui alcune positive. Ovviamente questa condotta va assolutamente evitata per non allargare il contagio, anche perché l’accusa è di carattere penale. Solo il rispetto di queste misure permetterà di sconfiggere il virus. “Proteggere gli altri significa proteggere gli altri e viceversa”, ha dichiarato il prof. Locatelli.

Ricerca: gli studi clinici avanzano

Il direttore del Consiglio Superiore di Sanità si è detto orgoglioso di confermare che sono stati attivati 6 studi clinici mentre altri 2 hanno avuto un parere positivo dall’Agenzia Italiana del Farmaco (e in particolare dal Cts di Aifa) così che potranno presto essere attivati. Tra questi è importante sottolineare 2 studi: uno promosso dall’Oms per testare diverse terapie farmacologiche volte a limitare il moltiplicarsi dell’infezione. L’altro studio da menzionare andrà invece ad investire i pazienti che vengono gestiti domiciliarmente.

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui