Home Coronavirus Coronavirus, 19 marzo: l’Italia supera i morti della Cina. Focus sui bambini

Coronavirus, 19 marzo: l’Italia supera i morti della Cina. Focus sui bambini

Coronavirus, il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli ha aggiornato il numero dei morti in Italia, i nuovi contagi e i guariti: il bollettino ufficiale del 19 marzo. Presente anche il prof. Alberto Villani, Presidente della Società italiana di Pediatria, per fare un focus su Coronavirus e bambini.

Leggera flessione verso il basso per i pazienti in terapia intensiva e sub-intensiva, animali domestici e bambini: questi ed altri gli argomenti affrontati dal capo della Protezione Civile in tema di Coronavirus. Angelo Borrelli, affiancato dal Presidente della Società italiana di Pediatria prof. Alberto Villa, ha aggiornato il numero dei morti, dei nuovi contagi e dei guariti. Nelle ultime 24 ore ci sono stati 415 dimessi guariti, per un totale di 4.440. I decessi salgono invece di 427 unità, per un totale di 3.405 (superati i decessi della Cina, pari attualmente a 3.245). Sono stati registrati inoltre 4.480 nuovi contagi. In tutto si arriva a 33.190 casi attivi (41.035 in tutto). Di questi 14.935 si trovano in isolamento domiciliare senza sintomi o con sintomi lievi, 2.498 sono in terapia intensiva e sub-intensiva (l’8% del totale) mentre i restanti sono ricoverati con dei sintomi.

Sono stati messi a disposizione dei cittadini 5.905 volontari della Protezione Civile, 1.432 in più rispetto a 24 ore prima: uno sforzo incredibile che si aggiunge a quello delle forze armate, delle forze di polizia e delle varie amministrazioni coinvolte. Sono stati trasferiti altri 4 pazienti in terapia intensiva dalla Lombardia in altre regioni grazie al sistema della Cross (Centrale remota per le operazioni di soccorso sanitario), per un totale di 59 individui (22 positivi al Coronavirus e 37 pazienti ordinari).

Il prof. Alberto Villani, Presidente della Società italiana di Pediatria, per un focus su Coronavirus e bambini
Il prof. Alberto Villani, Presidente della Società italiana di Pediatria, per un focus su Coronavirus e bambini

Una precisazione per i ragazzi attualmente in Erasmus. Questi sono autorizzati a rientrare nel territorio italiano, un solo genitore potrà recarsi in aeroporto per prelevarli, dopo di che dovranno fornire un domicilio dove potranno trascorrere il periodo di isolamento fiduciario. Borrelli ha poi confermato la dematerializzazione delle ricette, che permette ai pazienti di recarsi in farmacia senza passare dal proprio medico curante. Un appello anche contro l’abbandono degli animali domestici (causa sposata anche da moltissimi volti noti della tv e del cinema con la campagna #noinonsiamocontagiosi): nei cani è presente il Coronavirus ma in nessun caso è possibile – né è stata dimostrata – la diffusione del contagio tra animali e persone.

Coronavirus e bambini: la risposta del prof. Alberto Villani

Il prof. Villani ha poi argomentato in modo esaustivo su un tema che di recente ha generato molta curiosità: Coronavirus e bambini. Al momento si registrano circa 300 casi in tutta Italia. Per quanto riguarda la mortalità, la casistica italiana è uguale a quella mondiale: non si è mai registrato alcun decesso né caso grave. Per fortuna il Coronavirus non è un caso pediatrico. Qualora un bambino presenti dei sintomi è sufficiente contattare il proprio pediatria e concordare con lui come procedere. Il criterio tuttavia resta quello già vigente già prima del Coronavirus. Se il piccolo presenta dei problemi gravi andrà portato in ospedale, ma il Coronavirus in sé al momento non rappresenta un problema per i bambini.

Dpi: riservarli a chi ne ha immediato bisogno

Un’ultima doverosa precisazione ha avuto per argomento i Dispositivi di protezione individuale (Dpi). Guanti e mascherine, ha affermato Villani, vanno riservati soprattutto a medici e infermieri. Si raccomanda un uso intelligente: riusare gli stessi guanti non ha senso, mentre le mascherine non servono se si mantiene la distanza di sicurezza di un metro. Reperire questi materiali è molto difficoltoso e un uso inappropriato significa toglierlo al personale sanitario che ne ha indispensabile bisogno.

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